MotoGP, Pernat: "Il 2° posto di Francesco Bagnaia è una vittoria di Dall'Igna"

"E' stato Gigi a non voler più Dovizioso nel team ufficiale. La caduta di Quartararo non è un bel segnale, Vinales è imbarazzante e Rossi è l'unico a resistere grazie alla carta d'identità truccata"

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Il primo weekend di Misano MotoGP si è chiuso all’insegna del tricolore con la vittoria di Morbidelli davanti a Pecco Bagnaia. Un trionfo per l’Academy di Valentino Rossi che, però, in gara si è dovuto accontentare del 4° posto, battuto all’ultimo giro di Joan Mir. Un podio giovanissimo in un mondiale che sembra essere senza padrone.

“Morbidelli non si sarebbe mai sognato la sua prima vittoria in questo modo – ha detto Carlo Pernat nel corso della ormai consueta diretta serale nei weekend di gara e non solo in compagnia di Paolo Scalera e Matteo Aglio - È partito, è subito andato primo e ci è rimasto fino alla fine, cosa quasi impossibile per un principiante della categoria come lui. A Morbidelli è servita molto la scuola Valentino, perché aveva già fatto delle grandi partenze. Lui era già pronto per la vittoria ma i problemi tecnici lo hanno fermato, in Yamaha devono sfruttare le due gare di Misano perché a Barcellona non so come andranno”. 

Come detto, dietro al campione del mondo della Moto2 2017 si è classificato il campione del mondo della classe intermedia dell’anno successivo, Pecco Bagnaia, al rientro da uno stop lungo un mese dopo l’operazione al legamento crociato del ginocchio. Ducati sta ancora riflettendo sulla seconda sella del team ufficiale per il 2021 e la lotta è ormai un testa a testa tra il piemontese e Zarco. Sarà riuscito Bagnaia, con questo podio, a battere il francese?

“Io credo che a prescindere dal podio Pecco si era già preso la moto ufficiale di Ducati. Bagnaia ha chiuso al secondo posto rischiando di arrivare primo perché negli ultimi giri ha sofferto molto con il ginocchio. Il prossimo anno ci sarà lui al fianco di Miller. L’australiano anche oggi ha fatto una bella gara ma deve imparare a gestire se vuole vincere un mondiale”. 

Dietro ai due piloti della VR46 Joan Mir. C’è chi dice che possa essere uno dei favoriti per questo strano mondiale. 

“Ho parlato con Brivio e mi ha detto che dopo il podio dell’Austria Joan è diventato un altro e che ha imparato a guidare la Suzuki, ora la lascia scorrere, prima era talmente aggressivo che si è anche fatto male in certe circostanze. La Suzuki è una gran moto e lui può vincere il mondiale. Rimanendo sulla Suzuki devo spezzare una lancia in favore di Rins perché ha un problema importante alla spalla e oggi ha comunque chiuso in quinta posizione”. 

Protagonista assoluto del GP di Misano è stato Valentino Rossi, e non per la firma sul contratto con la Yamaha Petronas che dovrebbe arrivare a Barcellona, ma per la sua Academy con la coppia Morbidelli-Bagnaia in MotoGP e l’uno-due Sky Racing Team VR46 in Moto2 con Marini e Bezzecchi. Senza dimenticarci del quarto posto del Dottore e il podio sfiorato. 

“Ormai il nuovo avanza, e l’unico che resiste è Valentino Rossi con la sua carta d’identità taroccata. Chi è arrivato dietro a Rossi deve farsi delle domande. Mi riferisco soprattutto a Vinales e Quartararo. Lo spagnolo è nel pallone dall’inizio dell’anno. Ormai io continuo a dirlo ma Vinales è davvero imbarazzante, ha sbagliato la scelta della gomma. Il francese invece, sta soffrendo la pressione e non è la prima volta perché ha passato tanti anni nell’ombra prima di essere recuperato da Boscoscuro e questo non è un bell’indizio”. 

La KTM, invece, dopo gli exploit del Red Bull Ring e di Brno sembra essere un po’ sparita. La rivedremo competitiva ai massimi livelli?

“La KTM ha sfruttato le concessioni provando tanto in Austria e a Brno. Qui a Misano hanno fatto un solo test ma da venerdì prossimo saranno di nuovo competitivi perché in questo weekend hanno capito tante cose e nel test di martedì sistemeranno la moto. Hanno provato da tutte le parti con Pedrosa mentre Aprilia ha provato solo in alcuni circuiti con Smith e Salvadori, che c’è una bella differenza”. 

