SBK, Jerez: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Redding e la Ducati trionfano, ma a Jerez i veri vincitori sono tutti coloro che con le apposite mascherine hanno sfidato i 40 gradi sotto il sole prestando il proprio servizio

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La Superbike è ripartita nel weekend da Jerez dopo un attesa durata ben oltre cinque mesi per la diffusione del COVID-19. Volendo potremmo stare qua a soffermarci sulla grande prestazione di Scott Redding in sella alla V4, ma per l’occasione vogliamo andare oltre, consapevoli che Scott e la Ducati ci capiranno.

IL BELLO - I titoli, infatti, sono per tutti coloro che hanno lavorato ininterrottamente durante l’arco della settimana,  ovvero chi ha operato dietro le quinte. Sotto i riflettori finiscono sempre i piloti, che con i loro sorpassi e le staccate al limite entusiasmano gli appassionati davanti alla tv. Dietro tutto ciò però, c’è un mondo senza il quale non potremmo fruire di tale spettacolo. Citiamo quindi i meccanici e gli ingegneri presenti all’interno dei box, senza dimenticarci dei commissari dei percorso, i fotografi, così come il personale addetto alla sicurezza in pista. E che dire poi di coloro che fin dalle prime ore del mattino si sono impegnati sotto le tende a preparare pranzi e cene nei rispettivi pocket lunch, osservando tutte le norme di prevenzione con apposita mascherina e il distanziamento sociale, a cui aggiungiamo gli addetti alla sanificazione del circuito.

A Jerez, questo weekend, c’erano ben 40°, mentre l’asfalto ne buttava fuori 60°. Vogliamo quindi rendere merito a questo addetto al servizio antincendio che con tuta, casco e maschera ha svolto il proprio lavoro in condizioni altamente impegnative. Noi giornalisti selezionati da Dorna per l’appuntamento andaluso, comodamente seduti con l’aria condizionata in sala stampa, non possiamo fare altro che riconoscere il loro merito e raccontarlo.       

IL BRUTTO – Il round di Jerez è stato macchiato dal comportamento scorretto da parte del team 2R Racing, sorpreso a servire il buffet e a lavorare senza l’apposita mascherina. Non siamo certo qua a dare giudizi, tantomeno a mettere ulteriormente il dito nella piaga, dal momento che tutto quello che c’era da scrivere a riguardo è già stato fatto. Una disattenzione può anche capitare inavvertitamente, ma sbagliare consapevoli di farlo è ben più grave.     

IL CATTIVO – Questa Yamaha sarà anche una moto facile da imparare e molto dolce in curva. Peccato che a volte faccia i capricci. Per maggiori informazioni chiedere a Michael van der Mark, rimasto a piedi sabato per la rottura del motore o a Toprak Razgatlioglu, vittima di un problema elettrico nella Superpole Race. Se a tutto ciò aggiungiamo la benzina finita a Phillip Island, meglio che il turco non pensi al numero di punti lasciati per strada.      

LA CONFERMA – È uno di quelli che non ama essere politically correct e di conseguenza dice ciò che pensa, senza troppi giri di parole. Sta di fatto che questo Scott Redding ha ben capito come fare per duellare con Johnny Rea. In queste prime due gare dall’inizio della stagione il portacolori Aruba è sempre stato sul podio, spiccando quindi per la sua costanza. Il Mondiale è solo all’inizio, ma i punti da recuperare per Rea sono ben 24.  

LA DELUSIONE – In Spagna la BMW doveva lasciarsi alle spalle le delusioni di inizio stagione in Australia. Peccato che il copione sia stato ben altro per il team di Shaun Muir. Un fine settimana condito da imprevisti e difficoltà per Eugene Laverty e Tom Sykes, i quali sono stati chiamati a fare i conti con una S 1000 RR ben lontana da quelle che erano le aspettative. Se Sparta piange, Atene non può certo permettersi di ridere. O meglio, Alvaro Bautista ci prova a sminuire le difficoltà di apprendimento di questa Honda, ma i limiti sono ben evidenti. Da HRC ci aspettavamo ben altro.  

L’ERRORE – Non vogliamo sapere cosa abbia provato Raffaele De Rosa a farsi centrare da dietro da Axel Bassani durante il warmup lap. Di sicuro, per il pilota campano, non è stata certo una bella sensazione.  

LA SORPRESA – A ottobre rischiava di essere fuori dal paddock, adesso invece sembra un ragazzo sereno e rinato. Giù il cappello di fronte al weekend di Michael Ruben Rinaldi, che dopo essere rimasto senza freni a oltre 250 km/h non si è perso d’animo. È infatti risalito in sella alla propria moto arrivando a un soffio dal podio.   

IL SORPASSO “Quando l’ho sorpassato ho iniziato a ridere sotto il casco”. È quanto ci ha detto Michael Rinaldi dopo aver infilato Johnny Rea in Gara 2. E allora va a lui il premio per il migliore sorpasso del weekend.

LA CURIOSITA’ – Non era mai accaduto nella storia della SuperSport che un pilota italiano vincesse ben tre gare di fila. Onore e merito quindi ad Andrea Locatelli, che con il team Evan Bros sta vivendo una sorta di operazione rilancio dopo le amarezze della Moto 2. Più che vincere il bergamasco sta dominando e la categoria pare già andargli stretta. 

IO L’AVEVO DETTO“Se la Honda è qua, è perché vuole vincere”. Così ci ha detto venerdì Alvaro Bautista. Nel frattempo noi aspettiamo fiduciosi.

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