Prova Suzuki Vitara Hybrid: il B-SUV “elettrizzante” del Sol Levante

La Suzuki Vitara ha oltre 30 anni di storia, è il SUV che ha saputo anticipare i tempi e le mode del momento e che si è evoluto, rispondendo rapidamente alle esigenze del mercato

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La Suzuki Vitara ha debuttato sul mercato nel 1988, pioniera nel segmento dei B-SUV. La Vitara nasce grazie al know-how della Suzuki Jimny, capace di affrontare qualsiasi ostacolo ma offrendo al contempo un abitacolo più ampio e presentando le tipiche caratteristiche delle auto 4x4 più grandi.

La prima serie si caratterizzava nell'avere la ruota di scorta a vista al posteriore, tipico dei fuoristrada. Nel 1991 venne poi lanciata la versione a cinque porte, segno di voler offrire ancora più confort a tutti gli occupanti.

Nel 1994, la Vitara adotta il sistema Drive Select, che permette di passare rapidamente dalla trazione 2WD a quella 4WD anche durante la marcia. Nel 1995 la Vitara vanta anche il motore V6 da 2.0 litri, dalla potenza di 134 CV. Nel 1998, Suzuki lancia la seconda generazione con il nome di Grand Vitara, dalle maggiori dimensioni, perfettamente in linea con le tendenze del segmento 4x4.

Nel 2000, il sistema Drive Select 4x4 si evolve, ed è a comando elettro-meccanico, passa velocemente dalla modalità 2WD alla modalità 4WD anche durante la marcia. Nel 2001, vi fu poi il lancio di Grand Vitara XL7: il più piccolo fuoristrada a sette posti sul mercato.

La terza generazione di Grand Vitara debutta nel 2005. Il design è più sportivo e robusto. Le versioni disponibili sono: il benzina da 1.6 litri, il 2.4 litri, il V6 da 3,2 litri (con sistema VVT) ed il 1.9 Turbo Diesel DDiS, in carrozzeria a 3 e 5 porte.

A più di 25 anni dalla prima generazione, nell’ottobre del 2014, il brand giapponese ripropone il nome Vitara, ma su un modello totalmente nuovo. La quarta generazione di Vitara è equipaggiata con l’innovativo sistema di trazione Suzuki 4WD ALLGRIP e presenta tutti gli innovativi sistemi tecnologici di ausilio alla guida, di sicurezza e di connettività.

DESIGN DA FUORISTRADA, AL PASSO COI TEMPI PER UN B-SUV DI TENDENZA

La Suzuki Vitara mostra tutti i tratti iconici del marchio di Hamamatsu: cofano a forma di conchiglia, mascherina imponente con logo Suzuki ed elementi cromati, parafanghi allargati e prese d’aria laterali. Fari con tecnologia full LED, con luci DRL a LED.

Sul profilo si nota la linea da SUV sportiveggiante con barre al tetto silver, vetri privacy e cerchi in lega da 17 pollici bicolor. Bellissima è in questa colorazione giallo Tibet col tetto nero in contrasto.

Il posteriore si conclude con lo spoiler sempre in tinta nera, fari a LED e paraurti in pieno stile da off-road.

Le dimensioni sono compatte e rientrano nel segmento B-SUV: lunghezza di 417 cm, larghezza di 177 ed altezza di 159.

INTERNI: DETTAGLI CURATI, MATERIALI MORBIDI E SPAZIO A SUFFICIENZA

La Vitara è uno dei SUV della casa giapponese più curato negli interni. Materiali morbidi nella parte superiore, elementi di design e qualche tocco di classe come l’orologio analogico Kanji.

Anche il quadro strumenti è nuovo, abbiamo al centro due elementi circolari e lo schermo a colori My Drive da 4,2 pollici. Il sistema infotainment touchscreen è lo stesso che troviamo su tutta la gamma. Sulla Vitara avremmo però gradito uno sforzo in più sulle dimensioni dello stesso. Ormai la concorrenza propone infatti schermi tra gli 8 ed i 10 pollici. Anche il posizionamento potrebbe essere migliorato, non sempre è stato possibile leggere chiaramente le informazioni in condizioni diverse di luce.

Le funzioni sono semplici, la schermata Home è divisa in quattro sezioni: media, gestione telefonica, navigatore, sistema Mirror Link (Carplay/Android Auto). Abbiamo sfruttato proprio quest’ultima opzione per avviare APP come Waze e Maps, che risultano più moderne nella grafica rispetto al sistema di navigazione a disposizione.

I sedili in questo allestimento TOP sono davvero gradevoli. In pelle, abbinati a materiali morbidi che consentono una seduta confortevole che non stanca nemmeno dopo ore ed ore di viaggio. Lo spazio a bordo è sufficiente anche per 5 persone. Vari sono i vani porta oggetti e porta bibite. Capiente è il cassetto lato passeggero (non condizionato).

