MotoGP, KTM perde le concessioni, Honda non può guadagnarle: ecco cosa succede

Grazie alle vittorie di Binder e Oliveira la Casa austriaca dal 2021 sarà limitata nello sviluppo dei motori, stop ai test con i piloti già quest'anno

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KTM ha oltrepassato la linea che la divideva tra i grandi della MotoGP e grazie (o a causa) delle vittorie firmate da Brad Binder a Brno e Miguel Oliveira al Red Bull Ring ha perso le concessioni, riservate a quei costruttori che non hanno ottenuto risultati di rilievo nelle ultime stagioni. Il sistema è semplice: la vittoria vale 3 punti, il secondo posto 2 e il terzo 1, arrivati a 6, si tolgono i bonus.

KTM, è a 7 (c’è anche il podio di Pol Espargarò nel GP di Stiria da conteggiare) quindi non ha più le concessioni. Cosa significa? Nell’immediato, cioè per la stagione in corso, non potrà più avere l’opportunità di usufruire dei test liberi con i suoi piloti. Quindi solo i collaudatori (Dani Pedrosa e Mika Kallio per la Casa austriaca) potranno effettuare i test, naturalmente rispettando il divieto di organizzarli nei 15 giorni che precedono il Gran Premio su una determinata pista.

Per il 2020 non ci sono altri cambiamenti, ma nel 2021 KTM perderà altri benefici. Il primo riguarda i motori a disposizione per la stagione, che passeranno da 9 a 7 e il cui sviluppo sarà congelato. Inoltre, per quanto riguarda i test, dovrà indicare 3 circuiti su cui effettuarli con i propri collaudatori, non avendo più la libertà di organizzarli su qualsiasi pista del Mondiale. Infine, il numero di wild card permesse nel corso dell’anno passerà da 6 a 3.

Le concessioni, in condizioni normali, si possono perdere come guadagnare. Il regolamento prevede che se un costruttore non sale sul podio nemmeno una volta nell’arco della stagione benefici di diritto in questo sistema di bonus.

Vista la situazione attuale della Honda (ancora a secco di podi) si potrebbe quindi pensare che nel 2021 il gigante di Tokyo, che con Marc Marquez ha dominato nelle ultime stagioni, potrebbe paradossalmente guadagnare le concessioni.

Questa però non è una stagione normale e la Gran Prix Commission, che decide sui cambiamenti regolamentari, ha aggiunto una postilla per quest’anno, in cui le concessioni si possono solo perdere e non guadagnare. Quindi, anche se Honda non dovesse mai salire sul podio nel 2020, continuerebbe a sottostare ai consueti vincoli.

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