MotoGP, Petrucci: "Dovizioso a piedi? Se vince il mondiale non credo proprio"

"Oggi ha fatto un altro capolavoro, risponde sempre con le vittorie ai momenti duri. Oggi poteva succedere qualcosa di terribile con Vinales e Rossi, se c'è un Dio stava guardando giù"

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Danilo Petrucci ha raccolto in Austria un settimo posto che non lascia di certo un gran sapore. Le altre due Ducati GP20 in pista con i piloti titolari sono entrambe salite sul podio, mentre per Danilo continua un periodo difficile legato soprattutto alle nuove Michelin, che non gli permettono di sfruttare in frenata quello stile che nel 2019 l'aveva spesso reso un cliente scomodo per chiunque in gara. Danilo ha perso uno dei punti di forza della sua guida, ma sta cercando di ricostruire uno stile che gli permetta di sfruttare il potenziale della sua Ducati. Questo settimo posto potrebbe essere considerato un punto di partenza.

Di certo Petrucci ha vissuto il trionfo del suo compagno di team Dovizioso in modo particolare. Entrambi i piloti non fanno parte del futuro di Ducati, ma mentre Danilo ha un contratto con KTM per il 2021, Dovizioso al momento è virtualmente a piedi. La vittoria di oggi l'ha rilanciato in classifica iridata, per cui è lecito immaginare che Andrea possa conquistare questo titolo per poi trovarsi davvero a piedi a fine anno. Petrucci ha però una idea diversa. 

"Potrebbe sostituirmi in KTM! - ha subito scherzato Petrucci -  so che non ci sono opportunità di vedere correre Andrea l’anno prossimo e questa è una cosa che mi dispiace. Ha fatto bene a prendere la sua decisione, perché adesso a mente sgombra può giocarsi il mondiale. Se dovesse vincerlo non credo che lo si potrebbe lasciare a piedi. C’è ancora una stagione da fare, Andrea però ha risposto a modo suo, vincendo come fece l’anno scorso quando io iniziai ad andare più forte di lui. La sua testa è il suo forte, oggi ha fatto un capolavoro qui". 

Tu oggi hai fatto dei piccoli passi in avanti, ma continui a soffrire la nuova Michelin.

"Ho cambiato leggermente il mio stile di guida, ma ancora non è abbastanza. Come ho detto tante volte, io sono sempre stato uno dei piloti che utilizzava di più a gomma posteriore in staccata e non sappiamo perché quest’anno è impossibile utilizzare questo stile. Quindi sto cambiando continuamente le regolazioni del freno motore per arginare questo problema. E’ un problema, perché per il mio peso in più questo rappresenta un grosso limite, specialmente quando spingo molto in staccata. Non sono assolutamente contento per questa situazione e questo risultato. Magari ci siamo avvicinati, ma non abbastanza. Il potenziale della moto è più alto, ma non poter usare il posteriore in frenata per me è un enorme problema".

Hai visto l'incidente tra Zarco e Morbidelli? Che idea ti sei fatto?

"Io ero appena tre posizioni dietro Zarco quando è successo l’incidente. Noi siamo andati tutti larghi. Quel punto è pericoloso, arriviamo ad oltre 320 km/h e freniamo a moto piegatissima verso sinistra mentre la curva va verso destra. Eravamo molto preoccupati di quello che sarebbe potuto succedere con il bagnato, ne avevamo parlato in safety commission. Ma dobbiamo cambiare qualcosa, perché con le moto di oggi che sono potentissime, quando ti avvicini alla curva e sei piegato a 45 o 50 gradi circa e prendi il freno in mano, la moto si muove, ci sono tante traiettorie ed è normale che possa accadere qualche contatto. Secondo me l’unica soluzione sarebbe di rendere la pista più dritta in quel punto e far fare la staccata a moto dritta". 

Secondo te la responsabilità è di Zarco?

"Onestamente non so se sia colpa di Johann, se abbia fatto qualcosa di sbagliato. Di sicuro non penso che abbia provato a fare manovre da Moto3, cose che si fanno magari agli ultimi giri. Il problema è che in quel punto siamo molto piegati e non si può frenare moltissimo, quindi ci sono piloti che rischiano di più frenando molto all’inizio, altri invece aspettano di raddrizzare la moto prima di staccare forte. Non ho visto perfettamente tutto, ho visto solo quando le moto stavano già rotolando nella sabbia. Non sono certo che sia davvero colpa di qualcuno, secondo me è semplicemente un punto pericoloso del quale ci siamo già lamentati molto. Non so se si può fare qualcosa nell’immediato, ma oggi è andata veramente bene. La moto di Zarco era lanciata a 320, bastava che fosse due metri più in là per non prendere gli air fence e se avesse centrato Vinales non so come sarebbe andata a finire. E’ stato bruttissimo, ma è andata bene così. Se esiste un Dio, oggi ha guardato in basso. E’ stata una questione di cm sia per la moto di Zarco che per la moto di Morbidelli. Vinales e Rossi hanno rischiato, quello che è successo ti fa riflettere sul fatto che valga la pena o meno, e noi ogni tanto ce lo scordiamo. Però non so se Zarco abbia sbagliato qualcosa o no". 

Il Red Bull Ring è pericoloso in qualche punto, ma a fine anno andrete a correre a Portimao, un altra pista bella complessa per le MotoGP. Avrete modo di girarci prima del Gran Premio?

"Ci sarà un test per i collaudatori a Portimao e noi piloti ufficiali potremo girare con le moto stradali. Poi il giovedì prima del Gran Premio ci sarà una giornata di test per tutti. Però non credo che se dovessimo trovare un punto pericoloso il giovedì, poi la domenica non disputeremo la gara. Non penso proprio che andrà così. Io a Portimao ho corso con la Stock 1000, ed ho anche vinto. So che la riasfalteranno, è piena di buche e già alcune SBK quest’anno volavano con entrambe le ruote staccate da terra in alcuni punti. Non è il massimo, diciamo così. Almeno Portimao non ha punti troppo pericolosi con i muri vicini. Non so cosa sia successo a Cortese, che se non sbaglio ha colpito un muro. E’ come una pista da cross asfaltata come Brands Hatch o Laguna Seca, e guidare con una MotoGP su una pista del genere non è mai divertente purtroppo. Le potenze sono già così alte che lottiamo per non impennare sempre, se poi giriamo sulle piste che hanno pure le rampe…spero che facciamo un bel lavoro con l’asfalto nuovo rendendo le cose un po’ più soft". 
 

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