SBK, Lavilla: "Il team 2R ha rischiato di fare saltare il Mondiale Superbike"

ESCLUSIVA - “La loro non è stata una disattenzione. Hanno sbagliato consapevoli di quanto stessero facendo e il loro comportamento ha messo a rischio la salute della gente"

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Il weekend di Jerez si è aperto con l’espulsione del team 2R Racing dal paddock del circuito spagnolo. La motivazione che ha spinto all’allontanamento della struttura di Roberto Antonellini è dovuto alla mancata osservazione delle norme Anti COVID.

A tal proposito abbiamo parlato con Gregorio Lavilla, il quale ci ha rilasciato questa intervista in esclusiva per spiegarci quanto accaduto in questo weekend e fare chiarezza in merito alle numerose voci che si sono diffuse nelle ultime ore.

Come voi tutti ben sapete c’è un preciso protocollo dettagliato che i team hanno firmato prima delle ripartenza e a cui bisogna rigorosamente attenersi - ha esordito direttore della Superbike – uno dei punti riguarda il discorso legato all’utilizzo obbligatorio delle mascherine, poi c’è quello legato al distanziamento e la somministrazione del cibo. Come ben sapete i team factory possono portare il bilico cucina e in seguito le squadre più piccole appoggiarsi a loro (leggi qui nel dettaglio come funziona). Uno dei punti, inerenti i pasti, è il divieto assoluto, sottolineo divieto assoluto di fare i buffet nel paddock, dal momento che i lunch box sono l’unica soluzione ammessa”.

Il team 2R è stato sorpreso a fare buffet, esatto?  

“Il team 2R, oltre a non utilizzare l’apposita mascherina di sicurezza, ha organizzato il buffet nella propria struttura, tanto che si è creato un assembramento, non rispettando quanto scritto nel protocollo. Una violazione grave. Il comportamento di 2R ha messo a rischio tutti gli sforzi che ha fatto la Dorna per ripartire, il Campionato e soprattutto la salute delle persone, che vale più di ogni altra cosa. In seguito a questo comportamento il team è fuori dal Campionato”.

Hai avuto modo di parlare con Antonelli?

“Certo, il team ha riconosciuto l’errore, ho inoltre apprezzato il suo mea culpa, tanto che stiamo trovando una soluzione per i due piloti, in modo che possano essere al via del weekend di Portimao con un’altra struttura. La cosa che più mi dispiace di tutta questa storia è che la loro non è stata una disattenzione, ma il fatto di aver commesso un grave sbaglio con la consapevolezza di ciò che stessero facendo. Io capisco che non è facile lavorare con la mascherina e stravolgere delle dinamiche a cui eravamo abituati, ma non possiamo permetterci di giocare con la vita delle persone”.

Ci sono delle foto che testimoniano tutto ciò.

“Esatto, le abbiamo viste, noi assieme alla Polizia e il tea. Tali comportamenti  sono stati segnalati e in seguito si è proseguito con l’espulsione dal paddock del team. Non c’era altra soluzione, dato che il comportamento è andato oltre la norme di prevenzione stilate nel protocollo firmato dalle squadre. In questi mesi abbiamo tutti lavorato duramente per fare ripartire il paddock e situazioni del genere non sono ammissibili”.

Gregorio, ancora due domande: in Spagna l’altro giorno si sono registrati oltre mille contagi. Siete preoccupati in vista del prosieguo della stagione?

“È vero, c’è una crescita dei contagi, ma sono tutti localizzati in determinate aree del nostro Paese. Non sappiamo se questi numeri dipendano dai tamponi registrati o meno. Al momento stiamo comunque monitorando la situazione, ma non possiamo permetterci di guardare troppo in là nel tempo, perché non siamo a conoscenza di come si evolverà o meno il Virus. La nostra priorità è focalizzarci sulla situazione giorno dopo giorno”.

Il round di Misano si farà o si chiude il Campionato a Jerez?

“Avrei voluto darti una risposta a questa domanda già la scorsa settimana, ma non è stato possibile. Siamo in contatto con il circuito per capire come comportarci e vogliamo prenderci ancora del tempo. Penso che entro fine mese, anche prima, la situazione sarà sicuramente più chiara”.  

  

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