SBK, Rinaldi:"Quando ho superato Rea mi sono messo a ridere sotto il casco"

"Lui è un cinque volte campione del mondo ma sapevo di andare più veloce. Il podio mancato? Sarebbe stato un sogno avere tre Ducati davanti a tutti"

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La Superbike è ripartita da Jerez de la Frontera dopo lo stop per Coronavirus e oltre alla Ducati di Scott Redding, assoluto protagonista del weekend con la pole position, due vittorie ed un secondo posto, anche un’altra Rossa è stata al centro del fine settimana. Non stiamo parlando della V4R ufficiale di Chaz Davies, che comunque ha portato a casa un buon podio in Gara 2, ma di quella privata preparata dal team Go Eleven e messa nelle mani di Michael Ruben Rinaldi. Il pilota tricolore aveva stupito al venerdì aggiudicandosi il miglior tempo delle FP2, chiudendo 6° in Gara 1 e 11° nella Superpole Race. La miglior prestazione del weekend di Rinaldi, però, è stata quella fatta vedere in Gara 2, dove ha chiuso in quarta posizione davanti anche al campione del mondo Jonathan Rea. 

“Sapevo di averne più di lui - ha detto Rinaldi dopo la gara - Mi sono detto che stavo per sorpassare un cinque volta campione del mondo e quando l’ho fatto mi sono messo a ridere sotto il casco. Ho provato a superarlo il più in fretta possibile perché il mio obiettivo era Razgatlioglu”. 

Rinaldi quindi non è riuscito ad acciuffare la Yamaha di Toprak Razgatlioglu, unico ostacolo oggi al vedere un podio tutto Rosso Ducati.

“Salire sul podio con Redding e Davies e fare una tripletta Ducati sarebbe stato un sogno. Scott e Chaz sono andati fortissimi oggi e come ho detto mi sarebbe piaciuto salire con loro sul podio ma non ho fatto in tempo a prendere Toprak. Oggi avevo un buon passo ma non al loro livello, sono andati davvero forte”. 

Michael lo scorso anno sembrava definitivamente fuori dal paddock della SBK, poi è arrivata la chiamata di GO ELEVEN ed ora questi risultati convincenti. Dopo un periodo buio ed una stagione difficile il pilota italiano è riuscito a risollevarsi ed ora guarda con interesse alla sella di Chaz Davies che non ha ancora rinnovato con Aruba. 

“Ci sono state delle persone che hanno sempre creduto in me. Anche io ci ho sempre creduto e ho ricevuto il sostegno di Aruba. Lo scorso anno non ero contento, sapevo che il mio livello era un altro e che non stavo esprimendo il mio potenziale. Quando sono arrivato in Go Eleven il team mi ha trattato come un top rider ma anche come un figlio. In questo team siamo come una famiglia e questo mi aiuta ad andare più forte”. 

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