MotoGP, Dovizioso: "Questo non è un ritiro ma non ho un piano B per il futuro"

"Anche se vincessi il titolo, non farei un passo indietro con la Ducati. Ho preso la decisione migliore per me, non sono arrabbiato né incattivito"

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La prima impressione parlando con Dovizioso dopo la sua decisione di lasciare Ducati a fine anno è che si sia tolto un peso dalle spalle. Sembra rilassato, quasi contento, come se avesse fatto un passo che meditava da tempo e ora la tensione si svanita.

So che mi farete molte domande su questa mia decisione, ma non è il momento di entrare troppo nei dettagli - avverte Andrea - Posso solo dire che la cosa migliore per me era decidere oggi per concentrarmi solamente sulle gara. Non voglio entrare ora nei dettagli, ci sarà tempo per farlo, perché non voglio creare tensione nel box, non è quello che serve”.

Cosa hai provato quando hai comunicato la tua scelta?

È stato un mix di diverse sensazioni, penso che sia normale. Abbiamo avuto la fortuna di vivere dei momenti memorabili e fantastici, bisogna guardare a tutta la storia, anche se spesso ci si dimentica in fretta di quello che è stato fatto. Ci sono state tante litigate, ma anche molte gioia e soddisfazione. Ho incontrato tante persone stupende, ci sono stati tanti aspetti positivi”.

Stai già pensando al futuro?

Questo non è un ritiro, io voglio correre. Però certe decisioni si prendono in base alla situazione che si ha davanti”.

Per continuare serve una moto…

C’è questo piccolo problema (ride) Però questa era la decisione migliore per me, a prescindere dalle opzioni che potrò avere. Non ho un piano B, so che in questo momento non c’è un posto dove andare, ma le cose nel nostro sport possono cambiare in fretta”.

Stai valutando la possibilità di prenderti un anno sabbatico o di continuare in un altro ruolo, come quello di collaudatore?

Al momento non ho nessuna idea. Come ho detto, la mia decisione non è collegata al mio futuro, è semplicemente quella giusta per me. Quando ti trovi in determinate situazioni, non ha senso continuare in quel modo, per me era giusto fare questa scelta perché c’è una stagione ancora tutta da scrivere e il campionato è aperto. Non so cosa succederà ma non sono preoccupato”.

Non hai mai pensato di smettere?

Io ho la stessa voglia di correre degli ultimi anni e se arriverà una proposta interessante la valuterò. Dopo gli ottimi risultati degli ultimi anni so cosa voglio e posso fare, inoltre, per fortuna, non devo trovare un lavoro a tutti i costi per il prossimo anno. Sono rilassato perché so cosa voglio, altrimenti avrei accettato una proposta anche non ottima da Ducati, ma non era questa la mia intenzione. Non mi interessa correre tanto per farlo, voglio trovarmi in una determinata situazione. Non devo andare in moto a tutti i costi, ho molte altre passione e cose che vorrei fare. So cosa posso fare in MotoGP e cosa voglio”.

Mettiamo che vincessi il titolo, potresti tornare sui tuoi passi con Ducati?

Se riuscissi a vincerlo sarebbe bellissimo, ma non farei comunque un passo indietro. Questo lo escludo”.

Questo addio anticipato influirà su questa stagione?

Non ci sarà nessun problema, potrò concentrarmi solo sulle gare e non sui rapporti con gli ingegneri e i capi”.

Hai parlato con Dall’Igna?

Certo, di lavoro, siamo professionisti. Non ci facciamo dispetti, lavoriamo per ottenere il migliore risultato possibile”.

Però ieri hai detto che sarebbe stato lui a decidere il tuo futuro.

Forse non mi sono spiegato, volevo dire che è Gigi a decidere il futuro della Ducati, il mio lo decido io.

Domenicali ti ha chiamato?

No, ma nel fine settimana di gara io sono fuori dal mondo. Ci sarà il momento per farlo”.

Quando hai deciso l’addio?

“In queste cose non c’è un momento preciso, è come quando lasci una ragazza (ride). In 8 anni sono accadute molte cose, alcune positive e altre negative, poi arriva il momento in cui decidi. Sapete che non prendo quasi mai decisioni di pancia”.

La lunga pausa ha influito?

Logicamente stare a casa per mesi, senza la solita routine, ti fa vedere alcuni dettagli e situazioni in modo un po’ diverso, ma non è stato quello stop a condizionare la mia scelta”.

Stoner ha scritto che Ducati dovrebbe ascoltare di più i suoi piloti, sono quelli che fanno i risultati.

Come ho detto, non voglio creare inutili tensioni in questo momento”.

Cosa significherà toglierti la divisa rossa a fine anno?

Anche di questo non parlo. Non dimentico che io e la Ducati, dal secondo anno in poi, abbiamo risalito la china insieme, abbiamo passato momenti di sofferenza ma poi siamo arrivati in cima. Nelle ultime stagioni  ci siamo giocati il campionato, cosa che altri piloti e Case non sono riusciti a fare. Non voglio mettermi a sparare a zero, non sono né arrabbiato né incattivito in questo momento. L’importante è sapere cosa si vuole, poi ognuno ha il suo pensiero. È ora di guardare avanti”.

Ti senti più sereno?

È sempre meglio essere concentrati su una sola cosa. Già in passato avevo mostrato di saper gestire certe situazioni ma sono umano, qualche ripercussione c’è sempre”.

Domani c’è la gara, la vincerai?

Avrò delle possibilità di riuscirci, ma sarà diverso rispetto al passato. Dovrà studiare una buona  strategia, perché Pol Espargarò ha fatto vedere un passo incredibile e anche Rins  si giocherà la vittoria. Poi ci sono piloti molto veloci, come quelli Yamaha e Miller, non so se potranno reggere fino alla fine ma potranno creare confusione. Bisognerà essere pronti”.

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