SBK, Rea: “Redding? È stato più pesante quando Bautista vinceva senza che lo vedessi"

“Scott è battibile e non mi ha sconfitto come quando lo scorso anno Alvaro mi rifilava 15 secondi. Oggi in Gara 2 non avevo grip”

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Johnny Rea è deluso, ma al tempo stesso cerca comunque di vedere il bicchiere mezzo pieno dopo il weekend di Jerez. Peccato solo che in Gara 2 non sia riuscito a confermare il risultato del mattino, quando ha vinto dominando la Superpole Race.

Al pomeriggio, infatti, le cose sono andate diversamente per il portacolori Kawasaki, costretto ad accontentarsi di un sesto posto dal retrogusto amaro. Una gara condita da difficoltà e sofferenze a tal punto da mandare giù un boccone amaro.

“Ho avuto dei grossi problemi di grip fin dall’inizio di Gara 2 – ha esordito Rea – uno dei punti in cui ho sofferto di più è stata la curva tre, dove la moto continuava a scivolare. Per me è stata una corsa frustrante, dal momento che non ho potuto affrontare la corsa come volevo”.

Come spieghi il fatto di aver vinto al mattino e sofferto al pomeriggio?

“Oggi pomeriggio, nonostante la temperatura fosse praticamente identica a quella del mattino, ho utilizzato le stesse gomme e un assetto più o meno identico, ma sono riuscito a vincere. Dovremo capire e fare alcune valutazioni”.

Ti aspettavi qualcosa di più da parte della Kawasaki?

“Probabilmente Jerez non è la mia pista preferita, ma il Campionato è ancora lungo. Purtroppo qua in Spagna non ho avuto quella fiducia che speravo. Dispiace perché stamani sono riuscito a essere forte, con un bel ritmo, mentre oggi pomeriggio è stato difficile. Come ho detto, in curva 3 non riuscivo a guidare, inoltre gli ultimi giri si sono rivelati davvero complicati”.

Qualcuno immaginava potesse incidere il bilanciamento della tua ZX-10RR.

“Avevo lo stesso assetto della Superpole Race, nonostante qualche piccolo cambiamento. Parlerò ovviamente con la squadra per capire cosa non ha funzionato. Di sicuro non c’erano condizioni diverse che abbiano inciso”.

Redding intanto ha vinto Gara 2.

“Lui sta facendo un gran lavoro, mostrandosi forte in qualunque situazione. Devo dire che  qua la Ducati si è rivelata davvero competitiva e la conferma arriva anche dalle prestazioni di Rinaldi e Melandri, oltre a Scott e Chaz. Loro hanno fatto un bel lavoro, ma tra pochi giorni torneremo nuovamente in pista”.

Sei preoccupato per i 24 punti di vantaggio di Redding nei tuoi confronti?

“A dir la verità stato più frustrante lo scorso anno con Bautista. Dopo quattro gare, nel 2019, sembrava che Alvaro non avesse alcun punto debole e nemmeno lo vedevo in pista. Vinceva con 15 secondi e riuscivo a seguirlo per poche curve. Quella situazione è stata davvero pesante. Con Scott invece siamo alla seconda gara ed è diverso, dato che non ho chiuso il weekend a dieci secondi. Come ho detto lui è forte, costante, ma prima di dare un giudizio preferirei aspettare. Ci sono piste come Portimao e Magny-Cours, che nel weekend di gara mostrano valori diversi rispetto a quanto uno possa pensare”.

Non sei quindi preoccupato.

“La cosa che mi preoccupa è che non sappiamo cosa può accadere con questo Coronavirus, dato che se la stagione fosse finita a Phillip Island a questo punto il Campione sarebbe Lowes. Bisogna ragionare gara per gara, senza pensare troppo in là. Purtroppo questo non è stato un gran weekend, oggi ci serviva un po’ più di accelerazione dalle curve, ma alla fine non sono arrivato con un distacco pesante”.

 

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