MotoGP, Petrucci: "La nuova Michelin costringe a rimparare a guidare la Ducati"

"Si sono rimescolate le carte: solo KTM e Aprilia sono migliorate. La nuova gomma posteriore con il caldo è la causa dei nostri problemi e la Ducati non è costante. Vincere senza Marquez? gli infortuni fanno parte del gioco"

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È una Ducati ammaccata ed in difficoltà quella che esce di primi due round del weekend di Brno, il terzo della stagione dopo la doppietta spagnola di Jerez. Le ammaccature derivano dal forfait di Pecco Bagnaia, miglior pilota della Casa di Borgo Panigale in Andalusia prima dello stop del suo motore, finito in ospedale per la rottura della tibia. Le difficoltà sono, invece, tutte per Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci, rispettivamente 15° e 14° della combinata e che sono stati protagonisti di un pomeriggio da dimenticare. 

L’arrivo di questa nuova gomma posteriore ha mischiato le carte in tavola ci ha detto Danilo Petrucci al termine delle FP2 Non ci saremmo aspettati una differenza del genere, io sono su questa moto da anni e avevo imparato a guidarla in un certo modo, ora non è più possibile. In Qatar ho fatto una simulazione gara veloce, proprio come quella di questa mattina e in entrambe le occasioni non faceva caldo. Purtroppo, quest’anno anche 2 decimi fanno una gran differenza e la nostra moto in frenata non risponde in maniera costante e il comportamento cambia anche in rapporto alle condizioni del tracciato. Noi cerchiamo una costanza che in questo momento non c’è e per questo non riusciamo, con il team, a fare delle modifiche”. 

Danilo, nelle scorse stagioni la vostra moto era sempre sembrata la più completa al pari, se non meglio, della Honda di Marc Marquez. Quest’anno, invece, siete partiti un po’ al ribasso. L’avvicinarsi di altre Case come la KTM, non ti fa pensare che questa potrebbe essere l’ultima occasione per Borgo Panigale di portare a casa il mondiale?

“Sicuramente gli avversari si sono avvicinati e fare la differenza sta diventando difficile. Siamo all’inizio dello sviluppo di queste moto e solo KTM ed Aprilia sono andate avanti grazie alle concessioni. Da settembre potrebbero cambiare tante cose visto l’abbassarsi delle temperature, cosa che per noi è un bene, ora però non siamo nei primi 4 posti della griglia”. 

Il grande assente di questo weekend (e dei prossimi) sarà Marc Marquez che si è dovuto operare di nuovo dopo aver rotto, secondo quanto dichiarato da Alberto Piug, la placca in titanio che aveva nella spalla aprendo una finestra. Sempre Puig ha dichiarato che vincere un campionato senza Marquez vale meno. Sei d’accordo? Il titolo del 2020 ha un significato diverso?

“Questo è un campionato come un altro. Marquez si è fatto male ma siamo partiti tutti nella stessa condizione e gli infortuni fanno parte del gioco. Alberto può avere il suo punto di vista ma io non credo che il vincitore di questa stagione varrà meno del vincitore di qualsiasi altro campionato”.

Dovizioso è secondo nel mondiale da ormai 3 anni. Credi che arrivare in quella posizione quest’anno sarebbe ancor più demoralizzante per lui non essendoci Marquez al primo posto?

“I valori in campo non sono ancora ben definiti, fossi stato nei panni di Dovizioso negli scorsi anni mi sarebbe sempre bruciato arrivare secondo, spero che quest’anno possa lottare fino alla fine come nel 2017 e che magari vada meglio. Al momento Quartararo è veloce in tutte le condizioni e sembra difficile poterlo scalzare”. 

Che gara ti aspetti domenica? Le Yamaha hanno qualcosa in più?

“In questo momento Yamaha e Suzuki sono molto veloci, noi dobbiamo lavorare e non so che gara aspettarmi. Il degrado della gomma sarà la chiave della gara visto che già dopo 6 giri gli pneumatici calano molto, non oso immaginare dopo 20. Con il lavoro possiamo arrivare anche noi tra i migliori, stamattina credevo che sarei stato in lotta per il podio, oggi pomeriggio invece no”. 

Oggi un altro infortunio: quello di Pecco Bagnaia. A cosa sono dovute tutte queste cadute? Troppa voglia di fare dopo un periodo senza moto?

“C’è una competitività incredibile e anche un decimo di secondo ti può far avanzare di tante posizioni. Siamo al limite ed è per questo che stiamo vedendo tante cadute, oltre che le condizioni delle piste dove abbiamo corso visto che a Jerez faceva molto caldo e qui a Brno non rifanno l’asfalto da 12 anni ed è pieno di buche, è uno dei peggiori del campionato. Abbiamo tutti pochissimo grip e siamo molto lontani dai tempi che si facevano su questa pista qualche anno fa”. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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