MotoGP, Michele Pirro: “Il Mondiale di Dovizioso e Ducati non è finito qua”

L’INTERVISTA “Zarco e Bagnaia sono più avvantaggiati perché hanno meno esperienza con la Ducati. KTM? Non mi ha sorpreso, arrivano alle gare con 15 giorni in più di test rispetto a noi”  

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Pecco Bagnaia non ci sarà al Red Bull Ring e di conseguenza toccherà a Michele Pirro raccogliere il testimone del pilota piemontese in sella alla Ducati del team Pramac. In una stagione in cui le wildcard non sono state permesse, il collaudatore pugliese avrà comunque l’occasione per concedersi due apparizioni nel Motomondiale.

A poche ore dalla partenza per l’Austria siamo quindi riusciti a intercettarlo telefonicamente per farci raccontare le sensazioni della vigilia, ma soprattutto questa Ducati che sta faticando non poco nel confronto con Yamaha e ora pure KTM.

“Ormai ci siamo – ha esordito Michele – mi dispiace tanto per l’infortunio di Pecco, giunto in un momento importante della sua avventura in Ducati, ma lo aspetto presto in pista. Io andrò in Austria per cercare di dare il massimo, ma soprattutto capire l’attuale situazione legate alle gomme di cui tanto si parla”.

Michele, prima di parlare di gomme, ti chiedo se hai visto il meteo? È prevista pioggia. Magari può uscire un weekend come Valencia, quando arrivasti al quarto posto.

“Magari (sorride)! Le gare con la pioggia sono comunque un punto interrogativo per tutti. Basta poco per sbagliare e finire a terra”.

Hai accennato alle gomme. Come mai la Ducati sta faticando così tanto. O meglio, come mai le Rosse ufficiali stanno soffrendo in questo modo?  

“La questione è molto semplice, è come se fossimo di fronte a un passaggio di pneumatici tipo da Bridgestone a Michelin. Soltanto che in questo caso si tratta dello stesso fornitore, ovvero Michelin con Michelin. Purtroppo la nuova gomma cambia le dinamiche della moto e non c’è nulla da fare. C’è poi un altro aspetto”.

Quale?

Dopo il lockdown la KTM ha provato tre giorni a Misano, sei a Brno e altrettanti al Red Bull Ring ed è normale che siano avvantaggiati. Io ho girato un solo giorno a Misano. Tra l’altro, se consideriamo l’ultima gara, è lampante il fatto di quanto incida la gomma, dato che tra il giro migliore e quello peggiore ci sono ben tre secondi di differenza, mentre in un contesto classico solo mezzo secondo. In virtù di questi numeri ci siamo già dati tutte le risposte”.

Zarco però ha portato la Ducati sul podio domenica.

“Certo , è stato bravo! Zarco però non ha mai guidato la Ducati prima di quest’anno, a differenza di un pilota come Dovi che ha un proprio storico con la Desmosedici alle spalle. È quindi normale che Andrea sia spiazzato, mentre Johann abbia più facilità partendo da zero con una nuova moto”.

E Bagnaia invece? Senza il problema di Jerez 2 pure lui sarebbe arrivato sul  podio.

“Hai ragione anche su questo punto! Nella precedente stagione Pecco ha sofferto molto il grip, ma lui ha guidato la Ducati un solo anno. Per un pilota come Dovi, che guida la Rossa da tanti anni con una certa impostazione, è più complicato fargli cambiare lo stile rispetto a un giovane come Pecco. Purtroppo, noi come Ducati, non abbiamo avuto tempo di intervenire e apportare modifiche sulla moto in merito a queste gomme. Ma a parte ciò, era chiaro fin dal primo test di Sepang che le moto con i quattro cilindri in linea tipo Yamaha e Suzuki fossero favorite con le attuali Michelin”.

Nei test di Losail, però, sembra che Ducati avesse trovato la giusta strada.  

“In Qatar eravamo più o meno tutti sullo stesso livello, adesso invece KTM arriva alle gare con 15 giorni di vantaggio perché ha svolto i test”.

In questa situazione cosa può fare un collaudatore come Michele Pirro? Alla fine sei l’unico che può girare fuori dal contesto gara.

“Io posso metterci tutto l’impegno necessario ed è quello che farò. Il fatto è che KTM, ad ogni uscita, scende in pista con ben 4-5 moto. Hanno quindi la possibilità di provare molto di più rispetto a me che sono solo. Di sicuro dobbiamo cercare di impegnarci per risolvere la situazione, anche se dentro di me ho la consapevolezza che ce la faremo, dato che abbiamo il potenziale”.

Arrivati a questo punto credi che Dovi debba dimenticarsi lo stile adottato negli ultimi anni in Ducati?

“Andrea non deve certo dimenticarsi di come si guida la Ducati, semmai tocca a noi aiutarlo cambiando le geometrie della moto. Lui dovrà fare un passo e lo stesso discorso vale per la Ducati nei suoi confronti. Non possiamo certo permetterci di lasciarlo solo in questo momento”.

Il fatto è che il tempo incalza.

“In Austria KTM arriverà sicuramente favorita, dato che hanno fatto sei giorni di test. Noi dovremo lavorare e essere forti”.

Michele, non voglio mettere il dito nella piaga. Marquez però le ha capite queste gomme facendo le varie comparative tra la Honda vecchia e quella nuova a Losail.

“Di cosa parliamo? Marc è un fenomeno. Ti faccio però una domanda senza volere lanciare provocazioni: le altre Honda dove sono”.

Molto indietro.

“Ecco. Detto ciò, noi come Ducati faremo un test a Misano dopo la seconda gara e cercherò di fare qualcosa per ovviare al problema e cercare una soluzione”.

Michele, dopo quanto visto negli ultimi anni, la stagione di Ducati e Dovizioso non può però essere compromessa dopo tre gare.

“No, non è finita così! Io penso che in Austria torneremo competitivi e in lotta per il Mondiale. Non sarà facile, ma allo stesso tempo tutte le volte che abbiamo trovato degli ostacoli li abbiamo sempre superati insieme e con il lavoro. Nei test di Misano dello scorso giugno la moto non si comportava male e in pista con come c’erano anche le KTM, che non ci hanno certo surclassato. A Brno la differenza l’hanno fatta soltanto le gomme”.

A questo punto, chi è il favorito per il titolo?

“Quartararo è quello più accreditato, ma in Austria abbiamo l’obbligo di tirare fuori dal cilindro due belle gare”.

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