MotoGP, Dovizioso: "Sono 'disoccupato' per una scommessa persa"

"L'ho fatta con degli amici prima di Misano. Sto vagliando le opportunità: in certi posti ha senso andare per fare solo il tester, mentre in altri ha senso se fai una stagione da tester ed una da pilota".

Share


Andrea Dovizioso si è presentato a Misano con un dettaglio della sua tuta decisamente modificato rispetto al passato. Dove prima c'era spazio per la scritta 'Undaunted', a Misano ha trovato posto la scritta 'Unemployed', che vuol dire disoccupato per i meno affini alla lingua di Sua Maestà. In tanti pensavano che fosse solo un modo per scherzare sulla sua attuale condizione di pilota primo in campionato ed al contempo disoccupato in vista del futuro. In realtà Dovizioso ha spiegato che si è trattato di un'idea dei suoi amici e che avendo perso una scommessa, si è ritrovato nella scomoda condizione di doverla mettere in pratica. 

"Ho dovuto pagare una scommessa persa con i miei amici - ha raccontato un divertito Dovizioso -  che purtroppo ho accettato di fare prima di Misano 1. Mi hanno costretto perché avevamo scommesso che se fossi stato primo in campionato dopo Misano 1, avrei dovuto metterlo sulla tuta. Non credo di aver fatto proprio il massimo la settimana scorsa per creare questa situazione, ma si è creata lo stesso. Quindi ho dovuto metterlo, devi sempre pagare le scommesse perse. Fabio ha fatto tutto da solo alla fine, mi ha dato un bell’aiuto! In ogni caso penso di averla messa in modo scherzoso, in relax. Secondo me ci stava (ride, ndr)!".

Domani da disoccupato penserai al campionato oppure correrai un Gran Premio in attacco?

"Domani sarò costretto ad attaccare, non si tratta solo di un confronto tra me e Fabio in campionato. Siamo tutti vicini, non puoi perdere punti da nessuno. La settimana scorsa è stato un caso che sia finito settimo ritrovandomi in ogni caso in testa al mondiale. Serve essere veloci, non va bene ragionare sulla classifica in un campionato così in questo punto della stagione". 

Cosa ti rende così complicato riuscire ad andare forte in questo 2020? Alcuni pensano che qui ci sia troppo grip per la Ducati e che questo vi mandi in crisi. 

"Non credo che il troppo grip sia contro di noi. Noi studiamo tantissimi i dati, ma è molto difficile capire come applicare quello che funziona e quello che non lo fa. E’ veramente complicato guidare in modo poco naturale, come serve per andare forte con queste gomme. Almeno oggi in gran parte dei turni sono riuscito a frenare molto forte, migliorando in generale la mia frenata. Per la gara sarà molto importante scegliere la gomma perfetta, perché abbiamo visto che basta pochissimo per cambiare completamente scenario, soprattutto qui a Misano".

Ma dopo i test eri molto soddisfatto. E' cambiato qualcosa?

"Dopo i test abbiamo comparato i dati con quelli raccolti in gara ed è apparso chiaro che io fossi più veloce e per questo ero davvero contento. Ma anche gli altri sono migliorati tantissimo, anche se non credo quanto noi. Secondo me in questa seconda gara saremo davvero tutti molto vicini in gara". 

Spesso dici che è difficile guidare come serve per andare forte. Puoi cercare di spiegarlo in modo semplice?

"La cosa davvero difficile da fare per andare forte in questa stagione è riuscire a fare in sella qualcosa di completamente diverso da quello che facevo fino alla scorsa stagione per andare forte. Cambiare e renderlo naturale, non è facile ed è questo il punto. Non si tratta di riuscire a girare forte, ma di farlo in modo naturale. E’ una vera lotta contro l’istinto e non è facile dopo aver fatto per tanti anni le cose in un certo modo. Cambia tutto, dal modo di inserire la moto in curva al modo di approcciare la staccata, al modo di definire l’assetto. Le esigenze sono veramente l’opposto di tutto quello che avevamo costruito negli ultimi tre anni". 

Pensi che essere passato attraverso la Q1 possa averti aiutato in Q2 oppure la gomma in meno è stato un problema?

"Essere passato per la Q1 mi ha aiutato più che penalizzarmi. Alla fine fai la Q2 con una gomma in meno ma arrivi più preparato, quindi va meglio. Quando passi è un vantaggio, ma il difficile lì è passare".

Parliamo un attimo del futuro. Hai tante proposte, ma tu quel moto saresti davvero curioso di provare? La Honda di Marquez o la Yamaha di Rossi?

"Non posso rispondere su questa cosa, ma posso dire che stiamo parlando con molti e si stanno aprendo tante possibilità e dinamiche che possono andare in varie direzioni. La mia scelta dipenderà da quali ipotesi avrò davanti, in che modo verrà organizzato tutto. In certi posti ha senso andare per fare solo il tester, mentre in altri ha senso farlo se fai una stagione da tester ed una da pilota. Non ho niente tra le mani in questo momento, ancora si devono delineare certe situazioni. Ci vuole tempo, quando verranno fatte delle proposte chiare nei dettagli si vedrà". 

Articoli che potrebbero interessarti