MotoGP, Pirro sull'addio di Dovizioso: "la Ducati deve pensare ai giovani"

“Nel motociclismo siamo di fronte a un cambio generazionale e se non inizi a muoverti come ha fatto KTM e Yamaha non arriverai: Bagnaia è all'altezza della moto ufficiale"    

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La notizia della giornata è senza ombra di dubbio l’addio di Andrea Dovizioso alla Ducati. Un rapporto ormai segnato da tempo, che ha visto il proprio epilogo nel sabato del Red Bull Ring. Sulla questione è intervenuto anche Michele Pirro, il quale ha espresso il proprio punto di vista.  

Dopo otto anni Andrea ha valutato che non c’erano più le condizioni per continuare – ha esordito - sicuramente i risultati di queste prime gare non hanno aiutato e mi dispiace. Dovi e Ducati hanno fatto grandi cose e anch’io ho fatto parte di questo binomio durante tutti gli anni. Alla fine però, nel motociclismo, stiamo assistendo a un cambio generazionale e anche Ducati, vedendo le richieste di Dovi, ha pensato di puntare sui giovani”.

Michele, chi ci perde di più in questa separazione?

“Nella separazione tra Dovi e Ducati ci perdono entrambi, dato che Andrea ha saputo esprimersi al massimo con la Rossa e allo stesso tempo Ducati ha fatto tanto con lui”.

Tu hai parlato di giovani. Il principale indiziato non può che essere Bagnaia, anche se non ha mai conquistato un podio in MotoGP.

Il fatto è che se non inizi, non lo sai mai. Se rimani così, allora è sbagliata la politica di Yamaha e KTM di puntare sui giovani. Per le situazioni che si sono create e il regolamento 2020, credo che possa essere un’opportunità per avere già delle informazioni dall’anno prima”.

Credi che Pecco sia la scelta giusta.

“Per quello che ha dimostrato è all’altezza della moto ufficiale. Ovvio poi che non è scritto che se prendi Lorenzo o tieni Dovi, poi vinci il Mondiale, a meno che hai Marquez. Le cose vanno infatti costruite”.

Immaginava questa separazione?  

“Ognuno deve fare i conti in casa propria e se la Ducati ha valutato ciò è perché c’erano le condizioni dopo una stagione particolare. Dovi ha fatto un passo, la Ducati un altro, però non si sono trovati. L’unica via è guardare avanti e provare a cambiare la storia, riprovando con piloti più giovani”.

In questi mesi si è parlato anche di Lorenzo.

“Per come stanno andando le cose sarebbe più logico puntare sui giovani, perché con loro hai più potenziale. Sinceramente non saprei cosa dire di Jorge, anche se in quel caso bisogna valutare tutto l’insieme. In questo mondo nessuno ti aspetta e se hai quattro decimi di ritardo, tipo me quest’oggi, se fuori dai giochi. So che a Lorenzo gli è sempre rimasta l’idea di voler tornare dopo il modo in cui ha concluso lo scorso anno, anche se essere competitivo dopo il passaggio da una moto all’altra non è così facile. Inoltre l’anno di stop può influire. Lorenzo è fortissimo, però nessuno di noi ha la bacchetta magica per dire che può arrivare e battere Marquez”.   

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