MotoGP, P. Espargarò: "Pentito di lasciare KTM per Honda? Lo saprò a fine 2021"

"E' vero che sono stati in difficoltà, ma è anche vero che mancava Marquez, cioè il migliore. Le Michelin? Abbiamo vinto e c'è chi dice che sono le gomme, altri il motore. Nessuno che parli dei piloti"  

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Pol Espargarò ha vissuto una vigilia del Gran Premio d'Austria decisamente amara. Da un lato c'è stata la vittoria di KTM a Brno per mano di Brad Binder, che senza dubbio ha regalato entusiasmo e fiducia alla squadra, ma dall'altro c'è anche la delusione di non essere stato il pilota a portare al primo trionfo della sua storia in MotoGP la Casa austriaca. Nel mezzo ci sono poi le chiacchiere degli altri piloti, di chi ha mal digerito l'arrivo del nuovo che avanza sotto forma di una moto arancione che tutti si aspettavano più veloce rispetto al 2019, ma non fino a questo punto. 

Perché la realtà è che quanto visto a Brno, rappresenta la concreta conferma di quanto a Jerez si era solo intravisto e cioè che la KTM è davvero giunta nel ristretto novero di moto che possono considerarsi le migliori del lotto, le moto vincenti. E se c'è una cosa che sembra davvero aver infastidito Pol Espargarò nei giorni successivi a Brno è che alcni indicano le gomme Michelin, altri indicano il nuovo telaio ed altri ancora il grande lavoro di Pedrosa, nel tentativo di trovare la vera chiave di questa competitività. Ma sembrano quasi tutti dimenticare i piloti che in pista ci stanno correndo e stanno andando semplicemente fortissimo, come lo stesso Pol, Brad Binder e Miguel Oliveira. 

"Alla fine, siamo stati semplicemente più veloce di tutti - ha spiegato Espargarò riguardo la vittoria a Brno -  quando vince la Yamaha, non si lamenta per la velocità massima. Quando Ducati vince, non si lamenta della mancanza di grip al posteriore. La nostra moto è fantastica adesso ed è divertente, perché significa che stiamo lavorando tutti molto bene. Magari dipende anche da noi piloti che stiamo facendo un buon lavoro, no? Non conta solo la moto in questo sport, se fosse così non avrebbe vinto Quartararo in Spagna, ma gli ingegneri Yamaha. Se avesse vinto Dovizioso, avrebbe vinto un ingegnere Ducati? E quando vince Marquez con la Honda? E' lui oppure la moto? Però si parla solo di lui. Quando vincono loro, è perché i piloti sono tutti bravi e veloci. Se invece vince la KTM, lo fa solo perché la moto è veloce. I piloti sono veloci, la moto funziona bene e questo è tutto, per me è molto semplice". 

Riesci ad individuare un singolo aspetto in cui questa KTM è oggettivamente un passo avanti rispetto alla precedente?

"Non riesco a trovare una singola cosa. Non c’è stata una modifica che abbiamo fatto che ci ha fatto dire ‘ci siamo, adesso siamo vincenti’. Come pure il nostro motore non è incredibilmente più veloce di quanto non fosse già nel 2019. L’anno scorso abbiamo lavorato molto sull’elettronica, il nostro motore è oggettivamente più potente. Il telaio anche ci ha dato più continuità. Ma in realtà non c’è stato nessun cambiamento che da solo potesse mutare i valori in campo, quanto piuttosto una serie di modifiche tutte indovinate. Magari in Repubblica Ceca le condizioni meteo e della pista erano più adatte alle nostre necessità, più che per gli altri".

Col senno di poi è facile ragionare, ma sei preoccupato per il futuro? La Honda ha sofferto tanto, mentre la KTM volava a Brno. Qualche ripensamento?

"Te lo dirò l’anno prossimo, a fine anno. Non ne ho idea adesso. Marc non è stato a Brno, quindi mancava il migliore pilota Honda in pista. Difficile da dire, adesso sono felice che la KTM stia funzionando bene, ma l’anno prossimo sarà un’altra storia. Vedremo cosa accadrà, per adesso sono felice di come sta andando in questa stagione". 

L'Austria dirà tanto su quale possa essere realmente la vostra competitività fino alla fine del mondiale. 

"Vedremo in queste gare come andrà, ma solo a fine campionato capiremo quale è davvero il nostro livello. Non ha senso dire adesso che la KTM è la migliore moto in griglia solo per come siamo andati a Brno. Se riusciremo a ripetere quelle prestazioni ogni fine settimana fino a fine stagione, allora sarò d’accordo anche io a dire che la nostra è la migliore moto in pista. Ma per adesso preferisco andarci piano e vedere cosa succede".

La vittoria ha però modificato le aspettative. Adesso si punta in alto, è diventato un obbligo quasi. 

"Di certo la motivazione adesso è alle stelle. Vedere vincere KTM a Brno è una spinta incredibile, anche perché eravamo molto veloci anche io e Miguel. Questo porta la KTM a spingere ancora. Le gomme sono le stesse per tutti, hanno la stessa carcassa e le stesse mescole per tutti i Costruttori. In MotoGP funziona così, semplicemente adesso le stiamo sfruttando meglio degli altri piloti, la nostra elettronica funziona meglio, esattamente come accadeva ai nostri rivali quando in passato erano più veloci di noi. In MotoGP si corre così e noi siamo semplicemente stati più veloci per tutto il fine settimana". 

I test privati vi hanno aiutato, li avete sfruttati bene. 

"Noi abbiamo le concessioni, possiamo più fare più test e ne approfittiamo. Non c’è molto da dire secondo me, sono semplicemente le regole. Aprilia ha le stesse possibilità, ma non le usa allo stesso modo. Noi usiamo quello che possiamo, le regole sono queste". 

Ti preoccupa l'idea di correre un GP bagnato, oppure magari ripensi a Valencia nel 2018?

"Difficile prevedere qualcosa riguardo il meteo, ma almeno correremo tutti nelle stesse condizioni. Penso che potremo essere veloci sia con l’asciutto che sotto la pioggia, quindi non sono preoccupato. In realtà non vedo l’ora di correre questo fine settimana".

 

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