SBK, Aragon 2: il Bello, il Brutto, il Cattivo

Aragon e Monza, un file rouge unisce i destini di Michael Ruben Rinaldi e Pierre Gasly, portando Go Eleven e Alpha Tauri in Paradiso

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Strade che si incrociano, destini che si uniscono. Aragon e Monza, così lontane così vicine, verrebbe proprio da dire. Eccole portarsi via in due soli giorni i sorrisi e i pianti di Michael Ruben Rinaldi e Pierre Gasly, che per la prima volta nella loro storia hanno assaporato il brivido e l’emozione del gradino più alto del podio.  

Nel weekend in cui tutti aspettavano i big ci hanno pensato loro a farci capire che i sogni sono fatti per essere realizzati, portando Faenza e Cherasco, la classe operaia, in Paradiso. Una pagina di sport che rimarrà a lungo impressa e che allo stesso tempo fa sorridere ed emozionare. I big però sono sempre là davanti, è il caso di Johnny Rea e Lewis Hamilton. Probabilmente non avranno fatto bottino pieno, ma i loro diretti rivali, Redding e Verstappen, hanno pensato bene di far loro un regalo non da poco nella corsa iridata   

IL BELLO – Chissà cosa avranno pensato Pierre e Michael su quel gradino più alto del podio? C’è la gioia che si mischia alle lacrime per un risultato a lungo sognato e finalmente conseguito. Storie simili, molto simili, di ragazzi che rischiavano di essere fuori dai giochi e che invece hanno avuto la propria rivincita personale senza mai arrendersi. Festeggiano loro e insieme Go Eleven e Toro Rosso (Alpha Tauri), due realtà tutte italiane con la passione per i motori che scorre nelle vene, capaci di fare brutta figura ai grandi, Ducati e Red Bull.  

IL BRUTTO – Doveva essere uno dei candidati nella lotta al titolo, invece in soli sette giorni si sono perse le sue tracce. Se qualcuno ha notizie di Toprak Razgatlioglu è pregato di segnalarlo, dal momento che ad Aragon il turco si è giocato il Mondiale. Una debacle inaspettata quella del portacolori Yamaha, il quale non ha saputo raccogliere più di un quinto posto nel doppio appuntamento del Motorland. Come riassumere tutto in una parola: irriconoscibile. Non vogliamo assolutamente essere cattivi nei suoi confronti, ma di sicuro non si possono lasciare punti per strada se l’obiettivo è combattere per il Campionato.

IL CATTIVO – Aragon era la sua pista e Chaz Davies non ha vinto in nessuna delle sei gare disputate nei due weekend. Oltre all’amarezza, c’è pure la fregatura di vedere Rinaldi festeggiare sul gradino più alto del podio con la Ducati satellite di Go Elven. Di sicuro qualche domanda se la dovrà pur fare il numero sette in vista di una settimana che sarà decisiva per il suo futuro in Rosso.  

LA CONFERMA – Vuoi o non vuoi lui c’è sempre. Di chi stiamo parlando? Semplice, di Johnny Rea. Il Cannibale è una macchina da guerra e ancora una volta lo ha dimostrato. Ad Aragon il cinque volte iridato andava nella tana del lupo e alla fine ne è uscito con la bellezza di 36 punti di vantaggio. Il sesto titolo lo attende dietro l’angolo.

LA DELUSIONE – È stata la squadra che più di tutte ha provato al Motorland nell’ultimo mese e di conseguenza le aspettative erano grandi, ancora di più dopo il podio di sette giorni fa. Un fine settimana da dimenticare per Alvaro Bautista, che non è mai riuscito a vedere la bandiera a scacchi ad eccezione della Superpole Race.

​L’ERRORE – Andrea Locatelli non ha certo bisogno di aiuti per vincere il titolo della SuperSport, ma Raffaele De Rosa ha pensato bene di fargli un regalo inaspettato. Una manovra sbagliata quella del pilota campano, che ha travolto Jules Cluzel procurandogli la frattura di tibia e perone. Per il francese è l’addio definitivo ai sogni di gloria.

LA SORPRESA – Un mese fa erano fuori dal Mondiale, poi sono stati riammessi. A volte il destino è proprio strano e 2R Racing ne sa qualcosa. Dall’inferno al paradiso con sola andata per la squadra di Roberto Antonellini, che al Motorland conquista il primo storico successo grazie allo spagnolo Victor Rodriguez.

IL SORPASSO – La doppia di Aragon è di quelle da dimenticare, ma Toprak Razgatlioglu si conferma ancora una volta lo staccatore della Superbike. Per maggiori informazioni andarsi a rivedere il controsorpasso ai danni di Davies in occasione della Superpole Race di domenica mattina in curva 1.

LA CURIOSITA’ – Pilota italiano, moto italiana, squadra italiana. Una vittoria tutta italiana per Michael Ruben Rinaldi in sella alla Ducati del team Go Eleven. Una cosa del genere non accadeva da ben due anni. L’ultimo a riuscirci fu Marco Melandri con la V2 di Aruba a Phillip Island.

IO L’AVEVO DETTO“Come affronterò la domenica di gara? Andrò in pista per vincere, anche se ho 30 punti su Redding”. Johnny Rea è sempre di parola.

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