MotoGP, Beirer: "Il segreto: la moto è migliorata, i piloti sono di buon umore"

Pit Beirer: "Dopo il warm up di Pol Espargarò avevo detto: è ora di farlo! Binder è simpatico e si diverte a guidare". Leitner: "senza la caduta di Pol avremmo potuto finire primi e secondi"

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L’immagine del Direttore Motorsport di KTM, Pit Beirer, da l’idea di quanto dura sia competere ai massimi livelli del motociclismo.

L’ex vicecampione del mondo 1999 di motocross 250 cc è infatti rimasto paralizzato dalla sesta vertebra toracica in giù nel 2003, mentre gareggiava in Bulgaria, sulla pista di Sevlievo. A capo del Motorsport di KTM, Husky e GasGas ha sotto di sé 58 piloti e 460 membri del team.

Prendere le decisioni, per lui, non è facile, ma il recente divorzio con Johann Zarco, la decisione di portare Brad Binder in MotoGP e l’arrivo di Danilo Petrucci, per non parlare dell’ingaggio di Dani Pedrosa come collaudatore fanno capire quanto abbia la idee chiare.

Per questo Beirer, già nella rotta di avvicinamento al GP di Brno aveva capito che nel GP della Repubblica Ceca c’era la possibilità di portare per la prima volta sul podio la KTM, ed infatti dopo il warm up, avuta la conferma del giro veloce e del passo di Pol Espargarò aveva spronato la squadra con un secco: “E’ ora di farlo!”.

Così finalmente la KTM, capace di tenere in scacco la Honda nel rally Parigi-Dakar per 18 anni oggi è arrivata alla vittoria nella classe regina esattamente quattro anni e 285 giorni dopo il primo shake-down della KTM RC16 allo Spielberg, nell'ottobre del 2016.

“Al momento, sono naturalmente a corto di parole - ha detto emozionato Pit Beirer durante la prima intervista con ServusTV - volevamo tanto questo successo, e abbiamo lottato duramente per ottenerlo. Il nostro obiettivo era quello di salire finalmente sul podio in una gara asciutta. Il fatto che questo si sia trasformato in una vittoria è assolutamente pazzesco. E' stato possibile perché la nuova moto è migliorata, ed i piloti sono di buon umore. Sapevamo che poteva funzionare, ma l'ultima volta che l'abbiamo fatto è stato due settimane fa a Jerez e le cose sono andate male. Oggi è stato bello! Un successo fantastico. E se ci siamo riusciti su questa pista accidentata e con poca aderenza, la nostra moto dovrebbe funzionare anche su altre piste.

Sapevamo di avere una moto migliore per quest'anno e questo non è successo per caso: è stato tutto quello che abbiamo imparato negli ultimi anni. Con Dani Pedrosa, Mika Kallio e il team di test abbiamo lavorato e sviluppato per oltre un anno intero per avere questa moto. Alla fine della giornata c'è bisogno di un pilota fantastico per mettere la moto sul gradino più alto e Brad lo ha fatto oggi, e con lo stesso stile che ha vinto per noi in Moto3 e Moto2. E' un sentimento incredibile e ora ci baseremo su questo risultato. D'altra parte, voglio ringraziare Pol Espargaro perché anche lui - insieme alla sua squadra - ha portato ogni pezzo del puzzle per portare questo progetto al top. Oggi è il risultato di un fantastico lavoro di squadra: a casa a Munderfing e Mattighofen, attraverso il team di prova e una grande squadra in pista".

Piace a tutti, nel team Brad Binder, è il motivo è semplice: “E’ un ragazzo disinvolto e divertente e porta la sua allegria anche quando è alla guida”, ha detto Pit Beirer.

Sono un bel gruppo, i ragazzi della KTM e fra di loro c’è una vecchia conoscenza: Mike Leitner, ex pilota nella 125 dal 1985 al 1989, e poi tecnico delle sospensioni nel team HB-Honda di Dieter Stappert, vicecampione del mondo della 250 con Rald Waldmann e poi al fianco anche del nostro Stefano Perugini.

"Sono senza parole - ha esultato Mike Leitner - Credo che senza la caduta di Pol avremmo potuto finire primi e secondi oggi. Non si dovrebbe essere arroganti, ma questo è la verità. Sono felicissimo per Brad, per tutta la squadra, per KTM e Red Bull. Abbiamo investito così tante energie in questo progetto negli ultimi quattro anni. Questo ci ripaga”.

Grazie Guenther Wiesinger per le info storiche

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