SBK, Chaz Davies: "Un giro in più e avrei potuto raggiungere Redding"

"Oggi ho fatto la mia solita qualifica di merda e partire così indietro condiziona sempre la prima parte delle mie gare. Domani l'obiettivo è vincere"

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Un secondo posto che vale una doppietta, una doppietta Ducati. Chaz Davies deve ancora decidere se il suo futuro sarà di rosso vestito o meno ma oggi, di certo, il suo piazzamento in gara ha dato una gran mano al team Aruba e al suo compagno Scott Redding in chiave mondiale. Chaz aveva il miglior passo del lotto quest’oggi ma una Superpole sottotono lo ha costretto alla 9° posizione in griglia annullando, di fatto, le possibilità di vittoria. 

“È stata la mia solita qualifica di merda ed è un peccato perché durante il giro mi sentivo bene, poi ho visto il tempo, la poca differenza tra gomma da qualifica e da gara e la posizione di partenza. È frustrante perché partire così indietro condiziona sempre la prima parte delle mie gare ma posso solo dire che ci sono altri piloti più veloci di me sul giro secco”. 

Come dicevamo il tuo passo gara oggi è stato il migliore e hai anche fatto segnare il giro veloce. Quel è stata la tua strategia partendo dalla terza fila?

“Oggi ho corso davvero una bella gara, è stato divertente e credo che partire nono abbia reso la corsa più interessante. Ho dovuto lavorare un bel po’ oggi perché controllare il consumo della gomma per raggiungere Rea e Redding è stato complicato ed è per questo che continuavo ad avvicinarmi a loro e poi a rallentare un po’ mentendo la stessa distanza e poi perdendo qualcosa. Ad un certo punto mi sono detto di dover spingere per arrivare il più in alto possibile sul podio anche a costo di finire la gomma. Sono arrivato secondo ma se avessi avuto un altro giro avrei potuto provare a superare anche Scott, ma lui ha fatto degli ottimi ultimi giri e non mi ha dato l’opportunità di avvicinarmi”. 

Tornando a parlare di qualifiche Davies in questa stagione sembra soffrire molto al sabato mattina. Il tabellino recita: 16° a Phillip Island, 7° a Jerez, 13° a Portimao e, appunto, 9° quest’oggi al Motorland di Aragon. Perché per un pilota che si sta comunque dimostrando in forma è così complicato mettere in piedi un giro veloce?

“Non è semplice rispondere a questa domanda perché non c’è una ragione oggettiva a questa difficoltà. Mi capita di fare giri di qualifica che mi sembrano lenti ed arrivare comunque in prima fila, mentre a volte, come oggi, credo di aver fatto tutto bene e invece non è così”

C’è qualcosa della moto e dell’assetto che ti da del vantaggio sul passo gara ma che non ti permette di esprimere tutto il potenziale della V4 R in qualifica?

“Rispetto ai test abbiamo cambiato il posteriore della moto per sistemare dei problemi e penso che questo mi possa aver penalizzato un po’ in qualifica. Probabilmente dobbiamo lavorare ancora su questo aspetto per migliorare. Complessivamente il nuovo assetto è migliore ma mi ha lasciato qualche domanda in sospeso, possiamo ancora fare molto perché non ci abbiamo "giocato" troppo. È qualcosa che riguarda solo la geometria della moto, non ha nulla a che vedere con le sospensioni”. 

Per la giornata di domani quali sono gli obiettivi?

“La vittoria è sempre il mio obiettivo e lo sarà soprattutto in Gara 2 perchè in Superpole Race è sempre complicato per me. È come correre dieci giri di qualifica e ci sono piloti che hanno dei tempi migliori di me. L’obiettivo è avanzare il più possibile nella griglia di Gara 2 per partire almeno nelle prime due file”. 

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