Abbiamo detto della débâcle di Fabio Quartararo, tradito dalla troppa voglia di fare e dalla pressione di dover arrivare tra i primi a tutti i costi. A godere dello “zero” del francese è sicuramente Andrea Dovizioso, anonimo ed in difficoltà a Misano, ma incredibilmente e inaspettatamente primo nel mondiale. Per Dovi il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

“Lui deve cambiare il suo stile di guida, io lo vedo propositivo. La sua unica soddisfazione è il primo posto in classifica al momento, non ce ne sono molte altre. Bisogna capire se lui ha ancora la voglia di cambiare e se tiene ancora ad essere un pilota. Ci sono alcuni particolari come l’alimentazione, in cui si è un po’ lasciato andare. Non è il Dovizioso di sempre e non può essere così. Mi chiedo se magari Dovizioso non ha ancora problemi alla clavicola dalla caduta in motocross”. 

Rimanendo in casa Ducati, Petrucci continua a non dare segni incoraggianti. Una stagione del genere può compromettere anche le prestazioni del 2021 in KTM? Non sarebbe meglio chiudere qua la sua esperienza con Ducati e prepararsi per il prossimo anno?

“Danilo è in un tunnel senza uscita. I contratti si possono rompere, tutto si può fare con una buonuscita e per Petrucci potrebbe essere un bene. In tanti dicono che potrebbe tornare Lorenzo ma secondo me non tornerà più a correre”.  

E Gigi Dall’Igna cosa pensa? 

"Vedere l’esplosione di Bagnaia e le difficoltà di Dovizioso è la sua vittoria. È lui a non aver più voluto Dovi in squadra e Petrucci era stato fatto fuori prima. Pecco oggi ha fatto secondo in condizioni fisiche precarie e questo significa che la moto funziona bene. La forza di Dall’Igna è stata quella di battere i giapponesi in un territorio a loro sconosciuto, quello dell’aerodinamica e ora le sue idee si vedono su tutte le MotoGP. Ha ragione Scalera quando dice che Dall’Igna è l’uomo tecnico della MotoGP degli ultimi 10 anni”basta pensare al fatto che Honda voleva vietare tutte le modifiche aerodinamiche e aveva anche minacciato di andarsene dalla categoria”. 

Parli di Honda e non si può che pensare a Marc Marquez. Questo mondiale è così strano proprio per l’assenza del campione del mondo, ma Marc avrebbe sofferto come stanno soffrendo gli altri top? La sua stagione sarebbe ugualmente stata altalenante?

"Con i se e con i ma non si può mai dire niente. Marc non avrebbe sofferto le nuove Michelin e lo ha dimostrato a Jerez nella prima gara. I medici stanno portando Marc in una strada che non è bellissima. Honda dovrebbe licenziare Puig per tutto quello che ha combinato e per i risultati. Qualche stupidaggine la farà ancora e per il futuro di HRC sarebbe un bene”. 

In Moto2, come abbiamo detto è stata una gara italiana con tre piloti tricolore sul podio. Bastianini, 3° all’arrivo ha firmato con Ducati per il prossimo anno. Sarà nel team Avintia?

“In Moto2 siamo messi meglio degli spagnoli, quindi il futuro prossimo ci sorride. Marini, Bezzecchi e Bastianini sono stati incredibili oggi e poi c’è anche Di Giannantonio. Ci saranno tanti cambiamenti nella classe intermedia nel prossimo anno, in tanti si muoveranno. Nel 2022 Avintia verrà rimpiazzata da una tra Leopard e VR46 in MotoGP e potrebbe anche essere che questo cambio verrà anticipato al 2021”. 

Aprilia invece continua ad aspettare Iannone. Non converrebbe “buttarsi” subito su Andrea Dovizioso?

“Aprilia ha deciso di aspettare Iannone, io avevo proposto Bastianini e 25 giorni fa mi hanno richiamato ma poi non mi hanno fatto sapere nulla, così non si tratta. Aspettare Iannone è una decisione legittima, perché Andrea è un gran talento ma Dovizioso è la loro carta di riserva. Io ho paura che sarà molto dura per Iannone essere assolto, mettersi contro la WADA è un bel casino”.

 

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