Prova Vespa Sprint 125 Racing Sixties: stile unico, sapore anni ‘60

LA PROVA – Racing Sixties è una serie speciale ispirata al mondo racing nella sua estetica più classica ed evocativa, dedicata a Vespa Sprint e GTS Super. Abbiamo provata la “scocca piccola"

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La base è la nota scocca piccola di Vespa Sprint (declinata anche nella versione Primavera, ma è la stessa base utilizzata anche per la elettrica), che è stata oggetto di una personalizzazione che richiama i campi di gara degli anni ’60. A quei valori di elegante sportività si ispira infatti la nuova serie speciale di Vespa, la Racing Sixties, proposta oltre che per le Sprint (nelle cilindrate 50, 125 e 150 cc) anche per le GTS Super (nelle cilindrate 125 e 300 cc).

Dettagli e grafiche dedicate che rendono ancora più prezioso un oggetto iconico qual è la Vespa, l’unico scooter in grado di sfoggiare un look così carico di storia (oltre 70 anni), ma anche così studiato dal punto di vista del design. Per il resto si confermano le caratteristiche del “Vespino”, dotato del motore i-get 125 cc con iniezione elettronica e distribuzione a 3 valvole. Il richiamo agli anni ’60 non poteva trovare una base migliore, visto e considerato anche il fatto che la Vespa Sprint è la diretta erede di modelli proprio di quell’epoca, che sono diventati leggenda come la SS 90 o la Primavera ET3.

GRAFICHE DAL SAPORE VINTAGE CHE ESALTANO UN DESIGN DA OSCAR

A volte fotografare uno scooter può dare più gioie del solito. Proprio mentre riguardavo gli scatti del servizio fotografico della prova di questa Vespa Sprint 125 Racing Sixties, pensavo a quanto il suo aspetto ed il suo design senza paragoni siano una soddisfazione anche per il lavoro di un fotografo. Senza dubbio più di qualsiasi altro scooter. Rinnovata un paio di anni fa, quest’anno la Sprint guadagna una livrea che rende ancora più di effetto il suo aspetto già degno di nota. Le grafiche sono gialle ed abbinate alla scocca verde (sono rosse se si sceglie invece la scocca bianca). Ad una livrea così evocativa si aggiungono una sella dedicata, cerchi ruota dorati e dettagli nero opaco, particolari che danno vita ad una proposte estetica caratterizzata da una sportività molto elegante. L’effetto è quello di due “stripes” che tagliano verticalmente il muso, attraversando parafango, la cravatta sullo scudo ed il cupolino, ma si allungano anche nella zona posteriore, sopra e sotto il fanale. Sulle fiancatine ci sono dei richiami meno estesi e più discreti, mentre l’effetto stripes è presente anche sulla sella (in morbido e vellutato nabuk - spalmato PVC per resistere alle intemperie), con tre profili che la tagliano per il lungo, due più stretti intorno ad uno centrale largo circa un centimetro.

Un ulteriore tocco di stile sono le finiture nero opaco previste per il maniglione per il passeggero, ma anche per le cornici dei fari, per la cover del silenziatore, oltre che per gli specchietti retrovisori e per lo sfondo della strumentazione. “Sparisce” anche il bordo dello scudo, che con la finitura scura, abbinata al verde scuro della scocca, è visibile solo andandolo a cercare. Non manca poi il badge del modello sullo sportello del portaoggetti nel retroscudo, mentre per il resto si conferma l’estetica della Sprint, che sfoggia tanti richiami al passato, come il faro dal taglio squadrato, i listelli sulla pedana, oppure la strumentazione con tachimetro analogico (la Sprint S ha invece un quadro tutto digitale e “connesso”) sotto al quale un piccolo display consente di controllare gli altri dati, navigabili con un tasto sulla parte destra del manubrio.

Inutile dire che le stesse finiture (con le stripes che diventano però rosse invece che gialle), danno un effetto tutto diverso scegliendo come base la Sprint in colore bianco, che rappresenta l’altra opzione rispetto a quella dell’esemplare che abbiamo provato. In quel caso ci sono contrasti più marcati con le finiture nero opaco (che sostituiscono le cromature del modello standard), che qui invece spariscono nell’abbinamento con il verde.

PARCO E SILENZIOSO IL CUORE MODERNO DELLA SPRINT

Come detto, la Racing Sixties è una caratterizzazione estetica di un modello che è sul mercato da un paio d’anni, ma il cuore i-get, monocilindrico ad aria, 4 tempi, da 125 o 150 cc, con distribuzione a 3 valvole è quello che ha debuttato precedentemente, con il passaggio ad Euro 4. Si tratta di una famiglia di propulsori rispettosi dell’ambiente, parchi e capaci di prestazioni brillanti. Nel nostro caso il motore i-get 125 cc esprime una potenza ed una coppia massima rispettivamente di 7,9 kW (quasi 11 cavalli) a 7.700 giri e 10,4 Nm a 6.000 (la versione 150 cc raggiunge 9,5 kW – circa 13 cv - a 7.750 giri e 12,8 Nm di coppia a 6.500). Una potenza sufficiente per rendere le Vespa “small body” vivaci nel traffico cittadino.

