MotoGP, Taramasso: "I problemi di gomme di Dovizioso? Una pressione sbagliata"

La risposta di Michelin: "un loro errore di valutazione. Incertezza? Come nel 2016, lo pneumatico è nuovo e bisogna lavorare. Dal 2021 solo due opzioni per il posteriore. A ottobre un test a Portimao"

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Ieri pomeriggio, dopo la gara, Andrea Dovizioso si è lamentato energicamente contro Michelin. Il motivo del contendere era la gomma media montata nella prima partenza, che non ha aveva le normali prestazioni. Era dopo finita la gara e il pilota della Ducati non aveva ancora la risposta dei tecnici francesi, ma oggi Piero Taramasso, il loro responsabile ci ha spiegato cosa è successo e ha parlato nel dettaglio di cosa sta succedendo in questa stagione e cosa accadrà in futuro.

Ho guardato questa mattina i dati  di Dovizioso ed è chiaro che, quando è partito per la prima gara con la gomma media al posteriore, quella che ha detto non funzionava, la pressione era troppo bassa” ci dice.

È stato un errore umano?

È stato un errore di valutazione da parte loro. La pressione a freddo era la stessa della domenica precedente, ma in quel caso la temperatura dell’asfalto era 15° maggiore a quella di ieri. Quindi la pressione e la temperatura dello pneumatico non sono salite e questo non ha permesso di fare lavorare le mescole nel giusto range, quindi la gomma non ha il grip che dovrebbe avere e si usura maggiormente, quindi c’è un calo più drastico. Comunque è riuscito a girare in 1’24”4, un tempo a livello di quello di Espargarò, nonostante lo pneumatico non abbia lavorato ottimamente per quell’errore di valutazione”.

"La nuova gomma funziona bene anche su Ducati, ma non esiste un assetto magico per tutte le piste"

Dovizioso ha anche affermato che i problemi che lamentavano i piloti Ducati nei test invernali sono comuni a tutti ora.

Non so d’accordo su questo. È vero che hanno sempre detto che il nuovo pneumatico posteriore non si adattava bene al loro stile di guida o alla loro moto, ma gli altri piloti sono contenti. Sulla KTM funziona bene, lo stesso sulla Suzuki, e anche la Honda con Nakagami era nelle prime posizioni. Sono convinto che funzioni bene sulla Ducati, basta vedere cosa ha fatto Miller a Jerez e in Austria.

Allora perché queste critiche?

Io sono sicuro che la nostra nuova gomma vada  bene su tutte le moto, ma cambia il bilanciamento e devi cambiare il tuo stile di guida. Avendo più grip non puoi aggredire la gomma, altrimenti la sua risposta è più nervosa, su questo sono d’accordo con Dovi. Io continuo a dire che i team devono lavorare per trovare il miglior setup e i piloti il modo di farla funzionare bene e sarà così fino a fine anno”.

“Stiamo rivivendo la situazione del 2016: c’è una nuova gomma e bisogna lavorare”

Perché tanta differenza da un circuito all’altro?

Bisogna lavorare su ogni pista, non si può trovare un assetto magico che funzioni dappertutto. Ogni tracciato ha caratteristiche diverse, come configurazione e livello di grip, è normale. Il pilota che riuscirà a trovare il modo  di fare lavorare bene le gomme su ogni pista sarà quello che vincerà il campionato, e tanto di cappello a lui. Questa situazione mi ricorda il 2016”.

Cosa intendi?

Nel 2016 Michelin era tornata in MotoGP, le gomme erano cambiate ed è successo quello che sta accadendo ora. C’erano stati 9 vincitori diversi in quella stagione, adesso siamo a 4 in 5 gare. Ora abbiamo introdotto una nuova gomma, che si comporta diversamente dalla precedente, quindi tutti dovranno lavorare su ogni pista per trovare la quadra e chi ci riuscirà vincerà. Se vi ricordate, dai 9 vincitori del 2016 eravamo passati ai 5 nel 2017 e poi ai 3 nel 2018.  La situazione si era stabilizzata perché eravamo rimasti con la stessa gomma per 3 anni e mezzo, non sono sorpreso che qualche pilota adesso possa sentirsi un po’ scombussolato”.

Avere uno pneumatico posteriore di nuova concezione e un anteriore di vecchia può creare problemi?

No, alcuni pensavano che un posteriore con più grip, spingendo sull’anteriore in frenata, provocasse più cadute, invece è l'opposto. Nello scorso fine settimana ci sono state solo 4 cadute, in quello precedente 7, mentre negli anni passati erano state di più. Bisogna solo cambiare il bilanciamento delle moto e penso che tutti abbiano fatto un buon lavoro, sono più veloci”.

“I piloti hanno già una gomma in più in caso di ripartenze, sta a loro conservarla”

Premesso che non è Michelin a fare i regolamenti, nelle ultime due gare, dopo le ripartenze, alcuni piloti non avevano più gomme nuove da usare. In quei casi non si potrebbe  fornirgliene, come succede con la gomma morbida in più che si dà a quei piloti che passano dalle Q1 alle Q2?

Quando siamo entrati in MotoGP, Dorna ci aveva chiesto di aumentare di un’unità il numero di gomme posteriori e anteriori disponibili per i piloti per ogni GP. Quella era nelle intenzioni uno pneumatico backup, di scorta, infatti nei fogli dati alle squadre segnavamo 9+1 gomme anteriori e 11+1 posteriori. Era una gomma da tenere da parte in caso di ripartenze, ad esempio. Però dopo un paio di gare, squadre e piloti hanno iniziato a usare tutti gli pneumatici a disposizione, senza tenerne nessuno di scorta. Solo Crutchlow e il suo capotecnico solitamente risparmiano una gomma di scorta, quindi è una cosa fattibile”.

La proposta per il 2021: solo due opzioni al posteriore e in maggiori quantità”

Però ci sono gomme che nessuna usa, come la dura al posteriore in Austria.

Anche a Jerez è successa la stessa cosa. La mescola dura è una soluzione che portiamo in caso ci siano delle temperature elevatissime o l’asfalto sia più abrasivo di quanto ci aspettassimo, quindi spesso nessuna la adopera. Ne abbiamo discusso con i piloti in Safety Commission e abbiamo fatto loro una proposta per il prossimo anno. Se tutti saranno d’accordo, porteremo solo due opzioni di gomme posteriori ma in maggiori quantità, così potranno utilizzare entrambe le specifiche. Grazie all’esperienza accumulata, è una cosa che possiamo fare”.

Quanto è stato importante confrontarsi con i piloti in Safety Commission?

È sempre meglio scambiarsi le proprie opinioni tutti insieme e faccia a faccia, infatti organizzeremo un altro incontro prima della fine dell’anno”.

“La parte peggiore della stagione è passata, per Portimao un test con i collaudatori a ottobre”

Ora ci sono due settimane di riposo, poi sarà la volta di Misano con il nuovo asfalto.

Abbiamo già fatto dei test e siamo tranquilli, è un circuito più convenzionale. Il peggio della stagione è passato (ride). Jerez con il caldo del mese di luglio è stato impegnativo, a Brno l’asfalto non viene rifatto da 12 anni e l’Austria è una pista con un velocità media altissima”.

L’incognita sarà Portimao, una pista in cui le MotoGP non hanno mai girato.

Faremo due giorni di test il 7 e l’8 di ottobre con i collaudatori delle squadre ufficiali e da quello che so rifaranno completamente l’asfalto a settembre”.

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