Honda CBR 600 2021: se arrivasse solo la "pronto pista"?

Dopo la presentazione del modello destinato al Giappone appare molto incerto l'arrivo in Europa della sportiva di media cilindrata, almeno nella versione targata

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Pochi giorni fa vi abbiamo riportato i dettagli della rinnovata CBR 600 RR (qui l'articolo), destinata al momeno al solo mercato interno giapponese. Si tratta di fatto di una evoluzione del progetto che ben conosciamo, perché la moto non è totalmente nuova e mantiene la stessa struttura telaio - motore, ma è stata profondamente rivisitata. Da un lato l'estetica guadagna un aspetto più moderno e "modaiolo", con un family feeling marcato con la sorella maggiore Fireblade (ali incluse), all'altro la tecnologia le fa fare un salto in avanti importante, con una elettronica che vede un comando del gas by wire che apre le porte ad una dotazione simile, anche in questo caso, alla sorella CBR 1000 RR-R, oltre che alla possibilità (al momento teorica) di una omologazione Euro 5 per approdare al vecchio continente.

I numeri non sono da capogiro, perchè i 121 cv a 14 mila giri sono del tutto similari a quelli erogati dall'ultima CBR 600 vista da queste parti, ma il passaggio da Euro 3 ad Euro 5 rende ottimale anche un mantenimento dei livelli di potenza precedentemente conosciuti. Quello che si teme è che, dato il successo limitato delle sportive in terra europea, Honda non porterà questa moto in modo ufficiale in Italia. Resta aperto uno spiraglio però, perchè alla CBR 600 RR stradale dovrebbe derivare un modello più estremo e non targato, destinato ad un uso solo in pista. Questa versione, che potrebbe guadagnarsi la terza "R", proprio come la Fireblade, a questo punto potrebbe essere più facile portarla in Europa, dato che non dovrebbe essere omologata. 

HRC l'ha già predisposta e sarà disponibile da inizio 2021, con una dotazione specifica per l'uso in pista, come il cablaggio ridotto, privato dei "fronzoli" stradali come l'impianto luci, ma anche un impianto frenante che vede una nuova pompa all'anteriore, regolabile nella corsa della leva e con tubi in treccia ed un maggior spessore dei dischi. Altri interventi riguardano poi le sospensioni, con un kit per la forcella ed un ammortizzatore posteriore specifico. Chiudono il quadro uno scarico ed un radiatore con specifiche da pista.

Si potrà optare per un kit da utilizzare sulla moto standard (per i Giapponesi) o per la moto completa (che auspichiamo verrà importata), ma ancora non si sa nulla sul prezzo.

  

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