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SBK, Vitali: "La 24 Ore di Le Mans? Senti la stanchezza solo quando è finita"

Luca 9° assoluto con il team No Limits: "Mi è mancato non avere il pubblico. Sono stato il più rapido tra i piloti Stock e mi sono divertito, la rifarò"

SBK: Vitali: "La 24 Ore di Le Mans? Senti la stanchezza solo quando è finita"

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L’edizione 2020 della 24 ore di Le Mans è passata in archivio, e le note liete per i colori italiani non sono mancate. In primis la grande prova del team No Limits formato da Luca Vitali, Luca Scassa e Christophe Kemmer, capace (nonostante due scivolate) di chiudere in nona posizione assoluta, e soprattutto secondo nella classifica riservata alla categoria Stock. Il romagnolo Luca Vitali dal canto suo era alla sua prima apparizione nella storica gara di durata, ma questo non gli ha impedito di sfoderare una prestazione di grande livello.

“Il nostro risultato è stato incerto fino agli ultimi venti minuti di gara - racconta Luca - dato che a causa di un malfunzionamento alle luci abbiamo rischiato di incorrere in una squalifica. Un’altra grande variabile è stato il meteo, che è cambiato più volte nel corso della gara ed ha mischiato spesso le carte. Il bilancio di squadra è molto positivo, così come il mio: sull’asciutto sono stato sempre il più rapido tra i piloti Stock, il che mi rende molto soddisfatto”.

Come è stato affrontare una gara del genere dal punto di vista fisico?

“Prima della corsa in molti mi avevano fatto un po’ di terrorismo psicologico circa la fatica (ride ndr) ma le cose sono andate meglio del previsto, la vera stanchezza è arrivata dopo la gara. Il momento più difficile durante la corsa l’ho vissuto quando, dopo il quinto turno in sella, ho cercato di riposare: mi sono alzato davvero infreddolito, e nei primi giri del turno successivo ho dovuto un po’ lottare con qualche piccolo acciacco. Nei primi turni ho davvero spinto senza risparmiarmi, come se fosse una gara del CIV, mentre sul finale ho maggiormente gestito”.

Un’altra novità per un debuttante come te è stato il dover scendere in pista di notte. Che esperienza è stata?

“E’ stata davvero bello, ed anche strano. Al CIV se mi dicessero di entrare in pista alle 7 non lo farei, dato che non mi fiderei delle condizioni della pista, invece in questo caso la pista è rimasta in ottime condizioni per tutta la durata della corsa. L’unica cosa difficoltà è stata abituarmi alle luci, ma dopo pochi giri mi sono ambientato ed è stata davvero una bella esperienza”.

Ripensandoci a mente fredda, cosa ti ha colpito di più della manifestazione?

“Di solito la cosa che più colpisce della 24 ore è il pubblico, che è davvero tanto e caldo nel corso della gara, ma che purtroppo quest’anno non c’è stato. La gara in sé ovviamente colpisce perché è particolare, di gestione, anche se personalmente ho solo cercato di entrare in pista e completare il mio turno nel minor tempo possibile”.

Sul livello dei piloti nell’universo endurance spesso ci sono pareri contrastanti. Qual è la tua opinione?

“Sinceramente è difficile stabilire il livello medio, ci sono tanti piloti dal valore molto diverso. Quello che posso dire senza dubbio è che i piloti del CIV come me arrivano pronti ad una gara del genere, visto che il livello del campionato è davvero alto”.

La domanda finale sorge spontanea. Vorresti rifare la 24 ore di Le Mans il prossimo anno?

“Mi sono divertito e sono stato veloce, anche grazie al grande lavoro svolto dal team, che è stato davvero rapido a rimetterci in pista dopo le cadute, quindi direi proprio di sì. In particolare mi piacerebbe poter lottare per vincere la classifica assoluta”.

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