Kawasaki prepara la bomba chiesta da Rea: una MotoGP per la SBK

La Casa di Akashi ha blindato fino a fine carriera il pluricampione SBK e per farlo gli ha promesso una ZX-10 R completamente nuova e ricca di tecnologia con numeri da capogiro

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La Kawasaki non è impegnata in MotoGP, avendo ormai diversi anni fa compiuto una scelta ben precisa. La Casa di Akashi ha infatti preferito concentrarsi al 100% sul progetto SBK, diventando di fatto il punto di riferimento per tutti i rivali nel campionato dedicato alle derivate di serie. Il punto di partenza di questo progetto è stata la nascita della ZX-10 R, nella sua versione ormai risalente al 2011. 

Una moto che segnava un netto passo in avanti rispetto al passato ed ha permesso a Tom Sykes nel 2013 di riportare al titolo SBK una ‘verdona’, dopo aver già sfiorato l’impresa nel 2012, anno in cui fu battuto per appena mezzo punto da Max Biaggi. Quella ZX-10R è stata poi oggetto di diversi ritocchi negli anni, fino ad arrivare nel 2016 ad un vero upgrade. 

In seguito non ci state rivoluzioni, ma tante piccole evoluzioni introdotte sulla moto di serie da Kawasaki soprattutto per consentire di lavorare meglio sulla versione SBK, che nel frattempo in pista ha iniziato letteralmente a dominare grazie a Jonathan Rea. Deluso dagli anni passati in Honda e dalle continue promesse mancate che lo vedevano costantemente pronto al salto in MotoGP, Rea ha trovato nel suo passaggio in Kawasaki del 2015 il punto di svolta della sua carriera, che l’ha portato a conquistare cinque titoli iridati consecutivi in SBK. 

Il connubio formato tra Rea e la Kawasaki è diventato negli anni sempre più efficace, ma ad inizio 2019 il debutto della Ducati Panigale V4R in SBK ha sparigliato le carte. La Casa di Borgo Panigale ha infatti portato un bel po’ di MotoGP in SBK, schierando una moto che condivide gran parte del proprio cuore desmodromico con la sorella schierata in MotoGP. Una mossa azzardata, ma senza dubio di successo, che non è stata coronata dal titolo iridato al debutto anche per questioni ben lontane dalla pista, visto che Bautista nelle prime tappe del 2019 era apparso semplicemente inavvicinabile.

LE PRESTAZIONI DELLA DUCATI PANIGALE HANNO DATO LA SVEGLIA A REA ED ALLA KAWASAKI

Le prestazioni di quella Ducati hanno dato la sveglia a Rea ed alla Kawasaki, che ad inizio 2020 hanno stretto una sorta di patto di ferro. Il campione indiscusso ha firmato un accordo con la Casa di Akashi che di fatto lo ha legato fino a fine carriera, candidandosi a diventare in futuro un vero ambasciatore del marchio.

Tra le richieste avanzate da Rea, ce n’è stata probabilmente una che era decisiva per convincere il pilota a firmare, nonostante avesse tante alternative sul piatto, comprese alcune chance in MotoGP, secondo tante voci del paddock. Rea ha semplicemente chiesto a Kawasaki di dargli un’arma per lottare ad armi pari con le moto schierate in pista dai rivali. Ducati conta sulla già citata Panigale V4, mentre Honda ha rivoluzionato la Fireblade introducendo anche la ricerca aerodinamica estrema sulla CBR. Anche Yamaha ha rinnovato la R1 proprio in funzione della moto in versione SBK e Aprilia potrebbe sorprendere con una RSV4 completamente rinnovata da presentare a fine anno. 

Kawasaki dovrà dunque rispondere in modo adeguato e l’unica possibilità che ha sarà quella di mettere sul piatto tutto il proprio immenso arsenale tecnologico, mostrando i veri muscoli di cui è dotata e introducendo sul mercato una Ninja davvero all’altezza delle rivali. Facile immaginare quali possano essere i numeri sul tavolo, perché parlando di potenza pura un valore ormai quasi obbligatorio dovrà collocarsi tra i 210 ed i 220 cavalli. Ci sarà probabilmente anche la prima applicazione di concetti aerodinamici derivanti dall’esperienza maturata in MotoGP ed ormai universalmente applicati sulle moto di serie. 

Un altro passo in avanti potrà essere compiuto dall’elettronica della moto, mentre noi ci sentiamo di avanzare un’altra ipotesi che potrebbe essere destinata ad alzare ulteriormente l’asticella. Ci riferiamo all’introduzione sulla moto di un cambio seamless, una tecnologia attualmente impiegata da tutti i costruttori presenti in MotoGP, ma assente dalle moto di serie. Per Kawasaki sarebbe una grande prova di forza ed ovviamente potrebbe anche regalare a Rea un vantaggio tecnico da non sottovalutare. In molti ritengono che questa tecnologia sia troppo complessa per essere applicata alle moto di grande produzione, ma Kawasaki potrebbe stupire tutti ed arrivare per prima a questo importante traguardo. D’altra parte, per convincere Rea a restare fino a fine carriera, qualche promessa davvero importante l’avrà pur fatta. 

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