MotoGP, Rossi: "Non è il team Petronas a fare la differenza ma i suoi piloti"

"Speravo in una terza fila, adesso sarà difficile, servirà anche un po' di culo. I problemi Ducati? A volte con una nuova moto si perde la magia, in Yamaha è capitato spesso"

Share


Il 10° posto in qualifica è il peggior risultato di Valentino Rossi a Brno nella sua carriera pluriventannale carriera. Prima di oggi, non era mai partito oltre la 7ª casella e il risultato del pomeriggio è stata una sorta di doccia fredda, perché al mattino era entrato agevolmente in Q2.

Oggi ho provato diverse sensazioni - ha spiegato il Dottore - Specialmente al mattino ero stato molto veloce, mi sentivo bene sulla moto e con le gomme. Poi, nel pomeriggio, le temperature si sono alzate, sull’asfalto c’erano 10° in più rispetto a ieri, e sfortunatamente ho iniziato a faticare. Ho continuato a usare la mescola media per la gomma anteriore, ma era troppo soffice con quel caldo”.

Facile fare 2 più 2.

La decima posizione in partenza è una brutta notizia - la conclusione -Il mio passo è buono, ma ci sono tanti piloti veloci e sarà difficile gestire lo pneumatico posteriore. Sinceramente speravo in una terza fila, ora bisognerà fare tutto alla perfezione… e avere anche un po’ di culo!”.

Per arrivare dove?

Il podio lo vedo difficile - ha ammesso il Dottore - ma bisogna sempre provarci. L’importante sarà fare una buona partenza per riuscire a stare attaccati ai migliori, perché il passo per farlo ce l’ho”.

Però, ancora una volta, le due Yamaha del team Petronas sono davanti, in prima fila.

Se la vediamo così, non sarà male per me andare lì - ha riso - Scherzi a parte, in squadra lavorano delle brave persone, hanno uno sponsor con tanti soldi, che è importante, sono ben organizzati e Yamaha dà loro un grande supporto, quindi anche a livello di ingegneri non sono una squadra di secondo piano. Però oggi la differenza la hanno fatta i piloti, non penso che il team Petronas sia migliore di quello ufficiale, ma che Morbidelli e Quartararo abbiano guidato meglio. Tornando a me, ho parlato molto con Yamaha del mio desiderio di continuare e sono contenti, ho chiesto loro un buon supporto tecnico e so di andare in una squadra di primo livello”.

A proposito di team satellite, la prima fila ne è monopolizzata e il poleman, Zarco, guida addirittura una Ducati dello scorso anno.

“I tifosi francesi saranno contenti oggi, penso non sia mai successo loro di avere due piloti davanti a tutti in qualifica in MotoGP, probabilmente Fabio sta dando una grande motivazione a Johann” ha detto Valentino.

Poi ha parlato della situazione in Ducati: “a volte, quando gli ingegneri sviluppano la moto sul computer i dati dicono che è migliore, ma quando i piloti ci salgono hanno sensazioni peggiori. Lo so bene perché è successo molte volte in Yamaha negli scorsi anni, è un bene che accada anche agli altri, anche la nuova Honda mi sembra più difficile da guidare della precedente -  ha sorriso - Comunque non è mai bello quando succede,  è come se si perdesse la magia che avevi e la vecchia moto alla fine è migliore della nuova”.

La Yamaha, però, con la M1 2020 questa volta non ha sbagliato. Anche se c’è chi dà molto merito alle gomme.

“Lo nuovo pneumatico di Michelin è migliore di quello dello scorso anno, ha più grip e rende la moto più facile da guidare, ma mi aspettavo fosse così per tutti - ha spiegato Rossi - Secondo me, però, la differenza l’ha fatta Yamaha, dal giugno scorso ha cambiato molte persone al suo interno, perché nei due anni precedenti non c’erano stai miglioramenti. Hanno deciso di impegnarsi di più e ora la M1 è migliore, soffriamo ancora in velocità massima, ma ha un bel bilanciamento”.

Maverick Vinales: "Ho sbagliato strategia in qualifica, è colpa mia"

Se Valentino non è soddisfatto del suo 10° posto sullo schieramento, Vinales non è contento del 5°. Lo spagnolo si è trovato ad affrontare qualche problema inedito sulla Yamaha e non ha ancora trovato una soluzione.

Sarà una gara complicata - ha ammesso Maverick - Ho voluto provare una strategia diversa in qualifica, mi sentivo in un modo fantastico su una moto, sono rientrato ai box e non ho avuto più tempo per fare un altro giro. È stata colpa mia, la squadra non c’entra, ma è un peccato perché sarei potuto essere 2°.

Uno degli argomenti più gettonati è la tenuta degli pneumatici, ma lo spagnolo ha preferito glissare.

Due anni fa ho deciso di non parlare più delle gomme, abbiamo queste e bisogna capire come sfruttarle al massimo. Però in questi giorni la M1 si muoveva molto, non avevo mai avuto prima questo problema, e dobbiamo capire il perché, anche se in qualifica le cose sono tornate alla normalità. Sono comunque ottimista per la gara, l’obiettivo rimane quello di mettersi in testa il prima possibile.

Share

Articoli che potrebbero interessarti