MotoGP, Dovizioso: "Non sappiamo come guidare per sfruttare le nuove gomme"

"Le Michelin 2020 reagiscono in fretta e questo è il motivo dei 'pompaggi' che stiamo avendo tutti. Il morale? Sto bene, in questi anni ho imparato a dare importanza a solo quello che voglio"

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Andrea Dovizioso rincorre. Rincorre nella classifica combinata dei tempi del venerdì di Brno dalla 15° casella, rincorre in una classifica mondiale orfana di Marc Marquez, l’unico che negli ultimi tre anni lo ha separato dalla gioia del titolo e rincorre anche la “sua” Ducati, sia per motivi contrattuali che tecnici. La creatura di Borgo Panigale nelle ultime stagioni è sempre sembrata la moto di punta del campionato mentre quest’anno sembra pagare qualcosa rispetto alle concorrenti. Quali sono i motivi di questo ritardo?

“Valutare una moto è sempre difficile – ci ha detto Dovi al termine delle FP2 – e adesso è ancora troppo presto perché abbiamo corso solo in una pista, Jerez, con delle temperature improponibili e ora siamo a Brno dove le condizioni sono veramente complicate. La nuova gomma sicuramente ci sta condizionando e non è ancora chiaro il modo in cui guidare per farla funzionare al meglio. Non voglio puntare il dito su Michelin perché il cambiamento è uguale a tutti, ma negli ultimi 2 anni a qui a Brno in uscita acceleravo molto forte dopo aver rialzato la moto, ora sento di non aver l’uscita in mano”. 

Cosa di questo nuovo pneumatico infastidisce così tanto la Ducati?

“Le nuove Michelin hanno una carcassa più morbida delle precedenti, così reagiscono molto velocemente. Questo è il motivo dei 'pompaggi' che si stanno vedendo. La Ducati richiede uno scivolamento da inizio frenata fino a metà e ora non riusciamo a farlo. Per cambiare bisogna fare modifiche in tre settori: l’assetto, l’elettronica e lo stile del pilota in frenata e non sono cose immediate”. 

Dovi, sappiamo che il rinnovo del contratto con Ducati è ancora in fase di stallo. Qual è il tuo morale in questo momento?

“Il morale in questo momento non è basso, sto vivendo situazioni nuove e particolari, ho esperienza e ho imparato a dare importanza a solo quello che voglio. Non a tutto perché non si può mettere d’accordo tutti nella vita e non avendo questa intenzione cerco di concentrarmi su quello che è meglio per me. Tutto ci fa effetto perché siamo umani ma io cerco di dare importanza solo a quello che è importante e lamentarsi non serve a niente”. 

A Jerez ci avevi detto che Pecco Bagnaia riusciva a frenare meglio di te. Analizzando i dati sei riuscito a capire qualcosa in più?

“Ho una mia idea su questo. Lui nel 2019 frenava in un modo che non gli ha dato un vero beneficio in gara, la sua frenata non era corretta per le gomme dello scorso anno, mentre per questo 2020 ha dovuto modificare meno della sua guida rispetto a tutti gli altri. Queste gomme richiedono un modo di guidare diverso perché hanno più grip e la moto cerca di stare più dritta”. 

Com’è andata la tua giornata oggi?

“Non è andata male, sto frenando più forte rispetto a Jerez e posso essere più aggressivo. Sono preoccupato per il consumo delle gomme, non è mai successa una cosa del genere, non so se sia colpa dell’asfalto che è vecchio di 12 anni o della gomma in sé ma c’è davvero tanto degrado. In questo tracciato quando si è in trazione si ha un grande angolo perché ci sono curve lunghe e in gara sarà complicato gestirsi”. 

Questo cambio gomme quanto incide sulla vostra tabella di lavoro durante un weekend?

“Il lavoro è diverso rispetto al solito. Ora dobbiamo adattarci alla gomma e non più scegliere la migliore per la gara. I pompaggi delle moto sono incredibili e tutti questi movimenti non possono essere gestiti in modo lineare dall’elettronica”. 

 

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