Pneumatici Pirelli per Fiat 500: tecnologia moderna e aspetto retrò

La Fiat 500 è una delle vetture più iconiche nella storia dell’automobilismo. Ha segnato intere generazioni dal 1957 ad oggi. La Pirelli lancia il nuovo pneumatico Cinturato CN54 per i collezionisti

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Il boom economico italiano, sicuramente può essere ricordato come gli anni in cui intere generazioni si muovevano a bordo della Fiat 500. Pirelli da sempre, per chilometri e chilometri ha accompagnato in giro per il mondo tutti gli appassionati del Cinquino.

Come da tradizione, Pirelli sorprende e lancia sul mercato lo pneumatico da collezione dedicato alle Fiat 500 costruite fra il 1950 ed il 1980. Il nuovo cinturato CN54 preserva l’originalità della gomma unendo un’immagine vintage alle attuali tecnologie. L’aspetto è vintage, ma la sicurezza è proiettata nel futuro.

Per le diverse versioni della Fiat 500 nate a partire dal 1957, Pirelli ha ricreato il Cinturato CN54 nella misura 125 R 12 lanciato originariamente nel 1972, un pneumatico radiale con il disegno del battistrada e il fianco mantenuti del tutto simili a quelli delle coperture dell’epoca, ma realizzati ora con tecnologie moderne. Usando mescole moderne, infatti, i pneumatici Pirelli Collezione offrono una maggiore grip e una migliorata aderenza su fondi bagnati, garantendo affidabilità e alti livelli di sicurezza senza perdere lo stile originale

Per realizzare gli pneumatici, gli ingegneri Pirelli hanno usato gli stessi parametri che i designer del veicolo hanno impiegato all’epoca della progettazione per assecondare le regolazioni delle sospensioni e della meccanica originale dell’auto e per disegnarli ci si è affidati alle immagini messe a disposizione dalla Fondazione Pirelli.

La famiglia dei pneumatici Pirelli Collezione nasce con l’obiettivo di tutelare il patrimonio storico motoristico, fornendo coperture con due anime diverse che si completano a vicenda: sono pneumatici che conservano l’aspetto e la dinamica di guida originali, ma offrono più efficienza e sicurezza di quelle d’epoca, grazie a tecnologie e processi di produzione moderni.

SIN DALLE ORIGINI, LA STORIA DI FIAT 500

È il 1957 quando nasce la 500: lunga 2,95 metri, per una cilindrata di 479cc e una potenza di 13 cv, una velocità massima di 85 km/h e con la misura dei pneumatici sempre convenzionali di 125 12, nel nuovo disegno battistrada Cisa o nel collaudatissimo Stelvio, oltre che nello stesso disegno Rolle della Fiat 600. La Fiat 500 si evolverà negli anni seguenti dalla N alla versione D del 1960. Questa versione è la prima auto ad adottare il nuovo Pirelli Sempione “Spalla di Sicurezza”, con fianchi più arrotondati per garantire una maggior tenuta in curva. La versione F uscirà nel 1965, seguita dalla L del 1968, sempre equipaggiata con pneumatici Pirelli da 12”. Quando nel 1972 venne lanciata l’ultima versione 500 R, la gamma del Cinturato Pirelli si era così tanto ampliata da poter mettere a disposizione dell’utilitaria Fiat una misura radiale 125 R 12 in battistrada CN54, che oggi Pirelli ripropone rivisitato a tutti i proprietari di questa icona del made in Italy. Il CN54 di allora era direttamente derivato dall’esperienza nei rally, mantenendo inalterato il disegno battistrada classico del CA67, che ha reso riconoscibile il Cinturato in tutto il mondo, grazie a nuove strutture di cintura in grado di aumentare comfort e chilometraggio.