I passeggeri posteriori però, non beneficiano delle bocchette centrali e di prese USB per la ricarica dei propri device. Il bagagliaio è un po’ meno capiente della S-Cross, ma è in linea con le dimensioni della vettura. Versatile, ben realizzato e utile la presenza della presa da 12 volt al suo interno. I sedili posteriori ribaltabili sono frazionati nel rapporto 60:40.

IL 2WD IBRIDO DAL BOOST ELETTRIZZANTE

La tecnologia dell’ibrido leggero di Suzuki è una delle più interessanti sul mercato: sinergia continua tra i componenti, leggerezza degli elementi e supporto al motore termico costante nel tempo.

Gli elementi che compongono il sistema sono: Integrated Starter Generator, Batteria e Convertitore.

Il sistema ISG svolge la funzione di alternatore, motore elettrico e motorino di avviamento ed ha una potenza di 10 kW (13,6 cv). La batteria agli ioni di litio ha un’autonomia da 8 Ah ed è posizionata sotto il sedile del passeggero anteriore. Infine troviamo il convertitore, che trasforma la tensione da 48V a 12V, per alimentare gli equipaggiamenti di bordo, quando necessario. Il peso complessivo di tutto il sistema è di soli 45 kg.

Nei sistemi ibridi, generalmente, viene detto che il loro azionamento non si avverte perché sono talmente sofisticati che sembra essere tutt’uno col motore endotermico. Qui il concetto è molto differente. 

L’azione del sistema ibrido di Suzuki si avverte ed anche in modo importante, perché il motore elettrico spinge in quei punti “morti”, dove il motore tradizionale non sarebbe capace da solo di offrire un’erogazione ottimale. Ad esempio al di sotto della soglia dei 2.000 giri l’intervento immediato dell’elettrico permette di raggiungere velocemente la coppia massima di 235 Nm, che si sprigiona proprio tra i 2 ed i 3 mila giri. Il sistema ibrido va a supportare la turbina, finché questa non ha raggiunto il massimo della sua efficienza. Non solo, anche ad un numero di giri più elevato, se si spinge forte sull’acceleratore, il sistema fornisce la massima potenza dell’elettrico a supporto del termico, ottenendo una immediata spinta per la vettura. Questa straordinaria caratteristica l’abbiamo proprio apprezzata sui tornanti in salita su un tratto in montagna. Abbiamo utilizzato con disinvoltura la 3° e 4° marcia senza mai perdere un colpo e con stupore abbiamo notato una spinta progressiva anche su pendenze notevoli. I 129 CV del motore Boosterjet (K14D) turbocompresso a benzina sono più che sufficienti a spingere la Vitara a velocità più elevate.

Il Boosterjet presenta un nuovo collettore di aspirazione, di lunghezza ridotta ed un collettore di scarico integrato nella testata motore, che hanno permesso di realizzare un’unità particolarmente compatta ed in grado di prendere i giri più velocemente.

Quindi abbiamo un motore endotermico ottimizzato ed un sistema ibrido efficiente. Talmente efficiente che rispetto al predecessore non ibrido, il BoosterJet K14C garantisce una riduzione dei consumi fino al 20% nel ciclo combinato.

I consumi sono gli stessi che abbiamo riscontrato sulla S-Cross (l’ammiraglia) ovvero 6.1 l/100 km.

La Vitara, pur pesando meno della sorella maggiore, ha differenze troppo esigue (circa 15 kg) per potersi vantare di un consumo inferiore, se non giusto di qualche decimo.

Durante la nostra prova abbiamo rilevato che a 90 km/h il numero dei giri sale a 1.800 per un consumo di 3,8 l/100 km; a 110 km/h il numero dei giri raggiunge i 2.250 per un consumo di 5,7 l/100 km, mentre a 130 km/h il numero dei giri si attesta a 2.600 per un consumo di 6,2 l/100 km, sempre in sesta marcia.

BUON COMFORT DI GUIDA, PECCATO L’ABITACOLO SIA POCO INSONORIZZATO

Si accede e si accende il motore tramite il sistema Keyless (chiavi in tasca). La posizione di guida è alta e si ha tutto sotto controllo. Durante la guida abbiamo sempre trovato il motore pronto e reattivo, il meglio lo esprime superando la soglia dei 2.500 giri. Se si usano le marce basse si può spingere l’acceleratore anche oltre i 5.500, ma alle marce alte la corsa rallenta intorno ai 5.000. Preferiamo cambiare non appena superiamo i 3.000 giri. Il cambio ha innesti rapidi, diretti, anche se la leva può sembrare dura, ma è in linea con la concorrenza. Pensate che è stato realizzato un contrappeso specifico per facilitare gli innesti e fornire un miglior feeling. Il cambio è da 6 rapporti, dalla meccanica affidabile e sincera.

Durante la fase di decelerazione si carica il pacco batteria, che non scende mai al minimo, perché una maggior autonomia permette al sistema di essere sempre efficiente. Tra l’altro, proprio durante questa fase, il sistema ibrido gestisce la rotazione al minimo del motore termico, senza che venga immessa benzina, azzerando così i consumi.

