Alfa Romeo Giulia: l'attuale modello non avrà seguito?

La Giulia è una delle auto più emozionali che siano state realizzate negli ultimi anni. In pieno stile della casa del biscione e con una guida unica, ma per il mercato non è stato sufficiente

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Da tempo si parla di crisi e rilancio Alfa Romeo. Il compianto Marchionne scelse di mettere mano al portafoglio piuttosto che di vendere il marchio, ritenendolo fondamentale per il Gruppo (e sarebbe potuto esserlo per un eventuale competitor). Un rilancio costoso (si parla di miliardi di euro), che oggi pare essere stato poco fortunato, a giudicare dai numeri. Il piano strategico prevedeva per il marchio di Arese numeri ben lontani da quelli poi effettivamente raggiunti. Le due vetture su cui si puntava, insieme a modelli che sono poi stati rimandati nel loro debutto, erano Giulia ed il SUV Stelvio.

Se il secondo qualche risultato lo ha ottenuto, le vendite della berlina di segmento D in realtà non sono mai volate in alto. Una vettura che ha fatto scalpore, che ha regalato emozioni ed ha fatto ribattere il cuore degli Alfisti. Impossibile non citare il tempo record sul circuito del Nürburgring di 7 minuti e 32 secondi, ottenuto a bordo della Quadrifoglio, guidata dal velocissimo pilota collaudatore Fabio Francia.

L’inferno verde così conosciuto dagli amanti del circuito tedesco è veramente insidioso e poter raggiungere dei tempi sul giro così bassi è un segno forte e chiaro che la vettura ha un grande assetto, un’ottima stabilità e doti motoristiche al vertice della categoria. Poi queste operazioni sono “lanci commerciali” di grande valore, che vanno sfruttati al meglio, ma che invece hanno portato un successo modesto per la Giulia, sicuramente inferiore alle attese ed a quanto avrebbe potuto meritare. Tra tutte le scelte, per noi una versione station ed una coupé, su cui si dice che Alfa avesse lavorato e che siano state più volte vicine al debutto, avrebbero potuto cambiare lo scenario. La scelta di non commercializzarle ha invece pesantemente inciso in modo negativo.

Abbiamo avuto personalmente l’opportunità di provare sia la Giulia che la Stelvio in versioni più “normali”, ma anche Quadrifoglio, potendo confermare le doti tecniche enunciate, anche se entrambe erano svantaggiate rispetto la concorrenza sulla qualità di alcuni materiali interni e, soprattutto, sulla tecnologia di bordo.

Non sappiamo precisamente se ciò abbia influito sul mercato e quanto, ma un dato è certo, come per il 2019 quindi anche prima della pandemia, il 2020 ha continuato a registrare un calo di vendite, soprattutto all’estero. Oltre ad affidarci ai dati ufficiali possiamo fare un ragionamento che potrebbe portare a capire ciò che succede tra domanda e offerta.

L’Alfa Romeo Giulia è stata presentata in un segmento dove per anni le tedesche hanno dominato. Per troppi anni il brand milanese ha lasciato spazio alla concorrenza, mentre in passato, invece, impartiva lezioni di stile. Sul fronte delle tecnologie, in particolare sui sistemi ADAS, intrattenimento e infotainment, la concorrenza era avanti, mentre la Giulia è partita sfavorita, per poi recuperare il gap con gli aggiornamenti del modello, ma senza mai osare troppo, in un segmento dove questi aspetti sono fondamentali.

Le attuali versioni in vendita sono disponibili solo con il cambio automatico ed i puristi (se pur di nicchia) non possono più avere una trazione posteriore col cambio manuale. Torniamo però al ragionamento già fatto: il segmento delle berline ormai è stato messo in ombra dai SUV e vive più che altro per le società di noleggio o i parchi auto aziendali, ma senza numeri importanti. Quindi chi investe nelle berline D, già sa che i numeri saranno inferiori sul mercato globale, quindi bisogna presentare un prodotto vincente sotto ogni punto di vista, inclusa la disponibilità di diverse opzioni, prima tra tutta una versione station wagon, una ipotetica Sport Wagon che per la Giulia non si è mai vista.

Picture by LP Design

Da parte nostra, l’Alfa Romeo Giulia dovrebbe continuare ad esistere e rinnovarsi fino ad imporsi sul mercato come leader, oltre a vincere i vari premi che l’attuale generazione ha saputo conquistare. Capiamo però che nel contesto attuale, con la nuova alleanza PSA / FCA che avrà il nome di Stellantis, il modello potrebbe avere nuova luce, come subire una cancellazione perché non strategico. La speranza è che si possa combinare il know-how delle Case coinvolte per spingere un’eventuale seconda generazione di Giulia sulla strada del successo, conquistando Cina e Stati Uniti, dove le berline possono avere più spazio.

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