SCOCCA PICCOLA, RUOTE DA 12” E PIACEVOLE DA GUIDARE

Con l ruote da 12”, la scocca compatta e le sue dimensioni ridotte, la Sprint regala le sensazioni di un cinquantino. Infatti è la stessa configurazione disponibile anche in variante 50cc. Questo 125 resta leggero e facile da gestire nel traffico, con la sella posta a soli 790 mm da terra. Perfetta per i “diversamente alti”, ma anche per chi ha leve importanti, perché lo spazio per le gambe non manca. Vespa Sprint vanta un corpo realizzato tutto in acciaio, mentre le ruote da 12” sfoggiano cerchi in lega di alluminio, qui in finitura dorata. Le gomme hanno misure 110/70 e 120/70 e sono le ottime Pirelli Angel Scooter.

Quanto ai freni il sistema è misto, con un disco da 200 mm all’anteriore ed un tamburo sul cerchione posteriore. Non manca l’ABS (anche se sui 125 non è obbligo di legge), che agisce solo all’anteriore, con il posteriore che può bloccare, anche se con il tamburo occorre strizzare davvero forte la leva per arrivare al bloccaggio della ruota. Inutile dire che l’antibloccaggio all’anteriore è invece fondamentale per evitare pericolose “chiusure di sterzo” che porterebbero quasi certamente alla caduta. Sono situazioni purtroppo sempre possibili, soprattutto quando il fondo stradale non offre un grip ottimale, in cui l’ABS è una “mano santa” per i meno esperti, ma anche per i guidatori più smaliziati.

Lo schema delle sospensioni prevende anteriormente il classico monobraccio della Vespa, con un monoammortizzatore a doppio effetto, analogo a quello idraulico al posteriore. La Sprint risulta adatta allo sconnesso che spesso troviamo in città, tra rotaie e pavè, ma è stabile anche nella guida su strade aperte, quando la si utilizza per uno spostamento extraurbano. Il motore offre il giusto brio in città, ma potrebbe anche affrontare un (breve) tragitto in tangenziale o autostrada, non fosse per il codice della strada che ancora non consente ai 125 di accedervi. Una velocità massima indicata di quasi 110 km/h è perfetta comunque anche per qualche gita fuori porta all’occorrenza.

Promossa alla guida, anche dal punto di vista della praticità non c’è da lamentarsi. La pedana non è piatta, ma sul tunnel centrale c’è spazio per una piccola borsa o uno zaino, con un pratico gancio a scomparsa che esce dalla sella. Nel retroscudo il classico sportello cela un vano utile per collocare un telefono (che si può ricaricare con la presa USB) o le chiavi ed il telecomando del cancello. Si apre premendo il blocchetto di accensione, mentre un tasto consente di sbloccare la sella elettricamente (nel retroscudo è poi presente uno sblocco manuale, in caso di problemi). La batteria è invece collocata nel tunnel tra i piedi, per massimizzare lo spazio nel vano sottosella, che riesce ad ospitare così anche un casco integrale. La vasca è appoggiata e consente in un attimo di accedere alla meccanica, se necessario, mentre levando lo sportello sotto la parte frontale della sella (bloccato da una vite) si raggiunge la candela, in modo altrettanto facile.

IL PREZZO ED I CONSUMI

A completamento della serie speciale Racing Sixties, sono stati progettati anche dei capi di abbigliamento e due varianti di caschi in coordinato, ispirati alle grafiche della Vespa in questo allestimento. Oltre a questo e come da tradizione, ampia è la gamma di accessori originali per la personalizzazione e per il comfort. Tra questi, se serve maggior capacità rispetto al solo sottosella è disponibile il bauletto dedicato, completamente verniciato in tinta con il logo Vespa cromato in rilievo, che può essere completato con lo schienalino. Per chi utilizzerà la Sprint più spesso fuori dalla città è consigliato invece il parabrezza, realizzato in metacrilato anti scheggia di alta qualità, e anch’esso personalizzato con logo Vespa, oppure un più compatto cupolino, disponibile sia in materiale trasparente sia fumé.

Passando ai consumi, i propulsori i-get permettono di raggiungere i 43,2 km/l per il 125 e 40,3 km/l per il 150 rilevati nel ciclo WMTC. La “nostra” 125 non è mai scesa sotto i 30-33 km/l, che grazie al capiente serbatoio da 8 litri si traduce in un’autonomia tutto rispetto, compresa tra circa 250 ed oltre 300 km, a seconda dell’utilizzo.

Infine i prezzi, con la Sprint “standard” che parte da 3.540 euro per la 50 cc, mentre una Vespa Sprint 50 Racing Sixties ne costa 150 in più. Passando alla 125 da noi provata si sale a 4.890 euro (la base ne costa 4.660), servono invece 200 euro in più per la 150 cc.

Ha collaborato Gianluca Cuttitta

PIACE - Estetica e stile, facilità di guida

NON PIACE - La qualità si paga con un prezzo elevato

ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO

Casco: Tucano Urbano El Fresh

Giacca: Tucano Urbano Network 2G

Guanti: Tucano Urbano Penna

Jeans: Spidi J-Tracker

Scarpe: Stylmartin Core WP Black

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