La guida è confortevole, grazie soprattutto sulla taratura delle sospensioni. All’anteriore troviamo un sistema di tipo MacPherson ed al posteriore la barra di torsione. Rispetto alla S-Cross la troviamo più agile, la Vitara riesce infatti a dare un pizzico in più di fiducia, specie in curva. Il rollio, se pur leggermente marcato, è controllabile e se non si va oltre la “ragione” si affrontano curve a velocità sostenuta senza alcun problema. Durante la guida rilassata assorbe benissimo le sconnessioni stradali, la sospensione non rimbalza, anzi è attenta e copia bene le asperità senza disturbare i passeggeri.

Lo sterzo, forse, è poco diretto ed alle alte velocità risulta un po’ troppo morbido. Sicuramente durante le manovre di parcheggio è invece ottimo, perché è leggero e non stanca. La vettura, avendo delle dimensioni compatte ed una buona visuale dal lunotto, non mette in difficoltà il conducente, che tra l’altro può far affidamento ai sensori di parcheggio ed alla telecamera posteriore.

Rispetto ad altri sistemi ibridi, in cui durante la fase di frenata si presenta una certa “latenza” per via della carica rigenerativa, a bordo della Vitara la frenata è pronta, potente e ben modulabile. La vettura rimane stabile anche nelle frenate più decise (beccheggio ben controllato).

Durante i lunghi viaggi, invece, ci aspettavamo un maggior comfort acustico. Il fruscio del vento ed il rotolamento degli pneumatici entrano fastidiosamente nell’abitacolo dalla velocità di 130 km/h e l’ascolto dell’impianto audio risulta un poco disturbato, anche perché lo stesso è buono, ma non dei più raffinati.

SISTEMI ADAS DI SECONDO LIVELLO E 5 STELLE PER I TEST EURO NCAP

I sistemi ADAS vi sono tutti e sono molto ben tarati, solo il mantenimento di corsia automatico risulta un po’ troppo sensibile nell’avvisare quando non si hanno correttamente le mani sul volante. A volte suona anche quando le mani sono appoggiate e per disattivare il segnale acustico bisogna agire con una certa decisione sul volante.

Tra i vari sistemi citiamo: Cruise Control Adattivo (ACC), controllo angoli ciechi in retromarcia, frenata automatica d‘emergenza, monitoraggio angoli ciechi, monitoraggio colpi di sonno, riconoscimento segnali stradali, ma troviamo altro ancora.

Logicamente nei test Euro Ncap non poteva che aggiudicarsi 5 stelle (il punteggio massimo), ricordando poi che il telaio rigido TECT ha un ottimo coefficiente di assorbimento e dispersione degli urti, in caso di collisione.

IDEALE SU STRADA E NEL FUORISTRADA. A QUANDO IL CAMBIO AUTOMATICO?

La Suzuki Vitara è un B-SUV ideale in città e fuori, in grado di affrontare percorsi in off-road senza alcun problema, grazie agli angoli d’attacco di 18,2° e di uscita di 28.2°. La sua altezza dal suolo di 185 mm permette di non toccare la scocca facilmente. Di certo, se equipaggiata con la trazione integrale AllGrip, sarà possibile superare qualsiasi ostacolo.

Attualmente è disponibile solo con la motorizzazione Boosterjet 1.4 col cambio manuale. Ci piacerebbe in futuro che fosse abbinata anche al cambio automatico CVT, già provato su IGNIS e SWIFT, ma lo stesso non è ancora disponibile sulle versioni a trazione integrale.

La nuova Vitara parte dal prezzo di 24.200 euro per la versione Cool 2WD e per la versione in prova in allestimento TOP il prezzo è di 27.700.

PREGI

- Presenti tutti i sistemi di ausilio alla guida
- Il motore coadiuvato dal sistema ibrido impressiona per spinta e fluidità
- Design evergreen, un classico che si rinnova da 30 anni

DIFETTI

- Troppo sensibile l’avviso del sistema di mantenimento di corsia
- In futuro con un supporto maggiore dell’ibrido i consumi potrebbero migliorare
- Bocchette posteriori mancanti per la climatizzazione

SCHEDA TECNICA

- Alimentazione motore Benzina Hybrid / EURO 6D
- Trazione anteriore 4x2
- Cilindrata 1.373
- Numero cilindri 4 - 16 Valvole
- Tecnologia Boosterjet – Turbo
- Potenza massima 95 kW (129 CV) a 5.500 giri/min
- Coppia massima di 235 Nm da 2.000 - 3.000 giri/min
- Motore elettrico Potenza 10 kW
- Batteria 8 Ah – Tensione 48 V
- Cambio manuale a 6 rapporti + retromarcia
- Velocità Max 190 km/h
- Consumo medio WLTP 5,7 l/100 km (dichiarato)
- Lunghezza 417 cm; larghezza 177 cm; altezza 159 cm
- Capacità bagagliaio 375 litri espandibili a 1.120
- Peso con conducente 1.240 kg

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