SBK, Melandri: "La Ducati V4 è nata per le corse, sembra una MotoGP"

"Ha un gran carattere ma un motore che ti permette di guidare fluido. Credo di poter arrivare a giocarmela con i migliori entro la fine della stagione"

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Tra i tanti ritorni di queste settimane di gare motociclistiche ce n’è uno che forse è un po’ più strano degli altri, quello di Marco Melandri. Il pilota italiano aveva appeso il casco al chiodo alla fine della scorsa stagione ma poi, a metà luglio, ha deciso di accogliere la chiamata del Team Barni per tornare a correre in Superbike in sella alla Ducati V4 R. Il primo weekend di Marco è ormai alle porte e si è chiuso con un bottino di 15 punti.

“Devo dire che le gare sono andate bene, sono molto contento – ci ha detto Marco al termine della giornata - Stamattina credevo di poter finire nei primi nove in Superpole Race ma non ci sono riuscito. È stato un weekend di test, stamattina ho fatto una serie di prove che non hanno funzionato al meglio e per di più mi ha anche punto una vespa a metà gara”. 

Cosa ne pensi della Ducati Panigale V4 R? 

“Questa moto è nata per fare le gare, ha un gran carattere e bisogna capire come adattarla al proprio modo di guidare, sembra un po’ una MotoGP perché è nervosa ma il motore ti permette di guidarla con fluidità”.

Come ti sei trovato, invece, in Gara 2? Hai chiuso in nona posizione molto vicino ad Alvaro Bautista. 

“È andata bene ma speravo di partire meglio, purtroppo c’era molto filler all’esterno di curva 1 (per via dell’incidente di De Rosa e Bassani in Supersport600 ndr). Ho avuto delle difficoltà a superare e nelle curve veloci ma sto capendo il perché. Ho fatto tanta fatica oggi ma non sono lontano dal gruppo di mezzo. Sono stato per buona parte della corsa con Bautista e Rea è arrivato 6 secondi davanti a me, pensate che due settimane fa ero in bici”. 

A che livello credi di poter arrivare entro fine stagione?

“Questo weekend ho iniziato con le condizioni peggiori, ho tanta voglia di fare ma devo essere paziente. Non potevo pretendere di venire qua e stare davanti a tutti. Io sono sicuro di arrivare a giocarmela con i migliori, mi sono buttato in questa sfida perché ci sono sei gare che non sono tante ma nemmeno poche, ho il tempo per riprendere confidenza e crescere. Cambiare team è sempre complicato, farlo dopo essere stato fermo per tanto tempo è ancora più difficile. Ad ogni modo ho capito quali sono le mie difficoltà e le idee per sistemare le cose non sono lontane”. 

Sei entrato a far parte del Team Barni. Come ti stai trovando con i ragazzi di Marco Barnabò?

“La squadra mi piace molto, io ho tanta esperienza e loro hanno una gran passione. C’è voglia di fare e anche loro arrivano da un periodo non facile, credo che insieme potremmo toglierci delle soddisfazioni”. 

Audio raccolto da Riccardo Gugliemetti a Jerez

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