SBK, Aragon: il Bello, il Brutto, il Cattivo

La doppietta Ducati del sabato non abbatte Rea e la Kawasaki che risponde da campione alla domenica. La Honda è la sorpresa del weekend con il primo podio stagionale di Alvaro Bautista

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Quello del primo appuntamento della Superbike dal Motorland di Aragon è stato un weekend veramente intenso, pieno di spunti di riflessione e di colpi di scena. Alla fine, nel marasma delle tre gare e della Superpole ad uscirne vincitore è stato senza dubbio Jonathan Rea che, pur avendo perso Gara 1 al sabato, arrendendosi alla doppietta Ducati, è uscito dal fine settimana spagnolo con dieci punti di vantaggio in classifica mondiale su Scott Redding. Un successo per il cinque volte campione del mondo visto che Aragon, lo sappiamo, dovrebbe essere un tracciato favorevole alla V4 R di Borgo Panigale per via del lungo rettilineo prima delle ultime due curve. 

IL BELLO: Sarebbe troppo semplice assegnare la palma del “Bello” di questo weekend a Jonathan Rea, così proviamo a complicarci la vita e nominiamo Chaz Davies secondo classificato in Gara 1 e Gara 2 e soprattutto quinto al traguardo della Superpole Race, un successo per lui che non ama la gara sprint. Il ducatista era il migliore sul passo gara ma il dover recuperare sempre da posizioni di fondo a causa di una qualifica non brillante lo ha penalizzato, ed è un peccato perché avrebbe avuto le potenzialità di vincere sia al sabato, ai danni del compagno di squadra, che alla domenica. Il britannico è ancora indeciso per quanto riguarda il suo futuro, Ducati gli ha fatto pervenire un’offerta di rinnovo per una sola stagione a 200 mila euro, un bel passo indietro per un pilota che due anni fa aveva firmato un biennale da (circa) un milione e mezzo. Da quanto abbiamo potuto capire dagli sguardi e dai comportamenti di Chaz, però, il problema potrebbe non essere esclusivamente economico, il campione del mondo SSP del 2011 è un pilota intelligente e sa che le Case in questo momento possono permettersi meno di prima, la questione è sul fatto di essere o meno l’ombra di Scott Redding nel team. Ad Aragon ha dimostrato di poter dire la sua e di avere la velocità per giocarsela sia con Scott che con Rea. 

IL BRUTTO: Ve lo abbiamo raccontato in questo articolo e vedere un team lasciare il paddock non è mai una bella notizia. Genesio Bevilacqua ed Althea, dunque, non sarà più al fianco di Midori Moriawaki nel mondiale SBK. Il pilota Gabellini torna a casa così come la sua Honda e tutta la carovana di servizio ed hospitality. Che le motivazioni siano progettuali, sportive o economiche non importa, le immagini dei meccanici che sbaraccano il box mentre tutti gli altri rimangono ci ha lasciati con l’amaro in bocca

IL CATTIVO: Tom Sykes è stato uno dei protagonisti del weekend già a partire dalla giornata di mercoledì quando l’ufficializzazione della sua permanenza in BMW anche per il 2021 ha tagliato fuori Laverty dal team con solo 3 gare alle spalle. Ad ogni modo il britannico ci ha detto di credere molto in questo progetto e che il weekend di Aragon sarebbe potuto essere quello giusto, beh, non lo è stato. Dalla rottura e perdita d’olio in gara 1 alla prestazione incolore di Gara 2, passando per l’incidente che ha messo KO Mercado in Superpole Race. Ci si aspetta di più dalla BMW, ma Sykes ci sta mettendo del suo.  

LA DELUSIONE: Andrea Locatelli è sicuramente uno dei “Belli” di questo weekend SBK, il pilota Bardahl Evan Bros ha fatto 7 su 7 “and counting” come dicono gli anglofoni. Il Loka di certo è un pilota “superiore” alla categoria in cui si trova, ha in mano la moto migliore, preparata dal team più completo del paddock della Supersport, ma gli avversari stanno lasciando un po’ a desiderare. I vari Cluzel e Mahias sembrano totalmente impotenti di fronte all’accoppiata Locatelli-Evangelista, riusciranno a strappare qualche punto prima della fine della stagione?

LA CONFERMA: Rinaldi va forte con la V4 R, ed è lui la conferma di questo weekend SBK. Manca ancora qualcosa per il podio: “non ho la moto 2020”. Che il prossimo anno possa avere addirittura quella del 2021? Staremo a vedere, le voci girano.

L’ERRORE: Jonathan Rea ha dominato alla domenica ma avrebbe potuto fare lo stesso anche al sabato se non avesse sbagliato in curva 12 mentre era in lotta con Scott Redding. Peccato, il cinque volte campione del mondo avrebbe potuto chiudere il weekend con un 10 e lode, così deve accontentarsi di un 9 e mezzo.

LA SORPRESA: Sabato nel corso del BAR SPORT in diretta sui canali social di GPOne.com “il Divino” Carlo Pernat aveva invocato la Honda HRC. Forse dalle parti di Tokyo qualcuno deve averci ascoltato anche con il fuso a sfavore. La CBR 1000 RR-R Fireblade è salita sul podio nel quarto round del weekend con Alvaro Bautista che ci ha confessato: “con altro lavoro questa moto può vincere il mondiale”. Il terzo posto di Bautista porta quindi la Honda sul podio dopo ben 4 anni di digiuno, l’ultima volta era stato Van der Mark a Magny Course in Gara 1. 

IL SORPASSO: Rea sbaglia a scalare marcia, pensa di cadere e perde la prima posizione di una gara 2 dominata dall’inizio alla fine in favore di Chaz Davies. Ma il sogno del britannico in sella alla Panigale V4 dura poco. La risposta del nord irlandese è da campione del mondo e il passo nei due giri successivi fa capire perché Rea è ancora il leader indiscusso della Superbike. 

LA CURIOSITA’: In questo primo weekend della SBK al Motorland di Aragon è stato battuto il record della pista in gara in tutte le categorie: in SP300 con Ana Carrasco, in SSP600, neanche a dirlo, con Andrea Locatelli e nella classe maggiore Jonathan Rea che ha anche migliorato il record all time della pista nella Superpole di sabato. Gran lavoro di Pirelli che sta anche sviluppando nuove carcasse per la prossima stagione facendole testare anche nei weekend di gara.

IO L’AVEVO DETTO: “Aragon non sarà più un feudo Ducati” firmato Jonathan Rea. Data:27/08/2020, il giovedì del primo weekend di Aragon in una one to one con noi di GPOne. Come si dice: “Johnny dacci le quote”. 

FOTO: COURTESY OF PROSECCO DOC

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