MotoGP, A.Marquez:"Ho visto Vinales perdere un pezzo dalla moto e lanciarsi"

"L’avevo visto soffrire ed andare un po’ lungo nelle curve precedenti. Marc mi manca, è il miglior pilota della MotoGP". Crutchlow: "Gli incidenti capitano ma al Red Bull Ring siamo troppo al limite con i freni"

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Con Marc Marquez fuori dai giochi per altri due o tre mesi, Honda pensava di poter riporre gran parte delle proprie speranze nelle mani di Crutchlow e di Alex Marquez. Il primo è il pilota che dopo Marc ha ottenuto di più dalla RC213-V in questi anni ,mentre il secondo è il campione del mondo della Moto2, giovane promessa ma che si sta rivelando ancora troppo acerbo nel suo apprendistato con la MotoGP. 

Di certo per Alex l’assenza del fratello può avere due diversi significati: il primo quello quasi “liberatorio” visto che con tutta probabilità i secondi di differenza tra i due sarebbero stati davvero tanti, mentre il secondo è di smarrimento visto che Marc è sempre stato al fianco di Alex fin dal suo ingresso nel motomondiale.  

“Lui è il miglior pilota della MotoGP e sarebbe stato bello confrontare i miei dati con i suoi e averlo in pista – ci ha detto Alex dopo la gara - Ad ogni modo Marc può aiutarmi anche da casa, dandomi dei consigli e dei suggerimenti. Sicuramente sarebbe stato meglio per me averlo qui, è al mio fianco da quando sono entrato in questo mondo ma comunque ho il mio team e mio padre ad aiutarmi”.

Oggi Alex ha chiuso la sua gara in 16° posizione a 10 secondi dal vincitore Oliveira, mettendo le sue ruote davanti a quelle della Honda di Crutchlow e potendo battagliare e seguire da vicino piloti che solitamente competono per le posizioni di testa. 

“Si, oggi ho avuto l’opportunità di seguire piloti che solitamente sono nelle posizioni di testa ma devo dire che non è stato bello vedere l’incidente di Vinales. Mi sono sentito meglio in sella alla moto e ho fatto sicuramente dei passi in avanti. Siamo arrivati ad un punto in cui possiamo migliorare tanto dal punto di vista tecnico e a Misano l’obiettivo principale sarà continuare il mio percorso”.

Come ha detto Alex la caduta di Vinales (QUI TROVATE LE FOTO) non è stata sicuramente una gioia per gli occhi ma in qualche modo, ci ha detto il numero 73, c’erano state delle avvisaglie

“L’ho visto soffrire ed andare un po’ lungo nelle curve precedenti ma non sapevo se avesse un problema ai freni o alle gomme, poi ha rallentato in alcune parti del tracciato per non surriscaldare i freni e prima di curva uno ho visto un pezzo staccarsi dalla sua moto e poi lui lanciarsi”.

Crutchlow: "Il mio ingegnere elettronico ha solo 4 gare di esperienza"

Il tema della sicurezza e del regolamento è di certo balzato al centro delle cronache in questi due weekend dove al Red Bull Ring, pista molto particolare, abbiamo visto vari incidenti, tante situazioni al limite e una serie di penalità confermate o mancate. Sull’argomento si è espresso uno dei veterani della top class, Cal Crutchlow, che come detto ha chiuso la sua gara in 17° posizione dietro a Marquez. 

“Sono contento di andarmene da questo tracciato – ha detto il pilota britannico - Gli incidenti capitano in tutti i tracciati del mondo ma il problema di questa pista è che siamo sempre al limite in frenata ed è questa la causa degli errori che fanno i piloti in gara. Quello che è successo oggi a Vinales sarebbe potuto succedere a ognuno di noi, forse lui ha frenato troppo tardi o forse aveva surriscaldato troppo i freni ma fatto sta che si è dovuto lanciare dalla moto sul rettilineo. Non so cosa possiamo fare, qui sono già stati fatti dei lavori per migliorare la sicurezza”. 

Per Crutchlow si sono chiusi due weekend all’insegna delle difficoltà. Anche sette giorni fa il pilota del team di Lucio Cecchinello aveva chiuso dietro ad Alex portando a casa un solo punto. Cal, cosa non sta funzionando?

No, sono molto contento oggi – ha detto, sarcastico, Crutchlow – non vedo l’ora di stappare lo Champagne. Ho provato a fare del mio meglio, durante la gara ho seguito Alex Marquez e devo dire che la sua moto mi è sembrata messa meglio rispetto mia. Questo è confermato dai dati che abbiamo raccolto in questo weekend, la Honda del team ufficiale lavora meglio della mia in alcune parti del tracciato, e dobbiamo continuare a lavorare. Oggi penso di aver trovato una strada perché il mio passo è stato sempre costante, non veloce ma costante”. 

Cosa aveva più di te Alex? Nel corso di questi weekend, come hai detto, lo stai seguendo da vicino in pista. 

“Alex aveva più aderenza di me, in quasi ogni contesto. Non so perché onestamente, forse per lui lavorano persone che conoscono bene questa moto. Il mio ingegnere elettronico ha alle spalle solo 4 gare e sta facendo un buon lavoro perché quello non era il suo lavoro fino a poco tempo fa. Ora si tratta solo di migliorare ancora e ancora, ma non so se ne saremo capaci. A Misano io proverò ad andare al massimo”. 

Come giudichi la sua guida? Sta iniziando a conoscere la moto o ha ancora tanta strada davanti a sé per poterla portare a delle prestazioni convincenti?

“Per un rookie su una Honda sta guidando davvero bene e continua a conoscere questa moto sempre di più. È un campione del mondo e sarà veloce, oggi seguendolo ho visto un po’ del suo potenziale e le differenze tra la sua e la mia moto”. 

Cosa manca invece sulla tua moto, come pensi di migliorare?

“Il problema è che vengo sorpassato e non posso replicare. Ho fatto una grande partenza nella seconda gara ma ho frenato sul cordolo proprio come Quartararo e sono finito largo, avevo guadagnato sei posizioni e ne ho subito perse una decina. Ho spinto per recuperare più posizioni possibile ma perdevo troppo in uscita di curva”. 

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