Binder: "La MotoGP era statica, adesso con noi rookie tutto sta cambiando"

"Quando scorro la classifica, leggo nomi di piloti con cui lotto in pista dal 2012 nelle varie categorie. Penso sia un buon segno di cambiamento. Qui la KTM è tornata forte, domani darò il massimo in qualifica"

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Brad Binder ha chiuso con il miglior tempo la giornata di venerdì a Misano. Un ottimo biglietto da visita, dopo che nel primo appuntamento sul tracciato intitolato a Marco Simoncelli il pilota della KTM non era stato brillante, come tutti gli altri piloti in sella alla RC16. La musica è però cambiata oggi, e Binder ha messo in riga tutti i rivali, andando a comporre una prima fila virtuale assieme a Nakagami e Quartararo, due piloti con cui Binder ha lottato sia in Moto3 che in Moto2, prima di ritrovarli in MotoGP.

Una situazione che piace molto a Binder, felice di sfidare ancora in pista gli stessi piloti contro cui ha iniziato a gareggiare nell'ormai lontano 2012, quando ha iniziato a muovere i primi passi nel paddock del motomondiale. 

"E’ bello vedere tutti questi nomi nuovi, mi piace tantissimo - ha commentato Binder - io credo che la MotoGP sia stata molto statica per diversi anni, ci sono stati sempre gli stessi piloti, gli stessi nomi. Adesso invece è bello per me scorrere la classifica e leggere nomi di piloti con cui lotto in pista dal 2012. Ci sono Taka, Pecco, Miguel e Fabio,e tanti altri. Lo stesso Mir, Alex Marquez. Siamo cresciuti tutti assieme nelle varie categorie, abbiamo lottato tra di noi ed ora ci troviamo tutti qui. E’ una cosa molto bella, rende affascinante il futuro per noi." 

Finalmente sei stato veloce con la KTM a Misano. Cosa è cambiato?

"Le cose sono migliorate molto perché abbiamo fatto un grosso cambiamento all’assetto che mi permette di gestire molto meglio la fase di frenata. Mi aiuta anche nella fase di riapertura del gas, e sarà fondamentale in gara. E’ una modifica che abbiamo fatto in FP2, e ne abbiamo verificato la bontà subito perché stavo girando in quel momento con gomme che avevano già 20 giri. Mi sono sentito subito benissimo, quindi sono contentissimo. Dopo mi è bastato mettere gomme fresche per migliorare tanto il mio tempo, quindi domani so che potrò lottare perché ho la confidenza con la moto che mi serve per spingere. Nello scorso fine settimana non era andata benissimo, avevo davvero bisogno di questo step in avanti per sentirmi più a mio agio". 

Come mai secondo te la KTM ha sofferto qui rispetto ad altre piste?

"Penso che le nostre difficoltà qui dipendano proprio dal grip enorme che abbiamo trovato quando abbiamo messo la moto in pista la prima volta. Se ripenso a Jerez, ricordo che faceva impressione quanto poco grip ci fosse nel pomeriggio. La stessa cosa a Brno, dove il grip è sempre stato molto basso. Penso che questa sia la prima pista su cui giriamo in cui non c’è un calo di gomma dal primo all’ultimo giro. Alcuni ragazzi hanno fatto il giro veloce negli ultimi giri, quindi questo penso sia il motivo per cui noi abbiamo sofferto rispetto agli altri. Sono però certo di aver fatto un grande passo in avanti, io come gli altri ragazzi in KTM. Penso di aver adesso la base per disputare una gara diversa". 

Oggi tra l'altro il grip è stato ancora maggiore rispetto alla gara.

"Si, il grip è in generale ancora maggiore rispetto alla settimana scorsa, anche rispetto ai test. Abbiamo lasciato tantissima gomma sulla pista in questi giorni, quindi è normale che ci sia tutto questo grip. Da un certo punto di vista, adesso sappiamo anche come sfruttare questo extra grip e questo cambierà un po’ le carte in tavola per la gara". 

Quali sensazioni hai ritrovato in moto che ti hanno permesso di tornare ad essere veloce?

"Oggi per la prima volta ho sentito di avere una confidenza con l’anteriore della moto che non sentivo da Jerez e questo è davvero fantastico. In generale noi lavoriamo sempre per migliorare sotto l’aspetto della guidabilità. Il fatto è che avevo iniziato a guidare la KTM non nel modo in cui va guidata, mentre qui ho anche ricominciato a guidare la RC16 sfruttando i suoi punti di forza, che sono tanti. Questo mi ha permesso di girare forte oggi, voglio avere questo approccio anche domani". 

Ti abbiamo visto seguire in pista Vinales. E' stato interessante?

"E’ stato utile seguire Vinales in pista, ho potuto osservarlo e capire alcune cose. Ho compreso meglio come faccia a mettere assieme i suoi giri veloci. E’ stato davvero interessante capire quanta velocità sia in grado di portare a centro curva, una cosa impressionante. Una cosa difficile da fare per me in questa fase, mentre nelle curve strette ero più forte di lui in staccata. E’ stato molto istruttivo capire quanto sia diverso il suo modo di girare forte rispetto al mio. Mi sento in ogni caso molto bene, domani penso di poter puntare ad una buona posizione in griglia". 

In campionato tu sei ancora molto vicino a Dovizioso. Ti capita di farci un pensierino?

"Ad essere onesto non ci ho mai pensato troppo seriamente. Per me la cosa importante è migliorare ogni volta che salgo in moto, andare più forte ed imparare qualcosa ad ogni singola uscita dai box. Ogni pista è diversa, mi insegna qualcosa. Alla fine dell’anno il mio obiettivo non è di finire quinto, terzo o in qualsiasi altra posizione. In questa stagione il mio vero obiettivo è imparare quante più cose possibili per poi farmi trovare pronto e forte ad inizio 2021".

 

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