Il T-Max che voleva essere una R1 da SBK con freni da MotoGP

Di elaborazioni per il maxi scooter Yamaha ne abbiamo viste tante, ma quella di Lobomotive raggiunge un livello davvero impressionante. cerchi da 17, freni in carbonio e forcella Showa BFF

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Il T-Max non è una moto. Lo sappiamo noi che scriviamo, lo sapete voi che leggete. Quindi una volta chiarito per l’ennesima volta il concetto, lasciate da parte la naturale diffidenza di alcuni motociclisti per questo scooter che ha cambiato le regole del gioco e semplicemente godetevi queste righe per quello che sono.

Pur non essendo una moto, il maxi scooter di Yamaha ha oggettivamente avvicinato per la prima volta le prestazioni di questo tipo di mezzi a quelle di alcune moto sportive, soprattutto dal punto di vista della pura agilità e facilità di guida nel misto stretto. Una ciclistica indovinata, il baricentro molto basso ed un motore in ogni caso brillante, hanno regalato al T-Max negli anni la fama di pericolosa attaccabrighe per le sportive, soprattutto su alcune tipologie di percorso. 

Una fama che ha stuzzicato la fantasia di tanti preparatori in giro per il mondo, che si sono dedicati ad esaltare le caratteristiche più sportive di questo mezzo, fino a creare dei veri ibridi tra moto e scooter. Xavi di Lobomotive è andato decisamente oltre questo, arrivando quasi a stravolgere il DNA di questo T-Max del 2011, scelto come base per la realizzazione del suo progetto.

L’idea era di prendere l’anima sportiva del T-Max ed avvicinare il design dello stesso a quello dell’ammiraglia sportiva di Iwata, ovvero la R1. Il tutto accompagnato da tantissimi cambiamenti sul piano tecnico, tali da alzare decisamente l’asticella prestazione di un mezzo che era destinato a perdere definitivamente qualsiasi velleità da commuter urbano, finendo piuttosto per creare un vero ibrido.

Il lavoro è stato tutto indirizzato verso un alleggerimento sia estetico che tecnico del mezzo, che spogliato del proprio abbondante sellone ha ereditato una coda deliziosamente simile a quello della R1. Per avvicinare ulteriormente l’immagine ed anche il comportamento dinamico a quello di una sportiva, il passo successivo è stato l’adozione di cerchi da 17, una modifica molto complessa dal punto di vista tecnico che Xavi ha realizzato lavorando sulle piastre forcella e su un kit ad hoc per il posteriore. 

Ai cerchi da 17, degli OZ Racing in magnesio, è stata affiancata all’anteriore una forcella BFF della Showa, un equipaggiamento all’altezza delle migliori supersportive in commercio. Al posteriore invece ha trovato spazio un mono della YSS modificato per alloggiarsi perfettamente nello spazio disponibile. Sempre con l’idea di abbassare al massimo il peso del suo T-Max, Xavi ha compiuto un grosso azzardo sull’anteriore dotando il mezzo di pinze freno Brembo GP4RX ricavate dal pieno e soprattutto di una coppia di dischi in carbonio da 330 di chiara ispirazione MotoGP. Magari non saranno troppo efficaci al primo attacco, ma una volta entrati in temperatura probabilmente regaleranno a questo T-Max delle staccate degne di una R1 decisamente elaborata. 

La chicca che garantisce un ulteriore dimagrimento sulla bilancia è rappresentata dall’utilizzo abbondantissimo del carbonio per tutte le sovrastrutture sostituibili. Tutte queste modifiche sono poi accompagnate dall’utilizzo di un impianto Akrapovic allo scarico capace di donare sia un design racing che qualche altro fondamentale kg sulla bilancia. Il totale risparmio in termini di peso è adesso di 25 kg, ma Xavi ha confermato di voler ulteriormente limare questo valore nel prossimo step di elaborazione. 

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