MotoGP, La Red Bull dice “33” e festeggia con Binder e Verstappen

Confronto ed analogie tra le gare di Brno e di Silverstone. Quartararo ed Hamilton sono i leader sconfitti, Rossi e Leclerc emozionano ogni volta come la prima e Dovizioso somiglia sempre di più a Vettel

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Quello che ci siamo appena messi alle spalle è stato un weekend, motoristicamente parlando, molto spavaldo. Tralasciando le innumerevoli gare di un po’ tutte le categorie e di tutti i campionati, con la SBK e la SSP a Portimao, il MotoAmerica a Pittsburgh, il BSB a Donington Park e la Formula E a Berlino, i due eventi clou sono stati sicuramente la MotoGP, di scena dal tracciato ceco di Brno, e il secondo GP consecutivo nella storica Silverstone per la Formula 1, che ha colto l’occasione per festeggiare i suoi 70 anni in attesa della millesima gara che si svolgerà al Mugello. 

Verstappen è la "Nonna veloce", Binder "sfrutta" Pedrosa

MotoGP e Formula 1, così diverse ma così, in un weekend in cui hanno corso entrambe, intrinsecamente legate. I 21 giri di Brno, pista come dicono quelli studiati “very demanding” per i prototipi della MotoGP a causa di un asfalto ormai quasi completamente consumato e pieno di buche, ci hanno regalato una lunga serie di prime volte: il primo podio di Morbidelli in top class, quello del team Avintia dopo 8 anni di mondiale, ma soprattutto la vittoria della KTM, arrivata con il debuttante Brad Binder. 

Quasi 1600km a nord ovest di Brno, tra Brackley Hatch e Whittlebury, i 52 giri della pista di Silverstone non hanno consacrato nuovi vincitori o debuttanti a podio, visto che ad ottenere il successo nel quinto appuntamento della stagione F1 è stato Max Verstappen, alla sua nona gioia nel mondiale. Super Max “in sella”, come diremmo se si trattasse di una moto, alla sua Red Bull ha regolato la coppia Mercedes, che era parsa pressoché imbattibile prima di ieri pomeriggio. 

Quelli del belga in F1 e del sudafricano in MotoGP, dunque, sono stati due successi inaspettati, ottenuti grazie a due piccoli miracoli sportivi che hanno molto in comune a partire dal numero da gara, il 33 per entrambi. I piloti, oltre al numero, condividono anche il brand, per così dire, visto il legame lampante e dichiarato tra KTM e Red Bull, si sponsor di entrambi, ma anche, per entrambi, molto di più.

Oltre a sponsor e numero, però, sorprende anche il modo in cui queste vittorie sono arrivate: sia Binder che Verstappen hanno avuto la meglio sui concorrenti grazie ad una incredibile gestione della gomma. Verstappen quest’oggi a Silverstone si è guadagnato il soprannome di “Nonna Veloce” per la dolcezza concreta con la quale ha trattato le sue hard dal primo al 27° giro, non mostrando nessun tipo di usura e anzi, migliorando i suoi tempi in relazione allo smaltimento della benzina a bordo della sua vettura. Quando gli altri soffrivano Max volava e così è riuscito a prendersi lo spazio necessario per poter fare il pit stop, uscire davanti a Hamilton e rimanere dietro a Bottas per solo qualche curva prima di passarlo per poi ricostruire il margine con il quale si è potuto assicurare un tranquillo secondo pit stop e vincere la gara in relativa scioltezza. 

Binder, dal canto suo, ha sfruttato la mole di dati arrivata dal test team di Dani Pedrosa e ha montato la gomma media in gara sfruttandola al meglio, senza problemi, e regalandoci anche qualche traverso nelle ultime curve. La KTM questo fine settimana ha lavorato sui dettagli e la quantità di dati in possesso degli ingegneri di Mattighofen sarà probabilmente ancora maggiore il prossimo weekend a Spielberg, giardino di Casa della Red Bull. Quale miglior posto per ripetersi?

Oltre ai vincitori “Red Bull” con il numero 33, c'è stato anche un altro pilota vittorioso con lo stesso numero: è Enea Bastianini che con il successo di Brno si è preso la testa della classifica mondiale Moto2. Per Enea quella di ieri è stata la seconda vittoria consecutiva, una vittoria di forza su un Alex Lowes che nei giorni precedenti era sembrato più in forma sul passo gara. Ora per Carlo Pernat, manager di Bastianini è il momento di capitalizzare il "potere contrattuale", guadagnato da questa bella striscia di risultati. Per Enea c'è sicuramente Ducati alla finestra con il team Pramac o Avintia nel caso in cui Zarco si sposti da Paolo Campinoti, ma se fossero KTM ed un bel contratto di sponsorizzazione con Red Bull le strade da seguire dopo gli intrecci di questo weekend? In Moto3, per sfortuna non c'è nessun pilota con il 33, siamo sicuri che avrebbe vinto a mani basse il GP al posto di Dennis Foggia. Ovviamente, Carlo e Dennis, si scherza. 

