Trentino Alto-Adige e motociclisti. Perché non siamo più i benvenuti?

Dal paradiso, all'inferno per i bikers. In tre giorni le Forze dell'Ordine hanno rilevato 120 contravvenzioni

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Qual è il posto più bello al Mondo, dove girare in moto in estate? Non ci sono dubbi, il Trentino-Alto Adige! Asfalti perfetti, chilometri di curve, salite e discese, il paradiso di ogni biker, non c'è nemmeno da parlarne. Se poi guardiamo alla zona delle Dolomiti, il quadro è completo. Da primavera inoltrata, fino all'inizio dell'autunno, questo posto è magico per noi amanti delle due ruote. Ora però, il paradiso, sta diventando inferno. Perché?

Forze dell'Ordine all'attacco!

Carabinieri, Polizia Stradale e Polizia Locale stanno facendo di tutto per far rispettare le regole del Codice della Strada. Nello scorso week-end sono stati fermati e multati più di 120 motociclisti (e questo fine settimana si replica!). A conti fatti, si conta dunque un +50% di verbali. Le principali infrazioni? Eccesso di velocità e scarichi che “non passano la fonometrica”. Le numerose segnalazioni dei cittadini hanno portato ad un aumento dei controlli. Il comunicato della Questura di Trento parla chiaro: “...particolare riferimento ai motocicli, sono mirati anche alla repressione dei rumori molesti. L'obiettivo è in particolare quello di identificare i veicoli che hanno subito modifiche illegali”. Motoclista avvisato...

Quante proposte “negative” e restrizioni

I motociclisti sono nel mirino delle amministrazioni locali. Si è iniziato a parlare subito dopo la primavera di pedaggi e divieti sui passi dolomitici, a fine luglio sono arrivati i “60 Km/h di velocità massima” per le sole moto (leggi dove), infine, sempre alla fine del mese scorso, la “dichiarazione di guerra” agli scarichi fuorilegge con i rilevamenti fonometrici. Insomma, i motociclisti non sono più solo nel mirino, ma sono sotto attacco!

Autoanalisi, ma se continuano così...

Poche storie ragazzi: la Legge, è Legge, e come tale, va rispettata. Non è bello essere multati, ma dobbiamo farci una “autoanalisi”. I limiti di velocità non devono essere superati. Gli scarichi, devono essere originali o aftermarket omologati. Superare i limiti alza le probabilità di fare incidenti, ci rimettiamo noi e qualche povero disgraziato che si trova a passare da lì. Gli scarichi aperti, rompono le palle e danno fastidio. E' dunque giusto sanzionare chi corre in strada e chi fa rumore, punto. A tutti (ehm...) piace la velocità ed il sound del motore, anche a noi di GPOne, appassionati come voi, ma le regole (che ci piacciano o no), sono fatte per essere rispettate.

Turismo non gradito?

Altro discorso è mettere dei limiti di velocità per le sole moto, una cosa più che discriminatoria. Questo non è corretto, anche se, bisognerebbe passare nei punti dove ci sono i limiti, per vedere quali sono i punti incriminati. C'è però da fare una considerazione. Il mototurismo, per il Trentino-Alto Adige, è linfa vitale. Portiamo loro milioni di euro, dalla benzina agli alberghi, passando per i ristoranti e tutto ciò che ci gira intorno. Questo “terrore psicologico” non aiuta. La paura di essere continuamente oggetto di controlli, non ti fa sentire libero di goderti le ferie, che sono la base della libertà, proprio come la nostra amata due ruote.

Cosa fare dunque? Si può andare in Trentino-Alto Adige e si rispettano le regole (tanto se si è in regola e ti fermano, non succede nulla), oppure si va a portare i nostri quattrini altrove. Il mototurimo non è gradito? Non è vero, i cartelli "benvenuti bikers" (peccato che siano sempre in tedesco!) sono ovunque. Certo che, le Alpi sono tanto grandi (pensiamo ad esempio alla Valle d'Aosta), senza scordarci che anche gli Appenini offrono di tutto. Voi cosa ne pensate?

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