MotoGP, Petrucci: “Sono triste, la Ducati non fa ciò che voglio”

“La mia moto è simile a quella di Bagnaia e sono spaventato nel vedere quanto lui riesca ad essere competitivo. I test? Non ho trovato nulla che possa risolvere i problemi"

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Alla vigilia del secondo round di Misano, Danilo Petrucci cerca di mostrare come sempre il suo sorriso. La simpatia al pilota di Terni non manca mai, anche se questa volta sembra più una cosa di circostanza. Danilo è infatti consapevole che da sorridere ci sia ben poco, viste tutte le difficoltà con cui ha dovuto fare i conti in questo 2020.

“Quella di domenica scorsa è stata la mia peggiore gara con la Ducati – ha esordito - mi manca sempre qualcosa quando sono in sella alla moto, in frenata così come in accelerazione. Mi aspettavo qualcosa di più dagli ultimi test, ma non ho trovato nulla che risolvesse il problema nel frenare la moto. Dispiace davvero tanto ritrovarsi in questa situazione”.

Nemmeno provare le soluzioni adottate da Dovizioso martedì è servito per cambiare spartito.

“Tra me e Andrea c’è abbastanza differenza a livello fisico, sia come centimetri che chili, anche se lo stile per certi versi si avvicina. La cosa curiosa è che la moto più simile alla mia è quella di Bagnaia. Questa cosa mi conforta per certi versi, dato che abbiamo capito la direzione, mentre dall’altra mi spaventa perché Pecco mi ha dato 18 secondi domenica scorsa. Nell’ultimo test so cosa ha fatto Dovi sulla Ducati, io mi sono comportato di conseguenza, ma non ho trovato molto. Rimangono sempre tre decimi a giri e fatico soprattutto con le gomme nuove”.   

Dal suo volto trapela quindi grande amarezza per essere entrati in questo tunnel che non vede ancora luce.

“Dispiace molto per questi risultati, tra l’altro sono davvero triste in questi mesi, perché la moto non fa ciò che voglio. Io ce la sto mettendo tutta, ma è complicato in questo momento capire quale sia la ragione di tutte queste difficoltà. Ci sono tante cose, ma è come capire se sia nato prima l’uovo o la gallina. Personalmente vorrei ritrovare piacere nel guidare la moto, cosa che ora non ho. Mi sento macchinoso, devo comunque adattarmi, anche se non è facile durante le gare. Un anno fa, se andava male finivo ottavo, adesso invece mi ritrovo sedicesimo”.

Eppure Danilo non ha la minima intenzione di arrendersi.

“Dentro di me sono più incazzato e motivato di un anno fa, anche perché voglio cambiare questa situazione. Domenica ci aspetta una nuova sfida, che tra l’altro rappresenta la seconda parte di stagione. Cercherò di impegnarmi come ho sempre fatto per trovare la fiducia e la competitività che mi manca. In questo Mondiale c’è grande equilibrio e può ancora succedere di tutto”.

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