SBK, Melandri: “Un brutto 2019, non meritavo di finire la carriera così”

L’INTERVISTA – “A casa avevo raggiunto un mio equilibrio ma sentivo di avere qualche dente da togliermi. Non sono a Jerez per farmi una passeggiata di salute”

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A volte ritornano! È proprio il caso di dire così. Già, perché Jerez e la Superbike riabbracciano dopo oltre nove mesi Marco Melandri. Un periodo di tempo che ha consentito al romagnolo di riflettere a lungo sulla scelta di ritirarsi per poi fare marcia indietro.

Il 33, infatti, ha meditato profondamente sulla vita lontana dalle corse e la sfida con gli altri piloti in pista. Un richiamo troppo forte da non poterci rinunciare nel giorno in cui Marco Barnabò gli ha offerto la sella della Ducati V4 del team Barni. Così, ecco Marco prendere la palla al volo e accettare questa nuova sfida con la Rossa.  

“Fino ad un mese fa, in condizioni normali, non l’avrei nemmeno presa in considerazione questa idea – ha esordito Marco – tra l’altro Barni mi aveva contattato lo scorso inverno per fare un test al posto di Camier e la cosa non mi interessava. In seguito però mi sono appassionato alle bici elettriche e all’opportunità di poter disputare delle gare. Purtroppo però le hanno annullate tutte a causa della diffusione del COVID-19”.

E quindi, come hai reagito?

“È stato tutto un susseguirsi di cose e situazioni, anche perché un giorno sono andato a girare in moto con dei miei amici e ricordo di essermi particolarmente divertito. In seguito ricevo da Vergani uno screenshot riguardante uno scambio di messaggi con Barnabò, dove Marco era alla ricerca di un pilota. Nel leggerli ho guardato il calendario e mi si è accesa una lampadina, dato che la Superbike aveva poche gare in programma. Erano tutte in Europa e su tracciati che mi sono sempre piaciuti, inoltre l’idea di guidare la Ducati era rimasta nella mente. Infine, non accettavo quel finale di carriera della scorsa stagione, dato che dentro di me non lo meritavo e lo volevo”.

Di conseguenza hai deciso che era il momento giusto per tornare?  

“A quel punto ho guardato le concomitanze con DAZN, erano soltanto due, e ho accettato. Non è facile tornare, anche perché dentro di me avevo raggiunto un certo equilibrio. Questi primi mesi del 2020 mi hanno però scaricato dai pensieri negativi e allo stesso tempo regalato nuove energie per affrontare con uno spirito diverso determinate situazioni. Credo sia il destino ad aver scelto per me e personalmente mi sento davvero bene”.

Prima di arrivare a Jerez hai disputato il test di Cremona.

“Esatto, ho svolto quel test su una pista particolare come quella di Cremona per prepararmi al meglio in vista di questo weekend. Qua a Jerez mi aspetto una gara anomala, dato che l’asfalto non sarà lo stesso dopo che ha girato la MotoGP e ci sarà molto caldo”.

Quali sono le tue aspettative?

“Sinceramente non saprei, anche se io credo molto alle mie sensazioni. Il primo contatto con la Ducati V4 è stato senza dubbio positivo. Mi aspetto però più difficoltà sul giro secco rispetto alla gestione della gara. Vedremo quindi sabato pomeriggio come siamo messi e cosa posso fare”.

Cosa ti ha colpito di questa moto? Tanti dicono che è una MotoGP stradale.

“È una moto molto diversa dalla precedente Panigale con un motore infinito, anche se alcune caratteristiche di ciclistica rimangono simili alla V2. Di sicuro la V4 ha una grandissima coppia di utilizzo e voglio capire se con il lavoro riesco a superare alcune difficoltà incontrate a Cremona. Il fatto di aver provato su quella pista, non al top della condizione, la considero però utile”.

Questa V4 ti ricorda qualche moto che hai cavalcato in passato?

“È una moto nata per le corse e sono passati tanti anni dall’ultima mia gara in MotoGP. Forse il motore ricorda per certi versi la Honda cinque cilindri con il motore fluido e davvero bello rotondo”

Marco, in questo tuo ritorno hai tutto da perdere o da guadagnare?

“Se avessi avuto qualcosa da perdere sarei rimasto a casa, invece sono qua a Jerez, dato che alla peggio avrei perso un weekend. Dentro di me però ho qualche dentino che è scosso e con questa moto vorrei togliermelo (ironizza)”.

Lo scorso anno sembrava certo il tuo addio, invece adesso fa strano rivederti.

“Avendo vissuto tutta la vita in mezzo alle gare mi mancava la mentalità del confronto con gli altri. Con un Campionato normale non avrei accettato, anche perché a casa ho trovato il mio equilibrio, inoltre con DAZN ho iniziato una bella avventura. Qua non ho pressione, ovviamente sono qua per fare bene e non per venire a passeggiare”.

Cosa pensi della sfida Rea-Redding. Chi vedi favorito?

“Dal momento che partecipo anch’io, non mi pronuncio (sorride)”    

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