MotoGP, Marquez: "Il ritorno a Jerez? Non ho rischiato più del solito"

"I medici hanno fatto un errore, ma continuo a fidarmi di loro. Mi piacerebbe correre almeno una gara quest'anno per prepararmi al 2021"

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Probabilmente questo sarà ricordato come il Mondiale senza Marc Marquez. Il campionissimo è a Cervera, aspettando che il suo braccio guarisca per tornare a fare quello che gli riesce meglio, correre.

Sui tempi del recupero, però, non c’è alcuna certezza, mentre non mancano le polemiche sul suo tentativo di tornare in sella a Jerez, a una manciata di giorni dall’operazione. I medici sono stati messi sotto accusa da più parti, ma è stato Marc a difenderli, in un’intervista rilasciata a DAZN Spagna.

Dopo la prima operazioni abbiamo seguito le raccomandazioni dei dottori, che mi avevano dato la tranquillità di potere tornare in moto, di potere fare una vita normale, ma non è stato così - le sue parole - Continuo a fidarmi del dottor Mir e di tutta la sua equipe, perché tutti possono fare un errore. Mi sono sottoposto a un secondo intervento e ora logicamente sono molto più prudenti. C’è bisogno di tempo per il recupero. È chiaro che la stagione ormai è persa, è meglio guarire e tornare il più forte possibile quando il mio corpo me lo permetterà”.

Marquez non ha rimpianti sul suo tentativo di forzare i tempi a Jerez.

“Vi faccio un esempio: ti operi a una gamba, i medici di dicono che puoi camminare senza stampelle e non senti dolore, cosa faresti? Cammineresti con le stampelle anche se non ti fa male? Ho preso gli stessi rischi tornando a Jerez di quelli che avrei preso tornando a Brno o al Red Bull Ring. Un osso ci kmette tra le 6 e le 8 settimane a saldarsi. È vero che a Jerez erano passati 4 giorni, ma  a Brno sarebbero state 2 settimane e al Red Bull Ring tre. L’osso sarebbe stato comunque fragile.

Il campione delle Honda non nega che ci sia stato un errore, ma questo non ha intaccato il suo rapporto di  fiducia con i medici.

La placca non ha tenuto come i dottori si sarebbero aspettati - ha continuato - È stato un errore, ma con il senno di poi tutti possono giudicare. Sono stato il primo a fidarsi del dottor Mir quando mi sono operato nuovamente con lui. Perché ha fatto migliaia di interventi e sono andati tutti bene”.

Non quello di Marc.

Qualcosa può sempre andare storto quando prendi un  rischio, come ho fatto a Jerez - ha detto - Ma non ho fatto niente di diverso da quello che ho fatto per anni e che mi ha dato così tanta felicità. Questa volta è andata male”.

Le parole di una donna incontrata nelle strade di Cervera, lo hanno fatto riflettere.

Mi ha detto: ‘fai uno sport rischioso, hai vinto 8 titoli, non avevi mai saltato una gara e non sei uno dei piloti che rischia di meno. Questo ti ha portato a vincere molti Mondiale, in ogni sport pericoloso c’è un anno in cui recuperare, ed è questo. Bisogna accettarlo e devi dare a te stesso il  tempo di guarire’. È il tempo di farlo, per vedere se riuscirò prima della fine dell’anno, mi piacerebbe fare almeno una gara per prepararmi al 2021 e tornare all’attacco. Sto dicendo che tornerò il prima possibile… ma quando starò bene” ha raccontato.

Intanto la Honda è perduta senza il suo campione.

Si è sempre detto che la Honda è fatto per me, ma tutti i piloti provano le stesse parti e facciamo tutti gli stessi commenti - ha spiegato Marc - Io sono il primo che vorrebbe una moto molto più versatile, che si adatti ai  diversi stile e un po’ più  facile da guidare, ma la Honda è la Honda. Forse adesso è Nakagami a spingere in questo senso. So che lui guarda molto i mieri dati, lo ha sempre fatto ma ora funziona. Ma gli altri piloti Honda stanno continuando a soffrire, non solo mio fratello”.

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