Tesla: titolo alle stelle, Musk sempre più ricco, ma le vendite?

Elon Musk, grazie alle azioni che hanno moltiplicato per dieci il loro valore in meno di un anno, sorpassa Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, nella classifica dei Paperoni. Intanto però le vendite delle auto non vanno altrettanto bene

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Alla chiusura di Wall Street di alcuni giorni fa, Elon Musk è diventato il terzo uomo più ricco, superando i circa 110 miliardi di dollari di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook.

Nel periodo di COVID, il produttore statunitense è riuscito a reagire al meglio al periodo che mai nessuno si sarebbe immaginato di vivere.

Al momento la medaglia d’oro del podio degli uomini più ricchi, rimane stabile, al nome di Jeff fondatore, presidente e amministratore delegato di Amazon. Il suo patrimonio è oltre i 200 miliardi di dollari. Secondo il Bloomberg Billionaires Index, Elon Musk in pochi mesi si è però arricchito di oltre 88 miliardi quest’anno, con il titolo Tesla che ha perso quasi due terzi del suo valore ad inizio pandemia, per poi schizzare a valori incredibili.

Con la caduta dei mercati americani di ieri Zuckerberg si riprende la medaglia di bronzo, le azioni salgono e scendono in un batter d’occhio, ma la tendenza è chiara. Tesla sembra non voler arrestare la sua crescita, aiutata negli ultimi giorni dalla scelta di “splittare” le azioni (frazionando un vecchio titolo in cinque nuovi), abbassando così la soglia di accesso anche agli azionisti meno danarosi. Se solo pochi mesi fa una azione Tesla valeva poco più di 300 dollari, la crescita vertiginosa aveva portato le quotazioni a circa 2.000 e, con il picco degli scorsi giorni sarebbero stati 2.500, ma sono diventati 500 con le nuove azioni frazionate.

Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica. La società Tesla ha venduto meno auto rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, malgrado il mercato delle auto elettriche sia salito. Anche in Europa ed in Italia (link) i numeri sono sostanzialmente fermi, non giustificando una corsa così rapida in borsa.

Da un lato qualcuno dice che l’euforia dei mercati USA sia una diretta conseguenza degli investimenti sconsiderati dei nuovi piccoli trader creati dalla situazione legata al COVID (cosa che spaventa alcuni e giustifica l’importante correzione di ieri, con alcuni titoli che hanno perso quasi il 10%, Tesla inclusa con un -9%), dall’altro però sono anni che si parla di “bolla Tesla”, ma la crescita non si arresta e l’azienda inizia davvero a far paura ai competitor che solo pochi anni fa la snobbavano.

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