In Spagna salgono i contagi. Ezpeleta: "la MotoGP non è in pericolo"

Il Ceo di Dorna rassicura: "sto parlando con le autorità locali, per la Catalogna non c'è nessun problema. Dovremo solo seguire il nostro protocollo"

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Dopo le due settimane di pausa, la MotoGP arriverà a Misano per due tappe consecutive e i Gran Premi, per la prima volta quest’anno, saranno aperti a un numero limitati di spettatori (10.000 al giorno, tutti in tribuna). Dopodiché il motomondiale lascerà l’Italia per la Spagna. Barcellona, Aragon e Valencia ospiteranno 5 gare, un’altra Le Mans. Il problema è che in questi giorni i contagi per Covid in quelle aree sono in aumento: secondo gli ultimi dati dell’Oms (aggiornati al 29 agosto), la Spagna è il quinto Paese al mondo fra quelli che hanno fatto registrare il maggior incremento giornaliero di contagi, la Francia è ottava.

Normale, quindi, che possa nascere qualche preoccupazione sul normale svolgimento del campionato. Il Ceo di Dorna Carmelo Ezpeleta, sulle pagine di Speedweek, ha però voluto gettare acqua sul fuoco: “se la nostra bolla continuerà a funzionare come previsto e nessuno nel paddock sarà infetto, potremo viaggiare in tutti i Paesi”.

Il manager spagnolo è in stretto contatto con le autorità locali per tenere sotto controllo l’evolversi della pandemia: “in Spagna sto parlando con le autorità di tutte le regioni in cui si svolgeranno i Gran Premi. Le varie autorità possono prendere decisioni autonome nelle province. In Catalogna non c’è nessun problema. Naturalmente c’è Barcellona nelle immediate vicinanze del circuito, per questo motivo continueremo a esigere in modo rigoroso che i team si spostino solo tra hotel e circuito”.

La SBK intanto, per la seconda settimana consecutiva, è ad Aragon, zona calda per quanto riguarda il coronavirus, il che fa bene sperare sul fatto che il campionato possa proseguire senza impedimenti, anche se tutto potrebbe essere messo in discussione se un qualche Paese decidesse di chiudere le frontiere verso le nazioni a rischio, come successo negli scorsi mesi.

Nonostante tutto, Ezpeleta ha ostentato ottimismo: “se i 1.400 membri del paddock continueranno a seguire coscienziosamente il protocollo, non vedo alcun pericolo per il campionato in corso”.

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