MotoGP, A.Espargarò: "Marquez giovedì mi aveva detto di non sentirsi bene"

"Stare tanto tempo fermo sarà un problema per lui, non dal punto di vista fisico, ma mentale. Quando hai vinto tanto, è difficile mantenere le tue ambizioni, ma lui e Rossi vogliono sempre qualcosa in più"

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Non è stata una gran giornata per Aleix Espargarò. I tempi in prova non lo hanno premiato, anzi. Lo spagnolo però è convinto di avere un buon passo-gara ed anche se la sua strategia - rischiare alla partenza nella curva 1 per agganciare il gruppo - è decisamente in linea con il personaggio, dall'Aprilia ci si aspetta di più. Ma Aleix, oggi, preferisce parlare di altro...

La notizia di oggi riguarda Marc Marquez ed il suo rientro. Ti aspettavi una tempistica così lunga?

"La MotoGP è difficile, impegnativa. Si rischia sempre tanto qui. Ho parlato giovedì con Marc e mi ha detto che non si sente molto bene e che avrebbe perso molte altre gare. E’ il migliore in griglia, ma queste cose possono accadere a tutti, anche al miglior pilota in griglia. La cosa realmente positiva è che il campionato è molto più aperto per i rivali. Dobbiamo tutti stare attenti, perché spingiamo tutti oltre il limite anche solo per un decimo di secondo e questo purtroppo può essere causa di cadute ed infortuni. Credetemi, un pilota ci proverà sempre e questo non penso che cambierà".

Non pensi che siano i dottori a dover cambiare atteggiamento, magari diventando più severi nel concedere un FIT o meno?

"La linea è molto sottile. Se un dottore ritiene che un infortunio non sia pericoloso per gli altri piloti, lo lascia correre. Se invece l’infortunio rappresenta un pericolo anche per gli altri piloti, il dottore deve prendere decisioni, capire se può essere pericoloso o meno correre. Ma se un pilota sta male, soffre, ma può e vuole correre resta una sua decisione".

Marc sarà lontano dalle piste per tanto tempo prima di rientrare. Sarà un problema ritrovare la giusta attitudine in sella?

"Per Marc sarà un problema stare lontano tanto tempo dalla moto. Non dal punto di vista fisico, quanto dal punto di vista mentale. Anche se quando siamo arrivati a Jerez eravamo tutti fermi per il Covid da mesi e siamo stati velocissimi subito. Per noi è come andare in bicicletta. Magari sarà difficile per Marc, ma credo che non sarà un problema insormontabile. Parliamo di un pilota che ha una fame incredibile, che ha vinto tantissimo e vuole vincere ancora, una gara, un titolo. Come Rossi, loro vogliono sempre qualcosa in più, hanno una determinazione ed ambizione incredibile. Quando vinci tanto come Marc, sarebbe facile dire ‘fanculo, torno l’anno prossimo’, ma lui farà di tutto per tornare appena sarà possibile, anche se dovesse essere l’ultima domenica del mondiale". 

Pensando al presente ed all'Aprilia, come è andata questa giornata? Non il massimo, partirai molto dietro in griglia. 

"Abbiamo cambiato molto la moto in FP4 e siamo stati molto veloci. Quando ho iniziato la qualifica la gomma era ottima, ma ho avuto un piccolo problema con il motore. Dopo sono passato sulla seconda moto, ma non era al livello della prima e sono stato addirittura un secondo più lento. Partiremo dietro in griglia ma per la gara mi sento bene, so che con la media siamo messi bene. Rischierò qualcosa in curva uno per cercare di aggrapparmi al gruppo giusto e tentare di lottare per la top ten, che penso sia un risultato plausibile per noi e per la nostra moto". 

Continuate ad avere alti e bassi ogni weekend, da cosa dipende?

"Dobbiamo trovare un bilanciamento corretto e smettere di avere problemi. Ogni volta abbiamo un piccolo problema, una volta al motore, un’altra l’elettronica. Quando è così è difficile per un pilota, perché è tosta riuscire ad andare sempre al 100%. In ogni caso ho fatto il massimo come sempre, e so di avere un ottimo passo gara quindi penso che domani andrà meglio".

Hai detto che la seconda moto non era veloce quanto la prima. Da cosa dipende?

"La seconda moto semplicemente non è al livello della prima. Noi mettiamo sulla prima moto tutto il meglio che abbiamo. Dobbiamo arrivare alla fine della stagione con i motori che abbiamo, quindi cerchiamo di stare molto attenti anche per quanto riguarda la gestione dei motori che abbiamo". 

Come ti senti, stai perdendo il tuo ottimismo?

"Sono sempre stato una persona positiva, ottimista. Io penso veramente che andremo meglio, anche perché non credo che possa andare poi tanto peggio. La RS-GP 20 è senza dubbio la miglior moto che Aprilia mi abbia mai dato in questi anni e guardando al futuro sono certo che tutto andrà sempre meglio. Stanno tutti lavorando durissimo e capisco che può sembrare difficile restare positivi, ma io lo sto facendo. Non voglio pensare troppo al futuro, preferisco dare il massimo con quello che ho oggi e penso che risultati migliori arriveranno. La KTM era molto vicina a noi e ci hanno prima affiancati e poi superati. Non dobbiamo sempre aspettare il futuro, dobbiamo pensare al presente e spingere". 

Non è difficile trovare motivazioni quando i risultati non arrivano?

"Ogni volta che salgo in moto, io rischio tutto, vado oltre il limite. Se non trovo la motivazione nei risultati perché magari non arrivano, trovo un modo alternativo per crearmi motivazioni forti, ma credetemi è difficile essere più motivato di me. Ma a volte anche essendo supermotivato è difficile dimostrarlo con i risultati. In MotoGP siamo tutti vicinissimi oggi, basta poco per trovarti dietro. Di certo poter lottare per il podio sarebbe molto diverso, ma guardate Dovizioso. Ha vinto la scorsa settimana e oggi si è qualificato decimo". 

 

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