SBK, Ezpeleta: “Senza Dorna la Superbike non sarebbe ripartita"

“Gli aumenti dei contagi in Spagna? La nostra priorità è quella di mantenere il paddock isolato, anche se vorrei il pubblico in circuito”    

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La Superbike riparte da Jerez e per l’occasione non poteva certo mancare Carmelo Ezpeleta. Il  numero uno della Dorna ha infatti raggiunto in mattinata il circuito andaluso, intrattenendosi per alcuni minuti con gli organi di informazione presenti in sala stampa.

“Siamo molto felici di vedere ripartire la Superbike – ha dichiarato il numero uno della Dorna – in questi mesi abbiamo lavorato duramente per consentire al Campionato di riprendere e questo è senza dubbio un motivo di orgoglio per tutti noi. La MotoGP, così come la Superbike, hanno un protocollo da seguire rigorosamente, in modo da rispettare tutte le norme di prevenzione AntiCOVID.

Parlando di Superbike, entro quando si avranno novità di calendario per il finale di stagione?

“Nei prossimi giorni, dopo la gara di Portimao, vi faremo sapere come intenderemo comportarci con il finale di stagione. Stiamo appunto parlando di Misano, per capire quella che è la situazione, in seguito  faremo un annuncio nel più breve tempo possibile”.

Oltre a questa stagione c’è attesa anche per la prossima.

“Abbiamo già iniziato a lavorare per il 2021 e ci comporteremo come abbiamo fatto per quella attuale, tenendo conto dei vari scenari che potrebbero manifestarsi nei vari Paesi del mondo. Speriamo, durante questa annata, di avere alcune gare con il pubblico, ma non possiamo deciderlo noi ora. In Superbike e in MotoGP la priorità è mantenere il paddock isolato e la questione legata alla presenza del pubblico dipende dal Paese che ospita gli eventi”.

Carmelo, in Catalogna c’è stata una crescita dei contagi importante, così come nella zone di Aragon. Siete preoccupati.

“Noi come Dorna non possiamo controllare quanto accade in ogni Paese dove correrà la MotoGP o la SBK, possiamo però mantenere isolato il paddock, che rappresenta l’unica via da percorrere.  Ovviamente sono consapevole del fatto che non è facile convincere i circuiti a correre senza pubblico. Ho appreso anche la notizia di Aragon. L’unica cosa che posso dire a riguardo, in questa situazione così particolare, è che prima di 15 giorni nulla è certo in questo Mondiale. Dobbiamo infatti mantenere questa tempistica”.

Quanto è stato complicato far ripartire il Mondiale SBK?  

“Abbiamo lavorato duramente per cercare di rimettere in pista la moto e i piloti. La cosa più importante però, e qua ci tengo a sottolinearlo, è che se la Superbike non facesse parte del gruppo Dorna, difficilmente il Campionato sarebbe ripartito. Il fatto che SBK e MotoGP appartengono a uno stesso promotore ha infatti facilitato il confronto con i Paesi”.

Siete entusiasti dell’appeal della SBK?

“Siamo assolutamente entusiasti di ospitare la Superbike. Questa categoria vede impegnate le moto di serie, che hanno una diversa filosofia rispetto alla MotoGP, ma ci rende orgogliosi”.

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