MotoGP, GP Stiria: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Ancora il Red Bull Ring, ancora un incidente, ancora polemiche sugli Steward, qualcuna in più del solito sulle gomme. E Oliveira sorride

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Quattro vincitori in 5 gare, 11 piloti sul podio, la MotoGP è diventata una lotteria. A pescare il biglietto (ma alcuni dicono la gomma) vincente è stato Miguel Oliveira, un diploma da odontotecnico in tasca e un sorriso sul gradino più alto del podio che potrebbe diventare la migliore pubblicità per il suo futuro studio.

Ancora il Red Bull Ring, ancora un incidente per dare un po’ di brividi nel caldo agosto, ancora polemiche sugli Steward, qualcuna in più del solito sulle gomme. Quartararo mantiene la testa del campionato senza sapere come ci sia riuscito, Valentino Rossi è il miglior interprete della Yamaha ma con un 9° posto, Dovizioso e la Ducati si scoprono battibili su un asfalto che era per loro un buono del tesoro.

La bandiera italiana sventola in Moto2 e Moto3 grazie a Vietti e Bezzecchi, loro sembrano un certezza.

IL BELLO – C’era sempre qualcuno di più alto, più veloce, più bello, più importante di loro. Così rimanevano sullo sfondo. Domenica, però, la luce dei riflettori li ha inondati e la platea si è alzata ad applaudire. Celestino Vietti e Marco Bezzecchi hanno vinto, pianto e urlato. Era la prima volta vittoria nelle rispettive classi, ma da quanto hanno fatto vedere si abituiranno presto.

IL BRUTTO – Se proprio andasse male col motociclismo, potrebbe tranquillamente riciclarsi a Hollywood come stuntman. Maverick Vinales ha detto di non avere paura a lanciarsi dalla sua moto in corsa a 220 all’ora, tutto il resto del mondo sì. Tutto è bene quel che finisce bene, ma con certe avvisaglie dai freni sarebbe meglio fermarsi prima. Capiamo la trance agonistica, ma un po’ di buon senso non guasterebbe.

IL CATTIVO – Finalmente tutti i piloti sono d’accordo, contro gli Steward. Anche loro si stanno mettendo di impegno per finire costantemente nell’occhio del ciclone. Hanno cercato di fare la voce grossa, ma continuano a steccare e la fiducia in loro è ai minimi termini. Fra incidenti, passaggi sul verde (nel senso dell’asfalto), ritardi e decisioni discutibili, il campionario di errori è completo. Poi ci si mettono anche i commissari di pista a strappare carene e tentare di recuperare moto in pieno rettilineo. Forse a Spencer e ai suoi colleghi queste due settimane di vacanza serviranno.

LA DELUSIONE – Doveva essere la gomma dei record, è diventata quella delle polemiche. La buona fede di Michelin non è in discussione, ma la quadratura del cerchio questa volta non è riuscita. Se volevano rimescolare le carte, le hanno investite con un tornado. Lo spettacolo ne guadagna, il mal di testa dei piloti aumenta. Le corse, come la vita, sono una ruota che gira e la fanno in Francia.

LA CONFERMA – Per trasformarsi da brutto anatroccolo a cigno sono bastate due gare. Appena un paio di mesi fa la KTM era guardata con sufficienza, ora è il sogno proibito di ogni pilota. Con la vittoria di Oliveira hanno perso le concessioni, ma non potrebbero essere più felici. L’arancio è il nuovo colore della MotoGP.

L’ERRORE – Errare è umano, perseverare costa una vittoria. Il verde non è sicuramente il colore preferito di Jorge Martin, per qualche centimetro di troppo si è giocato la doppietta in Austria. Però si è rimesso in corsa per il Mondiale, con Marini e Bastianini a dir poco appannati. Il più grosso errore, alla fine dei conti, è loro.

LA SORPRESA – Con una spalla malconcia, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire se avesse giocato in difesa.  Invece Jack Miller ha messo sulla pista cuore e attributi. Non è riuscito a difendere l’imbattibilità della Ducati in Stiria, ma ha dimostrato di meritare la moto tutta rossa per il prossimo anno.

IL SORPASSO – Fra i due litiganti il terzo gode, e si chiama Miguel Oliveira. Ha fatto scoprire al Portogallo di potere essere famoso nello sport non solo tirando calci a un pallone. Ha usato la testa e ha regalato a Tech3 la sua prima vittoria in MotoGP e a KTM il successo in casa. Tutto in una curva.

LA CURIOSITA’ – Il GP di Stiria è stata la gara numero 900 della classe regina. Il primo vincitore della storia è stato Harold Daniell su Norton al TT il 1° giugno del 1949. L’ultimo lo sapete.

IO L’AVEVO DETTO – Quartararo il sabato: “parto davanti a Dovizioso, voglio stargli vicino”. Non è successo.

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