MotoGP, Quartararo risponde a Puig: "Titolo senza Marquez vale meno? Non per me"

"Sappiamo che uno dei migliori piloti al mondo non sta lottando con noi in pista, ma per me sarà la stessa cosa. A Jerez eravamo tutti al 100%, in MotoGP si cade e ci si fa male". Vinales: "Siamo partiti tutti con zero punti"

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La conferenza stampa che ha aperto il fine settimana di Brno è stata l'occasione per ascoltare i piloti che in pista avranno uno sfidante in meno ed ovviamente ci riferiamo al più duro tra i piloti da battere in pista, ovvero Marc Marquez. Fabio Quartararo e Maverick Vinales sono in questo momento rispettivamente in prima e seconda posizione nel mondiale ed in tanti puntano su di loro per il ruolo di successore di Marc.

Mancando in pista per almeno quattro Gran Premi, con la concreta possibilità che questo numero salga anche a cinque, Marc Marquez può senza dubbio essere definito il grande assente e difficilmente potrà tornare realmente in lizza per un titolo che sarà assegnato su appena 14 gare. Questa defezione può però rendere meno importante il titolo di campione del mondo 2020, mancando in pista il campione in carica che lo avrebbe egregiamente difeso? Alberto Puig ha più volte affermato di avere questo punto di vista sulla questione (leggi QUI), quasi a voler stuzzicare l'orgoglio degli altri piloti che non hanno accettato questa visione, rimandando al mittente affermazioni poco gentili nei confronti di chi ha dimostrato di meritare completamente il ruolo di pretendente al titolo. Marc è stato velocissimo a Jerez, ma ha anche commesso due pesanti errori ed il terzo è stato un rientro forse affrettato. Fabio e Maverick di errori non ne hanno commessi.

"Tutti siamo partiti a Jerez al 100% - ha dichiarato Quartararo in proposito - questo è uno sport in cui si corrono rischi e tutti si possono infortunare, qui o in Austria. Per me il campionato è sempre lo stesso, con o senza Marc in pista. Puoi lottare quanto vuoi, spingere quanto vuoi e noi stiamo lavorando nello stesso identico modo, anche senza di lui. Sappiamo che uno dei migliori piloti al mondo non sta lottando con noi in pista, ma per me sarà la stessa cosa". 

Quartararo è in questo momento l'uomo da battere, ma non accenna minimamente al fatto di vivere questa situazione come un problema. 

"Non sento pressione per il campionato. E’ la terza gara, la sto prendendo gara dopo gara. Non mi sono mai trovato in questo tipo di situazione in un campionato di così alto livello, ma non credo che sia giusto pensare al campionato già alla terza gara. Non sento pressione, per me è tutto uguale a prima. Sono felice di essere davanti in classifica e soprattutto di come stiamo lavorando. Penso che abbiamo il potenziale per lottare sempre per le vittorie ed i podi e non voglio concentrarmi sul campionato, perché credo che la cosa venga di conseguenza". 

Il francese è anche consapevole di aver sfruttato al massimo l'ottima chance di Jerez. 

"Naturalmente Jerez era un po’ più adatta per noi, per la nostra moto. Ma la nuova M1 va meglio su tutte le piste. Qui a Brno ci sono lunghi rettilinei, ma anche tante parti guidate. La nostra moto gira benissimo, anche se manca un po’ di potenza. Manterrò la stessa mentalità di Jerez e so che domani dovrò lavorare molto per trovare il giusto passo gara, come sempre la cosa più importante".

Fabio ha vinto due gare consecutive, ma non ha potuto festeggiare come avrebbe voluto. 

"Dopo le vittorie ti piace festeggiare con gli amici, con la tua famiglia. Almeno questo è quello che accade normalmente. In questo caso è stato strano, perché sono tornato a casa e non c’era nessuno, non ho potuto incontrare quasi nessuno. Non ho neanche tolto la mascherina per dare un bacio a mia madre, ero preoccupato anche per quanto successo in F1 a Perez. Onestamente è stato un po’ stressante per me questa situazione. E’ come se la mascherina avesse impedito di vivere questo momento speciale fino in fondo, ma adesso sono qui e sono totalmente concentrato sulle gare di nuovo". 

Quartararo sta vivendo il miglior momento della sua carriera, ma ha anche ricordato il peggiore. 

"Il peggiore momento che ho avuto nella mia carriera è stato nel 2018 in Argentina. Ero 28° in qualifica ed ho pensato 'che cavolo ci faccio qui?'. Da quel momento ho totalmente cambiato il modo di pensare, il mio approccio. Da quel momento in poi ho iniziato a fare dei passi in avanti, tra Jerez, Le Mans fino a Barcellona, dove poi ho vinto. Quello è stato uno dei momenti più importanti della mia vita, forse uno dei peggiori, ma mi ha anche permesso di imparare qualcosa per il mio futuro. Ero preoccupato, ma è stato un bene sentire quella paura di non riuscire per fare il salto ed arrivare in MotoGP". 

MAVERICK VINALES

Vinales: "avere qui Marquez avrebbe reso i GP più interessanti perché dà sempre il massimo"

Anche Maverick Vinales ha commentato in conferenza l'assenza di Marquez in pista, una defezione che non delegittima in nessun modo il mondiale 2020. 

"Marc è un pilota forte ed è difficile batterlo. Ma non penso che non averlo qui renda le cose più interessanti, anzi. Forse averlo qui avrebbe reso le cose ancora più interessanti perché lui vuole battere tutti e lotta sempre al massimo. Come ha detto Fabio, tutti abbiamo iniziato a zero punti a Jerez ed in questo sport a volte sei fortunato, altre sei sfortunato. Quest’anno è così, è dura ed un errore lo paghi. Per me non cambia niente che Marc ci sia o meno, io voglio salire sul podio in ogni gara". 

Vinales ha anche stemperato le preoccupazioni sul motore Yamaha, che resta un punto critico su cui lavorare per scongiurare i problemi in cui sono incappati sia Rossi che Morbidelli nelle prime due tappe del 2020. 

"Abbiamo fiducia, siamo tranquilli e conosciamo il potenziale della nostra moto. Dobbiamo semplicemente lavorare per farla rendere al massimo, riuscendo anche qui ad essere veloce come siamo stati a Jerez. Non sono preoccupato per l'affidabilità, davvero. Magari abbiamo qualche piccolo problema sulla velocità massima, ma lo sapevamo già. Nessuno nel team è preoccupato, quindi restiamo concentrati".

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