MotoGP, Quartararo: "Non siamo regolari: impossibile lottare per il titolo"

"Ho tanti problemi, e non basterà cambiare pista per risolverli. Ho chiesto a Yamaha di agire e spero lo faccia. I freni? Ho sentito la leva sempre più morbida, difficile avere la giusta confidenza"

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Fabio Quartararo non nasconde la sua preoccupazione nel post gara del GP di Stiria che gli ha portato in dote una deludente 13° piazza. Il francese è ancora il leader del mondiale, ma tanti piloti si sono avvicinati al suo trono, che senza dubbio (come lui stesso conferma) inizia a vacillare seriamente.

“Siamo in lotta per il titolo - racconta - ma non mi sento fiducioso come lo ero a Jerez, dove tutto era a posto, mentre ora soffriamo ed abbiamo vari problemi. E’ impossibile lottare per il titolo con un andamento così irregolare e questo tipo di problemi”.

Quello sotto gli occhi di tutti sembra essere la frenata, ma Fabio si concentra anche su altro.

“Non è stata una gara positiva, e dobbiamo capirne le ragioni. Oggi abbiamo visto chiaramente tutti i nostri punti deboli: sono stato dietro ad Aleix per tanti giri e la M1 era carente in tante aree, in primis sotto il profilo della velocità di punta. La frenata? Sono andato lungo due volte, una volta per colpa mia ed una per colpa dei freni. Ho modificato la posizione della leva nel corso della gara, ed ogni volta la sentivo più morbida, cosa che certamente ti fa perdere confidenza ed è pericolosa”.

Tralasciando per un attimo la propria situazione, il francese racconta l’incontro ravvicinato con il connazionale Zarco, e smentisce indirettamente Franco Morbidelli, che ha parlato di comportaementi più cauti da parte di vari piloti in curva 2.

“Sinceramente non ho visto atteggiamenti particolari da parte di nessuno. Negli ultimi giri ho lottato con Zarco e mi ha passato nello stesso punto in cui ha passato Franco domenica scorsa: credo abbia pensato a cosa è successo, dato che ha frenato prima del solito, ma io mi sono comportato normalmente”.

Ora nei pensieri di Quartararo c’è il doppio impegno di Misano, certamente meno indigesto alla Yamaha, ma non privo di insidie vista la situazione attuale della casa di Iwata.

“Misano è una pista migliore per noi, e le gomme dovrebbero essere più adatte alla nostra moto, ma questi fattori non bastano. Yamaha deve lavorare per sistemare i problemi e rispondere alle nostre richieste, dato che tutti stanno più o meno soffrendo. Cosa ho chiesto? Non posso dirlo, ma spero possano farlo”.

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