MotoGP, Rossi: "La Honda senza Marquez è come quando l'ho lasciata io nel 2003"

ESCLUSIVA - VIDEO - Parla Valentino: "Non smetto di correre e finirò la mia carriera in Yamaha. Con Morbidelli sento molto di più la sfida in pista rispetto a Bagnaia"

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Misano è la gara di casa e di conseguenza non manca l’attesa nei suoi confronti. Di chi stiamo parlando? Semplice, di Valentino Rossi, ospite alla vigilia del GP per un’intervista in esclusiva inedita alla nostra testata giornalistica web.

Quando smetterò di correre con la MotoGP vorrei proseguire con le moto, anche se con un più di calma – ha esordito il Dottore - consideratemi come tester per GPOne”.

Con questa battuta il 46 inaugura la propria intervista, parlando da subito delle sue ambizioni future.

“In questo periodo ho pensato tanto alla mia carriera e la cosa importante è che ho ancora tanta voglia di correre e svolgere la vita da atleta, ovvero allenarmi, correre in moto e confrontarmi con gli altri piloti, andando alle gare. Questo ha fatto la differenza. Le cose complicate sono rappresentate innanzitutto dal livello, che è molto alto degli avversari, i primi sono molto forti ed essere giovani è importante. Inoltre il momento tecnico della Yamaha non è dei migliori, di conseguenza c’è la possibilità di dover soffrire. Alla mia età questo potrebbe fare la differenza”.

Hai mai pensato di proseguire con altre Case o terminare ad esempio la mia carriera in Aprilia?

“La mia carriera è iniziata là. Faccio un po’ come i calciatori, che partono dalla squadra di casa, vanno in giro per il mondo e tornano a fare il bomber a casa. Il mio cuore è sempre in Yamaha, io sono un pilota Yamaha, di conseguenza vorrei chiudere la mia carriera con loro. È molto importante avere una moto competitiva, quella è la cosa più importante. Non ho mai pensato seriamente di cambiare Casa, ma concludere con la Yamaha”.

Cosa pensi di questo Mondiale senza Marquez.

“Il fatto che non ci sia Marc ha cambiato le carte in tavola, dato che lui ha vinto i Mondiali, dominando gli ultimi. Oltre a Marquez, credo ci sia una nuova generazione di piloti, come Binder, Oliveira e Quartararo, che vengono dalla Moto2 e potranno dare del filo da torcere a tutti, anche a Marc. Inoltre la situazione tecnica è cambiata rispetto al 2019, ci sono infatti sempre tre KTM nei primi otto, cosa che non succedeva lo scorso anno. Tutto ciò ha portato a un equilibrio delle prestazione delle sei Case che è incredibile e tutti pensano di poter vincere”.

La Honda senza Marquez ricorda la Honda senza Rossi.

È vero! Secondo me la Honda è una moto che va forte. Non c’è dubbio che Marc sia il suo più grande interprete, sono in difficoltà, anche perché gli altri piloti non riescono ad essere competitivi. La Honda e la Yamaha stanno soffrendo, mentre KTM e Suzuki sono le sorprese. Stanno quindi cambiando tutti gli equilibri, anche se Marc sarà l’uomo da battere nel momento in cui tornerà”.

Molti pensano che lui non sarà più come quello di prima.

“In questi casi bisogna vedere come stai. Un infortunio del genere lascia dei segni sul fisico e sulla mente. Dal lato fisico bisogna capire se quando guidi la moto hai fastidi, mentre a livello mentale se subentra la paura. Questi infortuni lasciano il segno su tutti i piloti, anche su di me. L’infortunio del Mugello è stato più grave, ma Marc ha patito di più il post operazione, dato che gli si è rotta la placca e questa è una cosa più tosta”.

Parlando di avversari, adesso ci sono anche i giovani come Bagnaia e Morbidelli a darte fastidio.

“Mi sono allevato delle serpi in seno, non ci ho pensato a questa quando abbiamo iniziato (sorride). Poi è andata molto bene e magari ce ne saranno altri in MotoGP. Sapevo del rischio, ma è bello avere piloti Academy così veloci. Per quanto riguarda invece la rivalità, bisogna vedere la gestione da pilota a pilota. Io ho un rapporto diverso con Pecco rispetto a Franco. Con Pecco me la vivo meglio, mentre con Franco si sente di più la rivalità in pista, nonostante sia un mio amico”.

E Marini?

“Magari potrà accadere di correre con Luca in MotoGP, al momento lui sta parlando con la Ducati, anche se non so di questa possibilità o meno. Dovrò correre altri due anni (sorride)”.

Tornando a parlare del Mondiale, cosa pensi di tutte queste gare così serrate?

“È un Mondiale strano,  molto particolare. Il ragionamento da fare è: o corri o non corri. I piloti non sono mai contenti delle triple gare, dato che c’è tanto stress e stanchezza, inoltre i rischi sono maggiori. Quest’anno però la situazione è questa e penso che sia stato messo giù un bel Campionato. Forse sarebbe stato bello avere più piste, però è meglio così che non correre”.

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