MotoGP, Marc Marquez, da dominatore ad ago della bilancia del campionato

Al suo ritorno il titolo potrebbe essere una chimera, ma Quartararo, Vinales e Dovizioso non possono dormire sonni tranquilli

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Che campionato sarà senza Marquez? Sicuramente diverso dal solito. Non potrebbe essere altrimenti con il dominatore degli ultimi anni in panchina. I migliori ad avere approfittato dell’assenza sono stati Quartararo e Vinales con rispettivamente 50 e 40 punti, poi Dovizioso con 26.

Facile dire che i pretendenti al trono dello spagnolo sono loro tre, anche se le cose sono facili a dirsi ma difficili a prevedersi. Innanzitutto perché si sono corse solo due gare, per di più sullo stesso circuito, il che significa che i valori in campo hanno cominciato a delinearsi, ma sono tutt’altro che chiari.

Anche perché nella MotoGP attuale i livelli in campo sono molto più equilibrati rispetto a qualche anno fa, quando c’erano praticamente sempre gli stessi 3 o 4 piloti sul podio e bisogna solo capire su che gradino si sarebbero messi.

Logicamente, Fabio e Maverick possono essere definiti come favoriti, e con loro ci mettiamo anche Andrea, considerato il suo recente curriculum, ma questo non significa che sarà una lotta tra questo terzetto.

A Jerez, anzi, abbiamo visto chiaramente come i pretendenti per il podio possono essere molti e non sempre scontati. Qualche nome? Jack Miller, Pecco Bagnaia, Franco Morbidelli e, naturalmente, Valentino Rossi che su quei gradini c’è salito. Sarebbero già un bel gruppo, ma non si possono dimenticare altri pretendenti che in passato hanno dimostrato di potere tranquillamente ambire a certe posizioni.

Uno di quelli è certamente Danilo Petrucci, limitato a Jerez dalla brutta botta presa nei test del mercoledì. Lo stesso si può affermare per Cal Crutchlow e Alex Rins, anche loro limitati in Spagna dalle cadute. Sono finiti? Forse, perché Nakagami potrebbe riservare qualche sorpresa, idem per Mir e le KTM non sono poi così lontane dai migliori.

La prima analisi, benché appena accennata, fa già capire come questo campionato non sia per nulla semplice da interpretare. Inoltre, non ci sono solo i piloti da tenere in considerazioni, ma anche le piste.

Se a Jerez la Yamaha ha fatto vedere di essere la moto da battere, le cose potrebbero già cambiare questo fine settimana a Brno, per non parlare del Red Bull Ring. Due circuiti (soprattutto il secondo) dove i cavalli contano e la Ducati non ne difetta certamente. Poi ci sarà Misano, dove la bilancia potrebbe pendere ancora dalla parte della M1, ma lì ci sarà di nuovo Marquez.

Al suo ritorno potrà ancora pensare al titolo? Certamente un campione del suo calibro lo farà ma a quel punto le sue possibilità di riuscirci saranno ridotte al classico lumicino.

Nell’ipotesi (poco probabile) che Quartararo vinca tutte le gare, Marc avrebbe 125 punti da recuperare in 9 gare (pari a 225 punti a disposizione). Se la cinquina di Fabio è difficile, si può comunque pensare che il leader della classifica arriverà a Misano con un centinaio di punti, tanti comunque per essere riacciuffato da chi è a zero.

Marquez quindi non si preoccuperà del campionato, ma delle vittorie di tappa, cosa che gli riesce molto bene. Vorrà vincere il maggior numero possibile di gare, cosciente di avere qualcosa da perdere. Si trasformerà quindi nel classico ago della bilancia, e sarà un ago molto pesante.

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