Trentino: dopo i 60 km/h arriva il fonometrico, è guerra alle moto

La Polizia Locale della provincia di Trento dichiara di volere effettuare controlli per fermare le moto più rumorose e fuorilegge

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Pochi giorni fa abbiamo parlato del limite di 60 km/h (qui l'articolo) imposto in alcuni tratti in maniera discriminante alle sole motociclette, ora il Trentino continua una sorta di battaglia ai motociclisti, con un'altra "trappola" che potrebbe portare ad evitare come meta queste zone.

Si tratta del fonometrico, strumento atto a misurare il livello di emissioni sonore delle moto (o di altri veicoli). Intendiamoci, è qualcosa che le Forze dell'Ordine possono utilizzare in qualsiasi momento e che serve soprattutto ad individuare preparazioni e manomissioni, perchè una moto di serie risulta all'interno dei limiti previsti in quanto a dB. Quello che però rende la mossa della Polizia Locale della provincia di Trento fastidiosa per noi motociclisti è il fatto che non passa una settimana senza una dichiarazione, o una novità che rende la vicenda quasi surreale.

Il Codice della Strada, all’articolo 155 (Limitazione dei rumori), prevede sanzioni amministrative comprese tra 41 e 168 euro, in base a quanto indicato nei sui 5 commi:

1. Durante la circolazione si devono evitare rumori molesti causati sia dal modo di guidare i veicoli, specialmente se a motore, sia dal modo in cui è sistemato il carico e sia da altri atti connessi con la circolazione stessa.
2. Il dispositivo silenziatore, qualora prescritto, deve essere tenuto in buone condizioni di efficienza e non deve essere alterato.
3. Nell'usare apparecchi radiofonici o di riproduzione sonora a bordo dei veicoli non si devono superare i limiti sonori massimi di accettabilità fissati dal regolamento.
4. I dispositivi di allarme acustico antifurto installati sui veicoli devono limitare l'emissione sonora ai tempi massimi previsti dal regolamento e, in ogni caso, non devono superare i limiti massimi di esposizione al rumore fissati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° marzo 1991.
5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168.

Oltre a questo, la manomissione dello scarico o la sostituzione di parti originali con altre non omologate, apre a problemi ben maggiori, che possono portare a sanzioni pesanti (anche migliaia di euro) ed al sequstro del veicolo, in alcuni casi addirittura la confisca. 

La scelta della "Locale" di Trento è di per se legittima ed anche noi avevamo auspicato l'uso del fonomtrico piuttosto che dei divieti alle moto con missioni più elevate rilevate all'atto dell'omologazione, come ha fatto il Tirolo (qui l'articolo), nel contesto attuale però diventa concreto il rischio di un boicottaggio da parte dei motociclisti di queste zone, a favore di altre destinazioni. Oltre al mototurismo o al giretto del week end, il fenomeno potrebbe allargarsi, perchè un motociclista può anche andare in vacanza in auto con la sua famiglia e, vista la guerra in atto, fare scelte che portino una buona fetta del turismo lontano dal Trentino. Nel momento di crisi legato alla pandemia, questa battaglia alle moto potrebbe finire per costare cara all'economia locale, che finisce per fare le spese delle scelte (scellerate) altrui. 

 

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