SBK, Rinaldi: "A ottobre ero a piedi, è stato terribile, oggi sono rinato"

"Questa vittoria è per tutti coloro che sono stati al mio fianco in questi mesi. Ho sofferto, ma sono cresciuto iniziando a vivere le corse con serenità"

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5 settembre 2020, una data che difficilmente scorderà Michael Ruben Rinaldi e il team Go Eleven. Già, perché il pilota romagnolo, insieme alla squadra piemontese di Gianni Ramello hanno scritto la storia nel Mondiale Superbike, centrando un memorabile vittoria ad Aragon.

Una gara dominata dal primo all’ultimo giro da parte di Michael, il quale ha fatto il vuoto alle proprie spalle, arrivando solo e incontrastato sotto la bandiera a scacchi. Davvero difficile chiedere di più dopo un sabato del genere al Motorland.

“Cosa devo dire? Niente – sorride commosso Michael – è un sogno che si realizza, arrivato dopo tanti sforzi e difficoltà. In questi anni non è stata semplice per me, però non mi sono mai voluto arrendere, ho sempre cercato di lottare senza gettare la spugna. E alla fine eccomi qua, insieme alla mia squadra, a festeggiare questa giornata che rimarrà impressa per sempre nella nostra mente. Fatico anche a trovare le parole per descrivere quello che sto provando”.

Un poco alla volta, queste escono dalla sua bocca. Michael ricorda soprattutto il suo passato, in particolare lo scorso anno, quando era praticamente fuori dalla SBK.

“Qua in GO Eleven sono rinato, dato che ho trovato una famiglia che mi ha voluto bene. Lo scorso ottobre ero a piedi dopo la gara di Magny-Cours, è stato terribile, adesso sono invece sul gradino più alto del podio a festeggiare. Per me è un sogno che si realizza dopo tanti sforzi e sacrifici. In questi mesi penso di essere cambiato, acquisendo maggiore consapevolezza e fiducia in me stesso e cercando di vivere le corse in modo rilassato e con minore stress”.

La sua testa si focalizza poi sulla gara.

“Fin dal venerdì ho avuto delle sensazioni molto positive in sella alla moto, infatti il mio obiettivo era quello di scendere in pista per divertirmi e così è stato. In gara ho utilizzato la SCX che mi ha dato grande fiducia. Nei primi giri forse ho accusato qualcosa, ma poi sono riuscito ad avere un bel ritmo che mi ha consentito di prendere margine vincere questa gara. Ancora adesso fatico a realizzare il tutto, magari tra qualche ora lo capirò meglio”.

In casa GO Eleven è festa grande e di conseguenza non mancano le dediche.

“Questo successo è per la famiglia e il team, così come tutte quelle persone che mi sono state al fianco durante questi mesi. Solo loro sanno cosa ho passato e non posso che ricordarli tutti in questa giornata di gioia. A volte, dal di fuori, non si riesce bene a capire le cose, bisogna infatti viverle da dentro. Ma io sono stato fortunato ad avere al fianco tutti loro”.

Adesso sembra ci sia una Ducati V4 ufficiale ad attenderlo, ma lui non vuole pensarci.

 

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