SBK, Rea: "Redding? Ci voleva poco per finire a terra ad Aragon oggi"

"In Gara 1 ho sbagliato la scelta delle gomme, ma sono riuscito a portare a casa 20 punti. Per la Kawasaki ho dovuto cambiare il mio stile di guida"

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Johnny Rea non ha vinto, ma il secondo posto di Gara 1 ad Aragon ha il sapore di un successo. Già, perché i 20 punti guadagnati nei confronti di Scott Redding pesano come un macigno nella volata Mondiale. Il campione del mondo lo sa bene, dal momento che il suo gap nella classifica iridata sale a ben 30 lunghezze nei confronti del portacolori Aruba.

E pensare che dopo il secondo round di Jerez si ritrovava a inseguire con 24 punti, adesso invece è in fuga.

“Sono ovviamente felice per questo risultato – ha esordito Johnny – faccio le mie congratulazioni a Rinaldi per la sua stupenda prestazione. La prima vittoria è sempre la più difficile, ma sembra che per lui sia stata la più facile, dato che è andato in fuga e ha vinto. Ho provato a tenere il suo ritmo, ma dopo poco ho capito che non avevo il suo passo. Poi, quando Redding è caduto, ho capito che era inutile correre rischi e meglio mettere in cassaforte 30 punti”.  

Rea entra poi nel merito della questione parlando delle gomme.

“Ieri ho fatto una simulazione gara con la SCX e le sensazioni non erano male, anche se nel finale soffrivo più del dovuto. Ho quindi deciso di affidarmi alla SC0 per Gara 1 e alla fine è stata la scelta sbagliata, ma nonostante tutto ho portato a casa 20 punti. Tutto sommato è andata bene, ma devo essere concentrato per domenica”.

Rea fissa quindi l’obiettivo.

“Cercherò di dare il massimo nella Superpole Race per provare a vincere e lottare con i migliori per arrivare sul podio”.

Il colpo di scena di giornata è senza dubbio la caduta di Scott Redding.

“Era davvero facile sbagliare, bastava infatti poco per finire a terra qua ad Aragon. Mi dispiace per Scott, ma nonostante il margine in Campionato di sicuro non intendo accontentarmi. Il mio obiettivo è quello di continuare a lottare per vincere”.

Rea non abbandona la sua mentalità da Cannibale nonostante il margine in Campionato.

“In questo Mondiale Superbike penso di avere molta esperienza alle spalle e questo aspetto mi aiuti a fare la differenza. Anch’io però ho perso dei punti importanti. A Phillip Island non ho portato a termine Gara 1, mentre a Jerez sono finito settimo. Quello è stato il peggiore risultato negli ultimi cinque anni. Non credo quindi che il Mondiale sia chiuso, viste le tante gare che ci attendono”.  

La prossima sarà la Superpole Race di domenica mattina, a cui seguirà Gara 2.

“In queste settimana abbiamo lavorato duramente insieme alla squadra per crescere e migliorare. Il team  mi ha chiesto di cambiare il mio stile e ora, su piste con poco grip, tendo ad anticipare la frenata rispetto al solito, evitando di sacrificare troppo le gomme. Questo è un aspetto che mi ha particolarmente aiutato”.

 

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