MotoGP, Miller: “Ho corso con un coltello conficcato nella schiena”

“Oliveira è stato il più furbo. Quando ho passato Pol all'ultima curva credevo di aver vinto, invece non avevo considerato Miguel”

Share


Con quel sorpasso all’ultima curva, Jack Miller pensava di aver fatto il colpaccio, invece è stato beffato sul più bello. Merito o colpa di Miguel Oliveira, che ha fregato l’australiano negandogli la vittoria al Red Bull Ring.

L’australiano è comunque soddisfatto per quanto fatto al termine di un weekend non proprio semplice dal punto di vista fisico.

“La caduta di ieri è stata davvero strana – ha esordito il portacolori Pramac – sono finito a terra e pensavo fosse una classica caduta. Poi, mentre tornavo ai box, mi sembrava di avere un coltello nella schiena. Era una sensazione davvero brutta, infatti ho dovuto assumere antidolorifici e sottopormi a terapie fino alle 11 di ieri sera”.

Peccato non sia finita qua.

“Stamani, alle 7, mi sono pure dovuto sottoporre a una risonanza magnetica, che ha evidenziato una lesione ad un legamento. Nel momento in cui sono risalito in moto ho dovuto apportare  alcune modifiche, al fine di avere maggiore comfort alla guida. Che dire, ci tengo a ringraziare tutte le persone della clinica mobile, che hanno saputo aiutarmi fin dal primo momento offrendomi il loro contributo”

Poi spazio alla gara.

“Mi dispiace per Mir, ma per me la bandiera rossa è stata una fortuna. Dopo la ripartenza mi sentivo infatti forte e con un bel passo, tanto da poter pensare alla vittoria. Ci ho provato fino all’ultimo con Pol, ho preparato e studiato accuratamente quell’ultima curva, ma alla fine non è andata come pensavo”.

A vincere è stato Oliveira.

“Miguel ha vinto perché è stato il più furbo. Se non ci fosse stato lui sarei io sul gradino più alto del podio. È un po’ come la Moto3, quando arrivi all’ultima curva con tanti piloti e c’è il rischio di sorpassare ed essere sorpassato. Quest’oggi è andata così, lui è stato furbo, mentre io non l’avevo considerato”.

Alla fine Jack deve consolarsi col secondo posto. Una prestazione che rilancia comunque le sue ambizioni in ottica Mondiale.

“Non voglio parlare di titolo. L’ultima volta che l’ho fatto è andata male. Voglio solo proseguire su questa strada, cercando di essere competitivo a Misano per poi confermarmi ad Aragon e Valencia, due piste che mi piacciono. Ci sarà anche Portimao, che con i suoi saliscendi sembra di fare motocross, vedremo come sarà la situazione”.

L’ultima battuta riguarda invece il problema di Vinales.

“In Austria, così come a Motegi, i freni vengono messi a dura prova. Maverick è stato davvero sfortunato, ma queste sono cose che purtroppo a volte accadono. La gara poteva anche continuare, ma la regola dice che se l’airfence è danneggiato bisogna fermarsi”.

 

Articoli che potrebbero interessarti