Quartararo e Hamilton: leader sconfitti, ma il bicchiere è mezzo pieno

La coppia Mercedes è stata tradita dal blistering al posteriore, cosa che difficilmente si era vista negli ultimi tempi sulla perfetta W11. Hamilton, in un team radio con il suo box, non si capacitava del ritmo di Verstappen ipotizzando una diversa pressione degli pneumatici o qualche altro trucco messo in campo dalla Red Bull in un periodo dove, nel Circus, le lotte politiche e regolamentari sono all’ordine del giorno. Le difficoltà del team di Toto Wolff si sono rispecchiate anche in MotoGP per un pilota che al momento ricopre lo stesso ruolo di Hamilton nella top class a due ruote ed il cui team, guarda caso, proprio come quello del 6 volte campione del mondo, è sponsorizzato e collabora con Petronas: parliamo ovviamente di Fabio Quartararo.

Quartararo ed Hamilton, re delle rispettive classifiche (+ 17 da Vinales e +30 su Verstappen) hanno dovuto lottare in gara con problemi di guidabilità dovuti all’instabilità delle proprie gomme e hanno chiuso la corsa in una posizione che non si sarebbero aspettati. Entrambi, però, hanno la possibilità di guardare il bicchiere mezzo pieno vista la posizione di quelli che fino a ieri erano i più diretti concorrenti: Dovizioso e Bottas. 

Rossi e Leclerc: intense emozioni

Analogia anche tra Rossi e Leclerc, curiosamente amici di videogame proprio come Hamilton e Quartararo. Il 9 volte campione del mondo ed il predestinato della Ferrari si sono resi protagonisti di una gara solida, in rimonta e senza sbavature, che ha fatto ancora una volta di più sognare i tifosi che li seguono da tutto il mondo.

Charles ha chiuso in una insperata quarta posizione, esultando a fine gara come se quella gara l’avessa vinta - “è stato un po’ triste esultare per un quarto posto”  - ha poi dichiarato, fatto sta che con questa Ferrari anche il solo arrivare a punti sembra un’impresa. Il Dottore, invece, non ha sfiorato il podio come Leclerc ma lo ha guardato dalla quinta posizione, alle spalle di Alex Rins e ancora una volta di più ha dimostrato come a 41 primavere la sua competitività sia ancora intatta e di un certo livello. Forse quest’anno nessuno dei due riuscirà a vincere una gara, ma le emozioni che trasmettono in pista (da segnalare un sorpasso ai limiti dell’impossibile di Leclerc su Norris) sono davvero da primi della classe. 

La Rossa e le Rosse: la parabola discendente di Vettel e l'animo triste di Dovi

Ultima similitidine tra il mondo a due e quello a quattro ruote, putroppo, è per le Rosse Ferrari e Ducati, ma più in particolare tra Vettel e Dovizioso. Partendo dal punto di vista tecnico entrambe le Case ed entrambi i team stanno pagando qualcosa rispetto alle scorse stagioni. La Ferrari sta vivendo un vero annus horribilis causato dai problemi e dalle fatiche nel trovare l'assetto giusto su una vettura concepita, dal punto di vista aerodinamico, attorno ad una Power Unit che, anche se segretamente, è stata dichiarata illegale dalla FIA e quindi sostituita. In MotoGP la Ducati ha gli stessi problemi della Casa di Maranello traslati però attorno ai nuovi pneumatici Michelin. Dovizioso non sa più dove sbattere la testa, proprio come Vettel che però, almeno, conosce già il suo futuro per il 2021. Il tedesco, quattro volte camione del mondo sarà fuori dalla Ferrari, il forlivese, invece, è nel pieno di un tira e molla con Ducati per il rinnovo del contratto e visti i toni e le dichiarazioni di questi giorni, al momento, non filtra ottimismo. 

La Red Bull dice “33” con Binder e Verstappen, i leader Quartararo e Hamilton escono mezzi sconfitti, Rossi e Leclerc fonti inesauribili di talento ed emozione e le Rosse non trovano la quadra con un Dovizioso sempre più vicino a Vettel, almeno come stato d’animo.
Insomma, la stagione è compressa e anche il prossimo weekend MotoGP e Formula 1 scenderanno in pista ad un’ora di distanza l’una dall’altra da Spielberg e da Barcellona. Non vi mancano i lunghi weekend del lockdown con le gare virtuali? A noi no di certo. 

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