SBK, Rea:"Rinaldi merita la Ducati ufficiale, oggi ho lottato con il cuore"

"Michael è pronto, sta facendo cose incredibili. La velocità della Ducati in rettilineo ha reso la mia gara molto dura"

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Jonathan Rea ha vinto di nuovo. Dopo l’incredibile successo della scorsa settimana, quando le Ducati sembravano avere una marcia in più, il campione del mondo si è ripetuto anche nel secondo weekend di Aragon vincendo Gara 2 davanti a quel Michael Ruben Rinaldi che lo aveva battuto ieri e che ora sembra un candidato importante per la Ducati Ufficiale. 

“Michael merita una moto ufficiale, assolutamente, è pronto – ha detto Rea dopo la gara - Vincere in modo così convincente ed essere veloce con una moto privata è incredibile anche se non so che tipo di specifiche abbia a disposizione. Ha fatto un gran lavoro, ieri ha trovato la magia, proprio come avevo fatto io la settimana scorsa in Gara2. Oggi ho dovuto correre con tutto il mio cuore per batterlo, sulla griglia ero convinto di potercela fare. Non avevo una strategia, volevo solo spingere e farcela, e ce l’ho fatta!”

La gara di oggi è stata una vera e propria battaglia, prima con Redding e poi con Rinaldi. Rea si è reso protagonista di un paio di salvataggi incredibili. 

“Sono entrato in curva un po’ lungo e sono andato sullo sporco. In curva 1 ed in curva 12 l’anteriore scivolava ma penso fosse così per tutti. In alcune curve sono entrato molto forte in curva e ci sono stati dei momenti pericolosi. È dura quando altre moto ti danno un distacco nel rettilineo, in questi casi bisogna guidare al 100% nelle altre aree del tracciato cercando di non fare nessun errore. Quando altri piloti fanno degli errori sembra che perdano meno rispetto a noi”. 

Hai parlato del rettilineo, area dove la Kawasaki soffre in confronto alla Ducati. Come si prepara una gara del genere?

“Mi ero preparato a dormire un po’ sul rettilineo. Credo di aver passato la maggior parte del tempo della gara in scia a Scott o a Michael ma la mia velocità era comunque minore della loro. Lo scorso anno abbiamo imparato che la Ducati ha questo vantaggio di potenza ma questo non significa che oggi avessero il pacchetto migliore perché lo avevamo noi per come riuscivo a frenare la moto”. 

In frenata ti aiutano anche le modifiche fatte al tuo stile di guida?

“Dire che ho cambiato il mio stile di guida è un po’ esagerato forse, è una bella storia ma non ci sono così tante differenze, ora nelle curve lunghe a sinistra riesco a mettere giù il gomito. Il mio è uno stile un po’ all’antica mentre così sono un po’ più fisico”. 

Jonathan, oggi hai conquistato la vittoria numero 96 in Superbike, ci avviciniamo alla cifra tonda. Che effetto ti fa?

“Si, siamo vicini ad un grande numero, che sarebbe anche un gran traguardo. È qualcosa a cui sicuramente ambisco e vedremo se riusciremo ad arrivarci già quest’anno. Sarebbe un sogno”. 

Tra due settimane si correrà per la prima volta a Barcellona. Ti piace la pista? 

“Abbiamo fatto un test a luglio e devo dire che il tracciato mi piace molto. Avevo fatto una simulazione gara e il mio ritmo era abbastanza competitivo quindi vedremo come andrà. Ci dovremmo concentrare sulla confidenza e sulle ultime curve”. 

 

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