PIRELLI COLLEZIONE, LA STORIA SU STRADA

La famiglia Pirelli Collezione nasce con l’obiettivo di tutelare il patrimonio storico motoristico, fornendo coperture con due anime diverse che si completano a vicenda: sono pneumatici che conservano l’aspetto e la dinamica di guida originali, ma offrono più efficienza e sicurezza di quelle d’epoca, grazie a tecnologie e processi di produzione moderni. La gamma parte dal leggendario Stella Bianca, lanciato inizialmente nel 1927; poi lo Stelvio, tornato in vita nel 2018 per gommare esclusivamente la Ferrari 250 GTO, l’auto più costosa del mondo; i CA67 (1955), CN72 (1964), CN36 (1968), CN12 (1968), Cinturato P7 (1974), P5 (1977), P Zero (1984) e P700-Z (1988). Durante il processo di sviluppo del pneumatico, gli ingegneri Pirelli hanno usato gli stessi parametri che i designer del veicolo hanno impiegato all’epoca, ma sfruttando il patrimonio di conoscenze relative a materiali e processi produttivi che l’azienda ha nel frattempo accumulato. Il risultato è una miscela di performance, stile e autenticità. Per disegnarli, sono stati fondamentali le immagini e i materiali messi a disposizione dalla Fondazione Pirelli, in cui è conservata la documentazione relativa a progettazione, sviluppo e industrializzazione di tutti i pneumatici Pirelli nel corso degli anni: disegni stampo originali, studi sul battistrada, specifiche tecniche di prova, documenti omologativi, oltre che listini prezzi e cataloghi. I pneumatici di Pirelli Collezione sono disponibili dai rivenditori specializzati in auto d’epoca, da Longstone Tyres e nei flagship store Pirelli, i P Zero World (Los Angeles, Monaco di Baviera, Monte-Carlo, Dubai e Melbourne).

PIRELLI CINTURATO: DAL 1950, UNA STORIA DI TECNOLOGIA E SICUREZZA

Settant’anni fa, gli ingegneri Pirelli portavano su strada i primi prototipi di un pneumatico innovativo che avrebbe creato un’intera famiglia: ancora non si chiamava Cinturato ma nascondeva sotto al suo battistrada una vera rivoluzione. La storia del pneumatico conta pochi cambiamenti epocali, fra questi c’è sicuramente l’introduzione della struttura radiale che Pirelli ha evoluto utilizzando dei materiali di rinforzo misti, tessili e metallici. Il “favoloso pneumatico che ha dentro la cintura di sicurezza” (così Pirelli descriveva all’epoca il Cinturato) era destinato a gommare le auto più importanti di allora. Da subito, il battistrada “367” fu scelto da costruttori come Lancia ma le evoluzioni successive portarono il Cinturato sotto alle vetture più affascinanti: con l’introduzione dei Cinturato CA67, CN72 e CN73 Pirelli inventò il concetto di pneumatico sportivo, necessario per tenere incollate alla strada sportive come le Ferrari 250 GT e 400 Superamerica, Lamborghini 400GT e Miura, Maserati 4000 e 5000. Si deve arrivare alla metà degli anni Settanta per incontrare la prima rivoluzione nella famiglia Cinturato. Nato per i rally e progettato per la Lancia Stratos, il primo Cinturato P7 portava al debutto innovazioni importanti come la cintura in nylon a Zero Gradi e sopratutto una geometria super ribassata. Su strada, le prime vetture a montarlo furono la Porsche 911 Carrera Turbo, Lamborghini Countach e De Tomaso Pantera. Al P7 seguì presto il P6, meno sportivo e con un “parco auto” potenziale più ampio. E ancora, il P5 creato apposta per Jaguar che aveva chiesto a Pirelli silenzio a bordo e massimo comfort di marcia. Evoluzioni di P6 e P7, negli anni Ottanta nascono le P600 e P700 che miglioravano in particolare nelle prestazioni di sicurezza come la tenuta sul bagnato e l’aderenza in curva. Anni Novanta: arrivano i P6000 e P7000, ancora più sicuri e performanti dei precedenti. Nel frattempo, gli ingegneri Pirelli stavano lavorando a un’altra rivoluzione: la Lancia Delta S4, leggenda dei rally, necessitava di coperture adeguate per le prestazioni di cui era capace. Nacque così il P Zero. Ma questa è un’altra storia. Nel 2009, tornò il Cinturato P7 che aveva come capisaldi la riduzione del consumo e delle emissioni nocive, l’utilizzo di materiali ecocompatibili, una migliore tenuta in curva e migliore frenata. La famiglia si ampliò presto con le versioni Winter e All Season che ancora oggi sono in gamma Pirelli e che hanno conquistato una dote di oltre 400 omologazioni. Segno che il Cinturato P7 era fra i pneumatici preferiti dalle case automobilistiche e che con queste ha seguito lo sviluppo tecnologico dell’auto nel periodo in cui si sono concentrate le principali rivoluzioni: l’ingresso massiccio dell’elettronica, il debutto degli ADAS, le prime vetture ibride ed elettriche. Oggi, il nuovo Pirelli Cinturato P7 raccoglie questa eredità e nasce con già 60 omologazioni all’attivo. Inoltre, amplifica i concetti chiave che ne hanno guidato lo sviluppo, dagli anni Cinquanta a oggi: sicurezza ed efficienza.

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